Braccio di ferro tra istituzioni europee sul budget 2018 per aiuti e cooperazione

La scorsa settimana il Parlamento europeo ha sostenuto l’aumento dei fondi per gli aiuti umanitari e allo sviluppo nel bilancio dell’UE per il 2018 confermando la richiesta avanzata dalle ONG europee. I deputati hanno fissato il bilancio generale dell’UE per il 2018 a 162,6 miliardi di euro proponendo un aumento dell’1,2% rispetto alla proposta di bilancio della Commissione. La posizione dell’europarlamento sul budget UE 2018 è stata però già bocciata dal Consiglio dell’Unione che ha respinto gli emendamenti approvati dalla plenaria a larga maggioranza (414 voti a favore, 163 contrari e 90 astensioni). La prossima settimana si aprirà quindi la fase di conciliazione, che vedrà le due istituzioni impegnate, insieme alla Commissione europea, nella ricerca di un compromesso.

 

Una delle questioni più controverse riguarda proprio la cooperazione e gli aiuti umanitari. La Commissione aveva proposto una riduzione dei fondi di 232 milioni di euro rispetto ai livelli del 2017, ossia un taglio del 6,7% agli aiuti allo sviluppo. Il Consiglio ha proposto un’ulteriore riduzione di 90 milioni di euro.

 

Al contrario, il Parlamento aveva proposto di aumentare la spesa esterna dell’UE di 232 milioni di euro nelle seguenti voci di spesa:

  • 12,5 milioni di euro per lo sviluppo umano (salute e istruzione);
  • 12,5 milioni di euro per la sicurezza alimentare, l’alimentazione e l’agricoltura;
  • 38,1 milioni di euro per gli aiuti umanitari (compresi 10 milioni di euro riservati all’educazione in situazione di crisi umanitarie);
  • 119 milioni di euro per il Mediterraneo (strumento europeo di vicinato);
  • 27 milioni di euro per il partenariato orientale (strumento europeo di vicinato);
  • 16 milioni di euro per i profughi palestinesi UNRWA (strumento europeo di vicinato);

 

I deputati hanno anche chiesto di tagliare i fondi di preadesione per la Turchia di 50 milioni di euro (con altri 30 milioni di euro messi in riserva) a causa del “preoccupante deterioramento della situazione in materia di democrazia, rule of law e dei diritti umani “.

Anche le ONG hanno fatto sentire la loro voce alle istituzioni chiedendo che la priorità degli aiuti resti la lotta alla povertà e che l’Europa non ceda alla tentazione di dirottare gli aiuti per finanziare i controlli delle frontiere per fermare i flussi migratori.
Se il 20 novembre, al termine del periodo di conciliazione, le due istituzioni non avranno raggiunto un accordo, la Commissione sarà costretta a presentare una nuova bozza di bilancio per il 2018.

 

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