Le ONG chiedono alla politica un impegno per la giustizia sociale, la pace e i diritti umani in Italia e nel mondo

Tasse, sicurezza, immigrazione, lavoro, sembrano essere questi i temi che hanno guadagnato centralità nella campagna elettorale. Mentre il 4 marzo si avvicina, comincia a diventare evidente la riluttanza delle forze politiche a trattare altri argomenti, altrettanto importanti per le sorti del paese. Spicca, a tal proposito, la pressoché totale assenza dal dibattito della politica estera, dei temi globali come quelli dell’Agenda 2030. Nonostante questo le principali reti delle ONG italiane si rivolgono ai candidati e alle candidate alle prossime elezioni con a una lettera aperta che chiede un impegno pubblico e concreto per garantire un’efficace politica di cooperazione internazionale per la giustizia sociale e i diritti al centro dello sviluppo.

 

Le richieste di AOI, Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale e CINI, Coordinamento Italiano NGOs internazionali, in particolare si articolano intorno a cinque nodi: lotta alla povertà e affermazione della giustizia sociale in Italia e nel mondo; pace e diritti umani obiettivi di cooperazione internazionale; diritti umani al centro delle politiche migratorie; politiche commerciali, finanziarie e ambientali più sostenibili; infine, il valore del sistema di solidarietà e cooperazione internazionale.

 

Come si legge nell’introduzione della lettera, in uno scenario di diseguaglianze crescenti a livello globale, fra i Paesi e al loro interno, in cui potere e risorse sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, le ONG chiedono alla politica di invertire la rotta e rimettere diritti, solidarietà, coesione sociale e redistribuzione della ricchezza e delle opportunità al centro delle politiche interne e internazionali del nostro Paese.
Un mondo in cui le disparità socio-economiche e di genere si vanno acuendo è un mondo sulla cui tenuta e sul cui futuro regna un profondo senso di incertezza, in cui si paralizza la mobilità sociale, si svuotano di senso i diritti, si creano le condizioni per un aumento della criminalità e della corruzione e vacilla la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni: così vengono inesorabilmente minate le fondamenta stesse delle società in cui viviamo.

 

L’Italia non è esente dal fenomeno delle diseguaglianze, e ne presenta anzi profili particolarmente accentuati. Contrastando le ondate populiste e razziste e gli atti di discriminazione e violenza in aumento nei confronti delle donne, il nostro Paese deve diventare capace di rilanciare politiche interne ed estere fra loro coerenti per una strategia unica lungimirante e sostenibile di accoglienza, integrazione, coesione, promozione sociale, cooperazione e solidarietà internazionale riaffermando i doveri inderogabili di democrazia, di giustizia economica e sociale e di parità di genere di cui è portatrice la nostra Costituzione.

 

Scarica la lettera aperta

 

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