The State of Global Education in Europe 2018

Si intitola così il rapporto appena pubblicato da GENE che fa il bilancio su politiche, strategie e finanziamenti per l’educazione globale nei paesi europei, quella che in Italia chiamiamo ormai Educazione alla Cittadinanza Globale. Questa terza edizione del rapporto, basato principalmente sulle informazioni fornite dai ministeri, dalle agenzie e dagli organismi nazionali di coordinamento che fanno parte del GENE (Global Education Network Europe), identifica tendenze, tematiche e questioni trasversali a beneficio di operatori del settore e policy makers. GENE infatti è un’entità internazionale composta da oltre 40 enti governativi ed è sostenuto finanziariamente da alcuni dei suoi membri e dalla Commissione europea (EuropeAid). Per l’Italia ne fanno parte il MIUR, il MAECI e l’AICS.

 

The State of Global Education in Europe 2018 offre molti altri approfondimenti sulla politica attuale, le tendenze, le questioni tematiche oltre a esplora le tendenze di finanziamento nell’educazione globale in base all’andamento dei flussi di aiuto allo sviluppo. Il documento delinea alcune delle attività svolte a livello nazionale per valutare la politica, la strategia e i progetti di educazione globale, portando esempi di pratiche nazionali, particolari questioni o iniziative che possono agire da catalizzatore per l’apprendimento delle politiche transfrontaliere.

 

La parte relativa ai finanziamenti riporta una tabella sui livelli di finanziamento segnalati dai paesi partecipanti al GENE per gli anni (2016 e 2017). In alcuni casi, queste cifre rappresentano la spesa totale per l’educazione allo sviluppo e la sensibilizzazione (DEAR) dal budget APS del paese anche se si stratta di un esercizio difficile da effettuare poiché i budget su questi temi sono spesso divisi su più enti, ministeri o agenzie. I dati del rapporto di fatto contemplano solo i finanziamenti erogati dai ministeri degli affari esteri e dalle agenzie di cooperazione allo sviluppo.

 

Si tratta di un esercizio già fatto nel marzo scorso da Concord Europe che aveva pubblicato il rapporto Global Citizenship Education – How much do we care? di cui abbiamo già parlato in questo post.

In generale emerge che i fondi dedicati all’ECG non sono stabili nei paesi dell’Unione e che non sono direttamente legati al livello di aiuto allo sviluppo erogato da ogni singolo paese. Da un punto di vista strategico e metodologico invece il quadro sembra in progressivo miglioramento. Nella maggior parte dei paesi della UE si è arrivati a predisporre una strategia nazionale e lo scambio di pratiche tra paesi è in crescita.

 

E’ quello che è successo a inizio 2018 anche in Italia con il varo da parte del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS) del documento di strategia italiana per l’Educazione alla Cittadinanza Globale. Di questo processo si trova traccia in modo molto marginale nel rapporto di GENE forse perché il percorso di questo documento strategico non è ancora completato ufficialmente.

Manca infatti la ratifica da parte del CICS, Comitato interministeriale per la Cooperazione allo sviluppo, senza la quale il documento strategia italiana per l’Educazione alla Cittadinanza Globale non può assumere un valore ufficiale.

 

Scarica il rapporto

 

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