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NEWS – Finalmente una star nel dibattito sulla Cooperazione

In Italia non abbiamo mai avuto un Bono Vox o un Bob Geldof, nessuna star che si sia presa a cuore i temi della povertà e dello sviluppo fino a diventare paladino di una battaglia politica che chiede ai grandi del mondo di fare di più per sconfiggere la povertà. In compenso non si contano le star e starlette nostrane che prestano la loro immagine a scopo benefico, è l’esercito dei testimonial. Ci raccontano emergenze e storie drammatiche, indossano t-shirt colorate di questa o quella organizzazione, sciolinano numeri di telefono per sms solidali e si recano nel terzo mondo ad abbracciare i bambini in avventurosi viaggi accompagnati dalla ONG di turno. Li abbiamo sentiti mille volte dirci che aiutare costa meno di un caffé, che firmare non costa nulla, che c’è bisogno di te per salvare un bambino ma non li abbiamo mai sentito dire cosa ne pensano della cooperazione allo sviluppo, dei diritti negati, delle guerre e delle dittature, delle responsabilità della politica e dell’economia globalizzata.
Sarà anche per questo che l’opinione pubblica quando si parla di ONG e cooperazione pensa subito ad un bambino da adottare, una maglietta da indossare o a qualche vita da salvare. Del perché abbia senso la solidarietà internazionale, perché si debba lottare per la giustizia sociale e appoggiare le battaglie dei più deboli non si riesce quasi mai a sentirne parlare se non nella nicchia dei volontari e operatori dell’associazionismo italiano. Anche i media mainstream danno una mano a consolidare questa visione semplice e buonista propinando solo storie di successo in cui grazie al quel progetto il nostro cooperante aiuta i poveri a risolvere i loro problemi. Quindi continuate a donare!
Una riflessione quasi inedita arriva pochi giorni fa dal blog della cantante Fiorella Mannoia sul Fatto Quotidiano. 

In un interessante post intitolato “Altro che cooperazione, diamo l’Africa agli africani” la Mannoia esprime finalmente un pensiero, seppur critico, sulla cooperazione. Certo si tratta di una cantante politicamente militante, popolare ma non certo mainstream.
Parla di Sankara, del Fondo Monetario Internazionale, degli affari della Shell sul delta del Niger e se la prende con il Ministro Riccardi per non aver affrontato di petto il problema dei rimpatri e respingimenti dei migranti.
Di quale cooperazione stiamo parlando? prosegue la Mannoia. “Ci sono persone, organizzazioni che operano sul territorio,  ignorate dai governi, che contano sulle proprie forze, che cercano di riparare, con i pochi mezzi che hanno, gli strappi dei grandi predatori e caparbiamente e coraggiosamente si ostinano a raccogliere l’acqua del mare con il cucchiaio. L’Africa non ha bisogno della nostra cooperazione, della nostra grande mano bianca caritatevole, utile per lavarsi la coscienza elemosinandole quello che giá gli appartiene. Diamo l’Africa agli africani, aiutiamola si, ma a non avere bisogno di noi, questa é l’unica vera cooperazione di cui hanno bisogno, il resto sono solo chiacchiere…senza neanche il distintivo”.
Al di la della condivisione o meno del pensiero della Mannoia, con questa invettiva la cantante ha mobilitato un dibattito interessante sul suo blog contribuendo forse a far uscire questi temi dalla nostra nicchia. Che sia la prima star italiana che si mobilita per una nuova visione della cooperazione? 
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ONG Italiane, tutte unite per contare in Europa

Quando si guarda oltre confine, fuori dal panorama italiano, si riesce a uscire dalla competizione provinciale che oggi caratterizza il mondo non governativo del nostro paese. Quando per far sentire la propria voce e raggiungere gli interlocutori europei non bastano più le conoscenze personali e le appartenenze si riesce a trovare uno spirito positivo e unitario. Questo è un segnale positivo che viene dell’avvio del percorso di costituzione della Piattaforma Europa, promossa a Roma due giorni fa dall’Associazione delle Ong Italiane.
AOI, unico socio italiano di Concord (European NGO confederation for Relief and Development), per promuovere una più larga partecipazione delle ONG e delle associazioni italiane di cooperazione internazionale al dibattito e alle attività della Confederazione delle ONG europee, propone appunto di costituire una Piattaforma Europa a cui sia conferito il mandato di rappresentare nel modo più ampio e plurale il movimento non governativo italiano.
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NEWS – 8×1000, Riccardi elabora norme anti scippo

Il Ministro Riccardi avrebbe proposto alla Presidenza del Consiglio la modifica di alcune norme del regolamento per la ripartizione della quota relativa all’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale. Si andrebbe verso regole più certe, quelle che da questo blog abbiamo chiesto a Monti e Riccardi nel gennaio scorso con una petizione online che aveva visto tra le altre le adesioni di Actionaid, Cini, Link 2007, Cipsi, Congass e altri 90 tra organizzazioni e individui.
Si tratterebbe in primis di fissare un’equa ripartizione delle risorse tra le 4 tematiche (fame nel mondo, beni culturali, assistenza rifugiati e calamità naturali), ovvero il 25% per ciascuna. 

Percentuale che negli anni era stata assegnata in maniera variabile e arbitraria. 

Una seconda norma dovrebbe riuscire a dare indicazione preventiva sulla disponibilità delle risorse. Ovviamente le modifiche al regolamento non assicureranno al 100% contro un eventuale scippo di risorse con i soliti tagli che negli anni si sono susseguiti. A questo fine si potrebbe agire solo modificando la legge in vigore (la 222/85), cosa che dal Ministero escludono. Insomma un’azione preventiva anti scippo ma non un’assicurazione totale.
Grazie Ministro Riccardi!

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Ong italiane, dall’idoneità all’eleggibilità ?


Sembrerà strano ma il tema del superamento dell’idoneità MAE per le ONG è stato discusso a un incontro della Piattaforma AOI delle ONG idonee che ieri si sono trovate a Roma per fare il punto sul ruolo delle ONG in tempi di crisi e trasformazioni.
Si tratta dell’idoneità che il Ministero degli Affari Esteri accorda alle organizzazioni che si occupano di cooperazione internazionale ed educazione allo sviluppo ai sensi della legge 49/87, legge oggi al centro di un dibattito rispetto alla sua riforma che vede da una parte i firmatari di un disegno di legge che al Senato sostengono di poterla portare ad approvazione entro l’estate ed il Ministro Riccardi che si opporrà a questo processo legislativo portando avanti il progetto del Forum Cooperazione.
In Italia ce ne sono già 256 che hanno ricevuto l’idoneità da MAE e altre 50 che aspettano di ottenerla. Il panorama delle organizzazioni che si occupano di cooperazione internazionale a diversi livelli è ovviamente più ampio, i dati Istat parlano di 1433 organizzazioni censite. Leggi altro ›
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NEWS – Impegni UE sugli aiuti al minimo storico, Aidwatch mette in luce gli aiuti gonfiati

E’ uscito ieri il rapporto AidWatch 2012 dal titolo “Aid We Can: aumentare gli investimenti nello sviluppo globale”, redatto da CONCORD, la confederazione europea delle ONG
l rapporto punta il dito sulla crisi che oggi sembra legittimare gli stati europei a diminuire i loro impegni in cooperazione. Ma l’ammontare degli aiuti è solo una faccia della medaglia. Il problema oggi sembra essere la maniera in cui questi soldi vengono spesi
Questi i dati cruciali del rapporto:
9 paesi dell’UE hanno raggiunto gli obiettivi prefissati sull’aiuto, ma la Germania e la Francia scendono allo 0,5 del PIL nel 2011.

I tagli di bilancio per gli aiutistanno diventando una tendenza importante con circa 500.000.000 € di riduzione totale della spesa per gli aiutiUE nel 2011. Spagna e Italia potrebbero trovarsi ad affrontare i maggiori tagli, il 53% e 38% rispettivamente.

Il 14% degli aiuti dell’UE (ovvero 7.350.000.000 €) non ha raggiunto i paesi in via di svilupponel 2011. L’aiuto genuino, quello che rappresenta un reale trasferimento di risorse verso i paesi in via di sviluppo, è il più alto in Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda.

“La gente deve potersi fidare che gli aiuti facciano la differenza, che siano trasparenti e raggiungano i più poveri. Se no, come possiamo garantire risultati sostenibili?  Alcuni paesi europei sono un esempio come la Svezia e Lussemburgo. Ma è un peccato che gli altri governi dell’UE continuino a giocare con i numeri che interessano la vita dei poveri. Oltre € 7 miliardi di aiuti UE è mal rappresentato, e non c’è proprio niente per i poveri. “, sottolinea Caroline Kroeker di World VisionInternational.

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NEWS – Modifiche last minute al rapporto annuale per il mantenimento delle idoneità

Si avvisa che la DGCS con la delibera n.67 approvata l’8 giugno scorso modifica parzialmente le procedure per il riconoscimento e mantenimento delle idoneità contenute nella precedente Delibera 162 dello scorso dicembre.
Si tratta dell’ ALLEGATO III al quale sono stati aggiunti due sotto-allegati (il modello 1 e 2, due dichiarazioni Sostitutive di atto di Notorietà che coinvolgono il Legale Rappresentante e le altre cariche di rappresentanza dell’organizzazione). I due modelli sono reperibili nelle ultime pagine dell’Allegato alla Delibera 67.
Per chi avesse già inviato il report annuale alla DGCS si tratta di compilare i due nuovi modelli ed inviarli in aggiunta. Chi ancora non ha inviato il rapporto potrà predisporlo con questi due nuovi allegati. (scadenza 30 giugno)
Per informazioni la persona di riferimento alla DGCS è la della Dott.ssa Rizzotti (06/3691 6544).
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NEWS – CHI c’è nei 10 gruppi di lavoro della consultazione del Forum Cooperazione

Per ora sono 233 i nominati dal Ministero della Cooperazionea partecipare ai 10 tavoli di lavoro che prepareranno entro settembre i documenti tematici della consultazione per il Forum Cooperazione. 
La più nutrita delegazione è quella governativa, appartengono a diversi Ministeri il 24% dei partecipanti. Seguono le ONG con il 21%, Enti locali e sindacati hanno una quota dell’8% ciascuno, 7% ad associazioni di categoria e confederazioni, aziende e Università hanno rispettivamente l’1,5% ed infine le Organizzazioni Internazionali e ONU con l’0,8%.
La maggior parte dei partecipanti sono stati cooptati direttamente dal Ministero di Riccardi. Per quanti riguarda le ONG una parte sono rappresentanti delegati delle quattro aggregazioni maggiori, AOI, CINI, LINK e Colomba.
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NEWS – Ecco cosa sarà il Forum della Cooperazione Italiana

Sarà un evento di una giornata e mezzo a fine settembre (27 e 28 oppure 1 e 2 ottobre) a Milano (possibile location il Piccolo Teatro). Ci si aspetta una platea di almeno 500 partecipanti (fino a 900) e una lunga lista di personalità delle istituzioni e guest star dello spettacolo. Oggi alla pre-assemblea di Colomba a Milano è Iacopo Viciani, collaboratore del Ministro Riccardi, a dare le prime indiscrezioni sull’evento. Una prima mattinata in plenaria con una carrellata di interventi, il Presidente Napolitano, il Ministro di casa Riccardi, ospiti internazionali (si parla del Commissario Europeo Andris Piebalgs) e un finale con la star, un cantante, un attore? (Bono Vox? Clonney? chissà).
Nel primo pomeriggio i tavoli di lavoro sui 10 temi individuati e i paper usciti dal percorso di consultazione. Seconda mattinata con l’Italia che risponde. Il Presidente Monti, il settore privato, gli enti locali e la chiusura di slancio di Riccardi che presenterà un patto per la Cooperazione Italiana, il documento politico per il rilancio (che forse giace già sulla scrivania del Ministro).
100 posti riservati alle associazioni lombarde e altrettanti a studenti dei master italiani sulla cooperazione che verranno selezionati in questi mesi. Il Forum si arricchirà di una serie di side-events che alcune organizzazioni hanno già proposto e che potrebbero far parte di un calendario unico.
Ha ragione Viciani a dire che comunque vada sarà un successo, nel senso che alla brutta sarà una grande occasione per portare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica sulla cooperazione, cosa che non avviene in grande stile da anni.

Al di la dell’evento mediatico per le ONG la sfida è quella di portare il proprio contributo significativo e la propria specificità in un contenitore che si affolla e su una tematica su cui si ritiene di detenere la scienza e il know-how. Come incidere nei gruppi della consultazione in corso dove ci si siede al tavolo con decine di rappresentanti di realtà eterogenee? Gli enti governativi, i ministeri, i sindacati, le imprese, le università, le associazioni di categoria, gli enti locali…tutti progressivamente credono di far parte del vasto panorama degli attori della cooperazione del passato e del futuro.
A giudicare dal dibattito odierno dentro Colomba, il rischio è che la frammentazione della rappresentanza delle ONG in Italia questa volta possa giocare un brutto scherzo. I tempi della consultazione sono molto contratti (poco più di un mese per interagire nei tavoli con massimo due riunioni per gruppo). Nei tavoli siedono una serie di rappresentanti indicati del mondo non governativo (da Cini, Aoi, Link, Colomba e altre realtà) o contattati direttamente dal Ministero Il tempo per ricompattarsi ed arrivare a posizioni unitarie tra le ONG è davvero poco ed è chiaro che le ONG in questa dinamica di consultazione pesano poco anche in termini numerici. Ma ha ragione anche la rappresentante di Link 2007 (Cinzia Giudici) a dire che probabilmente saremo gli unici ad avere contenuti validi da proporre e quindi si tratta di giocarsela bene all’interno dei tavoli stessi.
L’impressione è di essere stati presi un po’ in contropiede e di trovarsi dalla posizione di chi attacca a quella di rincorrere dall’altra parte del campo.
O forse ci stiamo semplicemente preoccupando troppo? Crediamo che quelle pagine che usciranno dai tavoli siano troppo determinanti sulle future politiche? Magari il Ministro ha già veramente in testa la cooperazione italiana del futuro e tutto questo processo serve a creare attesa e partecipazione?
Speriamo che non sia quest’ultima la realtà e che si riesca anche con tempi stretti a portare la visione non governativa della cooperazione sotto le luci della ribalta.
Come fare? Abbandonare (temporaneamente?) le divisioni e gli screzi e pensare all’obiettivo comune di riuscire a rappresentare il futuro dell’impegno non governativo nella cooperazione internazionale. Pensare di proporre contenuti che uniscano e non quelli che oggi dividono il nostro mondo. Lavorare (almeno questa volta) sui contenuti più che sulla visibilità e il fund raising delle singole organizzazioni. Questi potrebbero essere alcuni spunti per riuscirci. Se ne avete altri da suggerire, il dibattito è come sempre aperto.
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NEWS – Le ONG scrivono a Monti e Napolitano, l’ennesimo messaggio nella bottiglia

Messaggio in bottiglia (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera)

Il messaggio in bottiglia è un sistema di comunicazione dove il messaggio è rinchiuso in un contenitore (solitamente una bottiglia di vetro) per poi essere rilasciato in mare: da questo momento in poi la bottiglia galleggerà sino a raggiungere la terraferma, dove il messaggio potrà essere letto da qualcuno. Questo sistema di comunicazione è talvolta utilizzato per tracciare il percorso delle correnti oceaniche.
Sembra questo il metodo scelto dalle Associazioni di ONG (AOI, Cini e Link) per richiamare i Presidenti Monti e Napolitano ad un impegno maggiore nel rilancio della Cooperazione Internazionale. Una lettera pubblicata una settimana fa che si spera sia arrivata a destinazione. 

 Certo non ha avuto grande eco nei media (ammesso che questo fosse tra gli obiettivi) e i laconici contenuti sono quelli triti e ritriti da anni. “Pur apprezzando lo sforzo che questo Governo ha intrapreso per la valorizzazione delle politiche di cooperazione, le ONG italiane ritengono che senza un impegno molto più deciso e significativo sul fronte finanziario, qualsiasi passo avanti dal punto di vista dell’architettura istituzionale e qualsiasi misura per restituire credibilità alla cooperazione italiana saranno purtroppo vani” tuonano le ONG.

Immaginate la preoccupazione nelle cancellerie dei Presidenti per rispondere a questo severo monito!
Eppure a guardare nelle professionalità presenti nelle maggiori ONG italiane non possiamo dire che manchino gli esperti di comunicazione. Basta vedere quanto sgomitano gli uffici stampa per far passare sui media l’ultima campagna di grido della singola organizzazione.
Non riusciamo a trovare un metodo più incisivo ed efficace per far arrivare il messaggio alla politica? Eppure siamo esperti di advocacy e lobbying !?
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NEWS – Revoca delle idoneità, la DGCS fa sul serio?

Abbiamo informato largamente nei mesi scorsi sulle nuove norme varate dalla DGCS per la richiesta ed il mantenimento dell’idoneità delle ONG. Il sondaggio proposto da BandiONG in merito aveva sostanzialmente rilevato un’accettazione diffusa da parte degli operatori delle nuove norme più restrittive. Queste norme erano state parzialmente contestate dalla AOI che ha chiesto alla DGCS di intervenire con alcune correzioni soprattutto in merito ai bilanci e all’investimento economico nella cooperazione previsto per essere riconosciuti come ONG. Ad oggi non risulta che quelle modifiche siano state ufficialmente apportate dalla DGCS al documento approvato dal Direzionale nel dicembre 2011. Nel frattempo il 30 giugno prossimo scadrà il termine per la presentazione dei rapporti annuali delle ONG idonee presso la DGCS, obbligo che rientra nelle norme previste.
Sembra essere proprio il mancato invio del rapporto annuale il motivo che è costato alla ONG ASC (Alleanza per lo Sviluppo e la Cooperazione) la revoca dell’idoneità di ONG

 Lo comunica proprio la DGCS in una nota pubblicata ieri.

“Si informa che in data 29/05/2012 la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo ha disposto la revoca del riconoscimento di idoneità nei confronti della Ong ASC – Alleanza per lo Sviluppo e la Cooperazione, ai sensi dell’articolo 42, 1 comma, lett. B) del D.P.R. 177/88, che prevede detta revoca in caso di mancata presentazione della relazione annuale sullo stato di avanzamento dei programmi, come stabilito dall’art 28 della legge n. 49/87”.
Aggiungono alla DGCS che “la presente pubblicazione sul portale della Cooperazione italiana si rende necessaria in quanto la Ong ASC risulta irreperibile, avendo omesso di comunicare alla Dgcs la variazione degli indirizzi di residenza, come previsto dalla normativa vigente”.
Non è dato sapere se la DGCS abbia proceduto alla revoca di altre idoneità, ma sembra che stiano facendo sul serio!
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NEWS – Gli europei vogliono aiutare anche in tempo di crisi

Due studi condotti da Eurobarometro fra febbraio e marzo 2012 ci presentano l’orientamento degli europei e degli italiani sugli aiuti umanitari e sulla protezione civile.
Sul primo fronte l’opinione pubblica europea sembra sostenere la politica di aiuti umanitari della UE anche in tempi di crisi economica. 

 L’88% dei cittadini europei ritiene importante che l’Unione Europea continui a fornire aiuti umanitari e una percentuale di poco inferiore (84%) ritiene che l’Europa debba farlo a prescindere dalla crisi economica e dalle pressioni sulle finanze pubbliche.  
I dati italiani del sondaggio presi singolarmente non evidenziano grandi scostamenti importanti dall’opinione della media UE.

Gli europei appoggiano anche il ruolo della Commissione come coordinatrice degli aiuti umanitari e, in caso di catastrofi, ritengono che sia meglio attuare un intervento coordinato dall’Unione piuttosto che azioni di singoli paesi. In particolare, il 71% degli intervistati rivela un appoggio per il ruolo della Commissione come coordinatrice degli aiuti umanitari della UE e una forte maggioranza (88%) si dichiara inoltre a favore di eventuali operazioni umanitarie coordinate da un corpo volontario della UE con il coinvolgimento dei giovani.
La stessa Commissaria europea per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi Kristalina Georgieva sottolinea e apprezza la crescita dei cittadini europei convinti del valore degli aiuti anche in tempi di crisi.

Per quanto riguarda la protezione civile, l’82% degli intervistati ritiene più efficace un intervento coordinato dell’Unione piuttosto che azioni dei singoli paesi ma la maggioranza dei cittadini europei non è a conoscenza di questo ruolo della UE. Infine una decisa maggioranza vorrebbe che fosse obbligatorio per legge che ogni stato debba pubblicare i propri piani di gestione delle calamità.

Leggi il rapporto su aiuti umanitari
Leggi il rapporto su protezione civile

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NEWS – La UE presenta i nuovi programmi 2014-2020

La Commissione europea ha presentato le proposte legislative relative ai nuovi programmi di finanziamento UE che saranno operativi per il periodo 2014-2020. Andiamo a vedere nel dettaglio i cambiamenti e le novità del quadro futuro degli aiuti allo sviluppo pubblicato da Europrogettare.it.
Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI II)
DCI II, che prenderà il posto dell’attuale DCI in vigore fino alla fine del 2013, è il principale
strumento dell’UE per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo, mirato principalmente
ad eliminare la povertà nei Paesi in via di sviluppo. Sarà concentrato sul finanziamento di
tre categorie di programmi: 1) programmi geografici per la cooperazione – regionale e
bilaterale – con Asia, America latina, Asia centrale, Medio Oriente e Sud Africa; 2) programmi
tematici, complementari a quelli geografici, che intervengono su due assi: beni pubblici e
sfide globali, organizzazioni della società civile e Autorità locali; 3) programma panafricano a
sostegno della strategia comune Africa-UE. Il budget proposto per il futuro DCI II è di 23,294
miliardi di euro.


Strumento di assistenza pre-adesione (IPA II)
L’UE continuerà a sostenere i Paesi dell’Allargamento attraverso il rinnovato Strumento di
assistenza pre-adesione (IPA II), che prenderà il posto dell’attuale IPA. Con un budget
proposto di 14,110 miliardi di euro, IPA II aiuterà questi Paesi ad attuare le riforme
politiche, istituzionali, giuridiche, amministrative, sociali ed economiche necessarie per
avvicinarsi ai valori dell’UE ed allinearsi progressivamente alle norme, agli standard, alle
politiche e prassi dell’UE, in vista della loro adesione all’Unione.

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR)
Con EIDHR, che subentra all’omonimo strumento in vigore fino al 2013, l’UE continuerà ad
erogare assistenza allo sviluppo e al consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto,
alla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel mondo. Al futuro EIDHR la
Commissione ha proposto di assegnare risorse pari a 1,578 miliardi di euro.

Strumento europeo di vicinato (ENI)
Il nuovo ENI permetterà di fornire un sostegno mirato agli stessi 16 Paesi della politica
europea di vicinato interessati dall’attuale Strumento europeo di vicinato e partenariato
ENPI. In linea con i principi di differenziazione e “more for more” (maggiori aiuti a fronte di
un maggiore impegno), ENI permetterà di sostenere il consolidamento delle relazioni tra l’UE
e questi Paesi e contribuirà ad apportare benefici tangibili, sia all’UE che ai suoi partner, in
ambiti quali la democrazia e i diritti umani, lo Stato di diritto, il buon governo, l’economia
sostenibile e lo sviluppo sociale, nonché la progressiva integrazione economica nel mercato
unico europeo. Lo stanziamento proposto per questo programma è pari a 18,182 miliardi di
euro.

Strumento di partenariato per la cooperazione con i Paesi terzi (IP)
Con una dotazione complessiva di 1, 131 miliardi di euro, il nuovo IP costituisce una delle
principali innovazioni della politica esterna dell’UE ed è strumento rilevante per l’attuazione di
questa politica, in quanto mira a difendere e a promuovere gli interessi dell’Unione e ad
affrontare le principali sfide mondiali. Tale strumento permetterà all’UE di finanziare azioni
diverse dalla cooperazione allo sviluppo, in particolare con i Paesi industrializzati, le
economie emergenti e i Paesi terzi in cui l’UE ha interessi significativi.
Strumento per la stabilità (IfS)
Si tratta dello strumento chiave per la prevenzione delle crisi e dei conflitti e la risposta a
situazioni di instabilità che sorgono nei Paesi terzi. Rispetto allo strumento omonimo in vigore
fino al 2013, è stato potenziato per tener conto del più difficile contesto internazionale e per
affrontare le minacce globali e transregionali che hanno un effetto destabilizzante. Il budget
proposto per il nuovo IfS è di 2,828 miliardi di euro.
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NEWS – In arrivo gli ultimi bandi tematici di EuropeAid

Si tratta degli ultimi bandi tematici di questa stagione 2011-2012. EuropeAid lancerà nei prossimi giorni il bando “Environment and Sustainable Management of Natural Resources” e due azioni del “European Instrument for Democracy and Human Rights”.
Il primo dovrebbe essere online a partire dal 1 luglio, mentre i bandi sui diritti umani dovrebbero uscire il 1 giugno.

Il bando Environment and Sustainable Management of Natural Resourcesavrà un budget complessivo di circa 28 milioni. Le tematiche saranno: cambiamento climatico, mitigazione, REDD, biodiversità e governance delle foreste. I concept note dovranno essere presentati entro l’11 settembre.
Per quanto riguarda lo strumento europeo per i diritti umani EIDHR, saranno aperti due bandi separati. Il primo sosterrà progetti della società civile contro le torture e altri metodi crudeli di punizione (budget complessivo 22 milioni). Il secondo sosterrà azioni che promuovano il rispetto dei diritti umani nei paesi in cui sono particolarmente a rischio con un’azione apposita a sostegno dei Difensori dei Diritti Umani (budget complessivo 20 milioni).
Per entrambe i bandi la scadenza per I concept note dovrebbe essere fissata per il 2 luglio.
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NEWS – Come finanziare awarness raising ed educazione allo sviluppo a livello europeo

Programmi formativi, scambi giovanili, gemellaggi e molte altre occasioni di finanziamento per progetti di educazione allo sviluppo a livello europeo. DEEP, il programma di Concord che si occupa di sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo, ha dedicato una sezione del proprio sito alla raccolta fondi. Una lista di programmi europei e fondazioni, si va da Active Citizens for Europe a GEF Small Grants Programme, dalla Fondation de France a Agp.
Un elenco da tenere d’occhio per chi vuole promuovere azioni di awarness raising ed educazione allo sviluppo a livello europeo.
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NEWS – Che PACCO questo BANDO !

Scadenze ravvicinate, formulari interminabili, allegati improponibili, moduli online schizofrenici….è quello che gli operatori si trovano spesso davanti nel lavoro di progettazione. Interminabili giornate di lavoro e poi il rush finale fino all’invio poche ore prima della chiusura. Quanti di voi hanno visto queste scene? Timbri postali all’ultim’ora, DHL in partenza all’ultimo secondo.
Peccato che quelle buste, quei pacchi inviati ai donatori dal giorno dopo la scadenza prenderanno polvere per mesi o anni su qualche scrivania o scaffale.  I processi di valutazione dei progetti più rapidi si concludono in 4-5 mesi, ma la media del donatore italiano è scandalosamente più alta, 8-10 mesi per valutare poche decine di proposte di progetto sono la regola. 

Questo denota sicuramente il carattere accessorio della cooperazione internazionale per molti donatori e la difficoltà di comprendere l’importanza dei tempi nella cooperazione. Progetti invecchiati, budget obsoleti, sovrapposizione di altri donatori, impossibilità di combinare diversi co-finanziamenti. Anche questi sono elementi che fanno efficacia ed efficienza dell’aiuto.
In tanti ci segnalate casi di ritardo nel conoscere gli esiti dei bandi o addirittura l’impossibilità di conoscere i risultati che in molti casi vengo comunicati solo ai vincitori.
Abbiamo collezionato qui di seguito il peggio dei bandi degli ultimi tempi, decidete voi a chi dare la palma d’oro del Bando Pacco.
Il Comune Milano ha impiegato oltre 9 mesi ad effettuare la valutazione del bando “Milano per la Biodiversità” ed è ormai passato più di 1 annodalla data di scadenza del bando “Milano per il Co-sviluppo”!
L’ Ato veronese, dopo 7 mesi dalla scadenza, non ha ancora terminato la valutazione dei pre-progetti ! Figuriamoci cosa ne sarà delle progettazioni completa.
Quasi 10 mesi anche per la Commissione per le Adozioni Internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la valutazione dei progetti di Sussidiarietà 2011.
Il Ministero dell’Ambiente ci ha messo 9 mesi per pubblicare la graduatoria dei progetti sull’educazione ambientale e sviluppo sostenibile nel 2011.
Ha fatto di meglio solo la Fondazione Human Life Fund (HLF) che aveva pubblicato un bando in scadenza lo scorso ottobre. Non solo non ha pubblicato l’esito come previsto a fine febbraio…ma ci comunica che il bando è sospeso e anche le attività della Fondazione sono sospese in attesa di nuovo budget!!!
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