Ricerca per categoria: News

Salta il Comitato Congiunto e i bandi slittano verso il 2019

Doveva temersi a Roma nella mattinata di oggi la riunione del Comitato Congiunto che avrebbe dovuto dare il via all’atteso quanto ritardato bando per progetti di cooperazione delle organizzazioni della società civile. Niente da fare, incontro annullato e da riprogrammare nei prossimi giorni, questo è quanto trapela dagli uffici dell’AICS. Il motivo di questo ulteriore slittamento non è noto, il testo del bando sarebbe ora nelle mani della Vice Ministra Emanuela del Re che evidentemente sta lavorando a modifiche sostanziali che determinano questo ritardo. Nel frattempo però il tempo passa e questo stand-by della Cooperazione italiana potrebbe costare caro all’Agenzia e a tutte le organizzazioni attive nel settore. Leggi altro ›

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The State of Global Education in Europe 2018

Si intitola così il rapporto appena pubblicato da GENE che fa il bilancio su politiche, strategie e finanziamenti per l’educazione globale nei paesi europei, quella che in Italia chiamiamo ormai Educazione alla Cittadinanza Globale. Questa terza edizione del rapporto, basato principalmente sulle informazioni fornite dai ministeri, dalle agenzie e dagli organismi nazionali di coordinamento che fanno parte del GENE (Global Education Network Europe), identifica tendenze, tematiche e questioni trasversali a beneficio di operatori del settore e policy makers. GENE infatti è un’entità internazionale composta da oltre 40 enti governativi ed è sostenuto finanziariamente da alcuni dei suoi membri e dalla Commissione europea (EuropeAid). Per l’Italia ne fanno parte il MIUR, il MAECI e l’AICS. Leggi altro ›

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Le 10 migliori piattaforme di crowdfunding per finanziare il tuo progetto

Nel 2017, secondo l’ultimo report di Starteed, società che sviluppa soluzioni nel mercato del crowdfunding, sono stati 41 i milioni di euro raccolti dalle piattaforme di crowdfunding attive in Italia, per un volume di affari complessivo di 133 milioni di euro e 15.915 progetti finanziati. In Italia le piattaforme di crowdfunding operative sono 67, tra le quali non sempre è facile districarsi. Un numero destinato a crescere e a segmentare ulteriormente il pubblico di destinazione, che può fare la differenza. Il successo di una campagna di crowdfunding, infatti, non dipende solo dalla qualità e dalla validità del progetto da finanziare. Molto dipende dall’affinità tra i contenuti e gli obiettivi del progetto e i potenziali finanziatori. Per queste ragioni esistono piattaforme di crowdfunding dedicate a settori specifici, che vanno dal panorama no profit al digitale, dalla tutela dell’ambiente al mondo del sociale, dal food al design, dall’editoria allo sport, arte e cultura, dalla ricerca scientifica all’innovazione, per arrivare a piattaforme più generaliste o a diffusione prevalentemente regionale e locale. Leggi altro ›

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Rapporto Asvis 2018: l’Italia perde colpi sullo sviluppo sostenibile

Solo pochi giorni fa è stato festeggiato il terzo anniversario dell’Agenda 2030, esattamente il 25 settembre, e questo vuol dire che un altro anno è passato e c’è un anno in meno che ci separa dall’ambizioso traguardo del raggiungimento dei 17 SDGs. A fare il punto di questo percorso per quanto riguarda il nostro paese ci pensa ogni anno il Rapporto ASviS la cui edizione 2018 è stata presentata oggi presso la Camera dei Deputati. La situazione italiana è stata analizzata tramite gli indicatori compositi elaborati dall’ASviS, con la metodologia AMPI (utilizzata anche dall’Istat). Per 15 Goal su 17 si fa riferimento ad un indicatore composito, a partire da 95 indicatori elementari, mentre per il Goal 13 e il Goal 17 si è usato un solo indicatore headline. Ecco di seguito la performance italiana rispetto agli SDGs. Leggi altro ›

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I paesi del nord Europa al top per le politiche di sviluppo

Secondo una recente pubblicazione del think-tank americano Centre for Global Development, i paesi dell’UE sono all’avanguardia in materia di politiche di sviluppo. Undici paesi dell’Unione dominano la top 12 del Commitment to Development Index 2018 (CDI), il report che analizza lo sforzo dei 27 Paesi più ricchi del mondo nel contesto della cooperazione internazionale prendendo in considerazione sette aree politiche distinte: Aiuti, Finanza, Tecnologia, Ambiente, Commercio, Sicurezza, Migrazioni. Non sorprende il primato di Svezia e Danimarca che già nelle precedenti edizioni di questo studio occupavano le prime due posizioni. La sorpresa è invece il balzo in avanti della Germania che si posiziona al terzo posto, la prima volta che un paese nel G7 raggiunge la vetta di questa classifica. Secondo gli analisti sarebbe il risultato del piano di investimento con l’Africa della Merkel messo al centro della sua presidenza del G20. L’Italia scende di un gradino passando dalla 14° alla 15° posizione. Leggi altro ›

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Cresce il consenso per la cooperazione ma in chiave “aiutiamoli a casa loro”

Sono freschi di pubblicazione i dati di una recente rilevazione dell’opinione pubblica europea sull’aiuto e la cooperazione allo sviluppo effettuata da Eurobarometro su quasi 30.000 europei. Più di 1000 italiani sono stati intervistati face-to-face tra giugno e luglio 2018, dopo l’insediamento quindi del governo M5S/Lega e dopo un anno di campagna elettorale anti immigrazione e polemica anti ONG. I dati sono interessanti perché vengono rilevati dalla Commissione Europea con cadenza biennale e permettono quindi di valutare le tendenze nei diversi paesi e il valore medio negli stati membri. Rispetto al 2016 gli intervistati in Italia sono diventati più positivi su molti aspetti dell’aiuto allo sviluppo (+5%), in crescita anche colore che sostengono che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo sia un modo efficace per affrontare la migrazione irregolare (75%, +2%). Il dato è superiore alla media UE che si ferma al 69%. Contrastanti i dati sulla volontà di supportare la cooperazione e l’aiuto ai paesi terzi. Da un lato gli italiani si mostrano più propensi a che le istituzioni investano più risorse nella cooperazione (+10%) ma dichiarano di sostenere sempre meno le ONG (-5% rispetto al 2016,-12% rispetto alla media UE) e di sentirsi sempre meno personalmente coinvolti (- 8%) Leggi altro ›

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Cos’è il Codice Etico, a cosa serve e perchè sarà obbligatorio per le ONG

A livello globale negli ultimi decenni le ONG sono cresciute in numero, importanza e diversità. In Italia hanno avuto un exploit di fama solo negli ultimi due anni a causa della polemica sulle migrazioni e i salvataggi in mare ma nonostante questo sono attori non profit molto radicati nel paese e capaci di avanzare iniziative in rappresentanza della società civile e di avere un impatto sulle politiche pubbliche. Non a caso sono considerate (insieme ai governi e alle aziende) tra i tre attori più influenti a livello globale (fonte Trust Barometer 2017). Oltre a questo il loro ruolo sussidiario nel sociale e umanitario è diventato di vitale importanza per il benessere delle popolazioni più svantaggiate del mondo. In molti casi, le ONG si sono dimostrate più abili dei governi nel rispondere a particolari bisogni, soprattutto nei contesti più fragili. Da questa loro accresciuta importanza deriva anche una maggiore responsabilità. Leggi altro ›

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Tre candidati ancora in lizza per la direzione dell’AICS

Venerdì scorso è stato pubblicato sul sito web del MAECI l’esito della procedura di selezione per la nomina a Direttore dell’Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppo (AICS). La commissione esaminatrice ha consegnato nelle mani della vice Ministra del Re la rosa di tre nomi che saranno presentati al Ministro affinché ne proponga uno al Presidente del Consiglio per la nomina. La terna finalista è composta da altrettanti autorevoli candidati attualmente già in servizio presso DGCS e AICS. Si tratta di Emilio Ciarlo (dirigente degli Uffici II e III dell’AICS), Flavio Lovisolo (responsabile della sede regionale (Tunisia, Libia, Marocco e Mauritania) dell’AICS) e Luca Maestripieri (Vice Direttore della DGCS e Direttore Centrale per le questioni generali e di indirizzo della cooperazione allo sviluppo). Leggi altro ›

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Il mio lavoro? Per una ONG

Potremmo definirlo uno stravolgimento. Che sta cambiando i connotati dell’attività della cooperazione internazionale amplificando la sua dimensione organizzativa e ampliando la ricerca di profili professionali solitamente appannaggio del mondo profit. Una ricerca che spesso diventa occasione di inserimento nel mondo lavorativo per i giovani: attratti dalle Ong come volontari (sono migliaia) o per l’anno di servizio civile, che sia nazionale o europeo. Storicamente legate ai finanziamenti per programma di sostegno all’estero in contesti di crisi, le Ong stanno ora progressivamente cambiando pelle e missione, orientandosi anche sui progetti per contrastare la povertà e l’esclusione sociale in Italia e nei Paesi occidentali. Leggi altro ›

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10 cose che cambiano con la nuova PRAG

Il 2 agosto scorso la Commissione Europea ha lanciato in sordina la nuova versione della PRAGPractical Guide to Contract Procedures for EU External Actions“, la bibbia per chi si occupa di contratti e finanziamenti europei. Questa nuova versione revisionata include alcuni cambiamenti rivoluzionari, legati alla concezione espressa nel nuovo regolamento finanziario dell’Unione Europea, regole più semplici per la gestione dei fondi europei delle DG EuropeAid e DG NEAR per le quali si utilizzano le regole della PRAG. Ma cosa cambia davvero per chi gestisce grant e/o partecipa ai bandi di questi donatori europei? Leggi altro ›

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Percezione Vs Realtà. Ecco come gli italiani si stanno bevendo la farsa dell’invasione di immigrati

Sono gli elettori di centrodestra e i cittadini con un titolo di studio più basso gli italiani che tendono a sovrastimare in modo maggiore la presenza di immigrati extracomunitari sul territorio italiano. Questo il quadro che emerge da un’analisi dell’Istituto Cattaneo resa pubblica ieri. La ricerca evidenzia che lo scarto tra la percentuale di immigrati presenti in Italia e quella percepita dagli intervistati è altissima. Gli immigrati in Italia sono il 7% (9 se consideriamo quelli provenienti da altri Paesi della stessa Unione europea), ma il 70% degli italiani crede siano circa il quadruplo.  La percezione cambia significativamente tra elettori di centrodestra o di destra. In quest’ultimo caso, infatti, la percezione è del 32,4%, superiore di oltre sette punti rispetto alla media nazionale. All’opposto, tra chi si definisce di sinistra, centrosinistra o di centro la differenza tra il dato reale e quello stimato si riduce notevolmente. Leggi altro ›

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Basta sofferenza e più verità, così cambia la comunicazione delle Ong

«Sotto assedio». Così si sentono, da un po’ di tempo a questa parte, le organizzazioni non governative. Bersagliate dagli attacchi pubblici e dalle generalizzazioni, umiliate da alcuni scandali imperdonabili, messe all’angolo dalla crisi politica e da quella economica, che insieme hanno rallentato drasticamente il flusso di fondi e creato una diffusa sfiducia nel loro operato. È inevitabile che in un simile scenario, oggi s’imponga un cambio drastico nelle strategie di comunicazione verso la pubblica opinione e le istituzioni. Banditi i volti sofferenti e le pance gonfie dei bambini africani, oggi si punta sui social network per raccogliere fondi e arruolare volontari ma anche per raccontare un’altra verità: quella di un lavoro costante e faticoso sul campo. Leggi altro ›

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Altro che ONG, sono le fondazioni politiche il vero buco nero della trasparenza

Negli ultimi 18 mesi di campagna anti-ONG uno degli argomenti più spesso sbandierati da politici e giornalisti è stato la presunta mancanza di trasparenza riguardo a bilanci e donatori delle organizzazioni, a partire da quelle che operano nel Mediterraneo in operazioni di ricerca e salvataggio di migranti. L’accusa è che chissà quale donatore occulto voglia finanziare l’invasione dell’Europa attraverso i cosiddetti taxi del mare. Eppure molti di quei politici che si esercitano nel tiro a segno contro le ONG non sono così preoccupati della trasparenza quando si parla delle fondazioni politiche di cui fanno parte e che spesso amministrano direttamente. Una galassia di Think tank, fondazioni e associazioni politiche mappate recentemente da Openpolis che dal 2015 ne monitora gli sviluppi. Nell’ultimo aggiornamento del rapporto «Cogito ergo sum», ne hanno censite 121 legate a cerniera a tutti i partiti politici e iper connesse tra loro. Leggi altro ›

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ONG o OSC? Aggiornato l’elenco delle organizzazioni riconosciute dall’Agenzia

Dal primo gennaio del 2016 la legge 125 ha sostituito l’idoneità delle ONG con l’istituzione all’elenco delle Organizzazioni della Società Civile ed altri soggetti senza finalità di lucro che risultino idonee ai sensi dell’art. 26. L’elenco, costituito presso l’Agenzia, è stato in prima battuta formato dalle ONG idonee al 31 dicembre 2015 che ne hanno fatto espressamente richiesta. Si trattava di 191 organizzazioni delle 232 ONG idonee gestite in precedenza dalla DGCS del MAECI. Nel febbraio 2016 l’AICS ha provveduto a pubblicare i criteri di iscrizione all’elenco per le organizzazioni che non fossero precedentemente riconosciute come ONG idonee e di seguito li ha modificati con l’approvazione di nuove Linee guida a fine dicembre 2017. Oggi, a quasi quattro anni dall’approvazione della riforma della cooperazione, sono solo 28 le nuove organizzazioni iscritte all’elenco, per un totale di 220, 12 in meno di quelle idonee presso la DGCS in epoca pre-riforma. Leggi altro ›

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In Italia è tempo di barriere, l’89% della popolazione descrive la nazione come divisa

“La maggior parte degli italiani non abbraccia atteggiamenti estremisti nei confronti dei migranti ma nutre profonde preoccupazioni riguardo alla gestione e agli impatti delle migrazioni”. E’ questo uno dei risultati più attuali di una ricerca effettuata negli scorsi sei mesi da Ispos Italia all’interno dell’iniziativa More in Common e pubblicata di recente. Nonostante l’attualità delle ultime settimane potrebbe sembrare dissonante da quanto hanno dichiarato la maggior parte degli intervistati, gli italiani pare abbiano una discreta capacità di analisi al di là dalla tempesta comunicativa anti immigrazione degli ultimi tempi. La maggioranza infatti crede ancora saldamente nel principio di asilo (72%) ma si dice preoccupata per il crescente clima di razzismo e discriminazione (61%). Ma dal quadro complessivo che emerge dalla ricerca è chiaro che in Italia è tempo di barriere, l’89% della popolazione descrive la nazione come divisa. Leggi altro ›

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