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Cresce il consenso per la cooperazione ma in chiave “aiutiamoli a casa loro”

Sono freschi di pubblicazione i dati di una recente rilevazione dell’opinione pubblica europea sull’aiuto e la cooperazione allo sviluppo effettuata da Eurobarometro su quasi 30.000 europei. Più di 1000 italiani sono stati intervistati face-to-face tra giugno e luglio 2018, dopo l’insediamento quindi del governo M5S/Lega e dopo un anno di campagna elettorale anti immigrazione e polemica anti ONG. I dati sono interessanti perché vengono rilevati dalla Commissione Europea con cadenza biennale e permettono quindi di valutare le tendenze nei diversi paesi e il valore medio negli stati membri. Rispetto al 2016 gli intervistati in Italia sono diventati più positivi su molti aspetti dell’aiuto allo sviluppo (+5%), in crescita anche colore che sostengono che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo sia un modo efficace per affrontare la migrazione irregolare (75%, +2%). Il dato è superiore alla media UE che si ferma al 69%. Contrastanti i dati sulla volontà di supportare la cooperazione e l’aiuto ai paesi terzi. Da un lato gli italiani si mostrano più propensi a che le istituzioni investano più risorse nella cooperazione (+10%) ma dichiarano di sostenere sempre meno le ONG (-5% rispetto al 2016,-12% rispetto alla media UE) e di sentirsi sempre meno personalmente coinvolti (- 8%) Leggi altro ›

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Cos’è il Codice Etico, a cosa serve e perchè sarà obbligatorio per le ONG

A livello globale negli ultimi decenni le ONG sono cresciute in numero, importanza e diversità. In Italia hanno avuto un exploit di fama solo negli ultimi due anni a causa della polemica sulle migrazioni e i salvataggi in mare ma nonostante questo sono attori non profit molto radicati nel paese e capaci di avanzare iniziative in rappresentanza della società civile e di avere un impatto sulle politiche pubbliche. Non a caso sono considerate (insieme ai governi e alle aziende) tra i tre attori più influenti a livello globale (fonte Trust Barometer 2017). Oltre a questo il loro ruolo sussidiario nel sociale e umanitario è diventato di vitale importanza per il benessere delle popolazioni più svantaggiate del mondo. In molti casi, le ONG si sono dimostrate più abili dei governi nel rispondere a particolari bisogni, soprattutto nei contesti più fragili. Da questa loro accresciuta importanza deriva anche una maggiore responsabilità. Leggi altro ›

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Tre candidati ancora in lizza per la direzione dell’AICS

Venerdì scorso è stato pubblicato sul sito web del MAECI l’esito della procedura di selezione per la nomina a Direttore dell’Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppo (AICS). La commissione esaminatrice ha consegnato nelle mani della vice Ministra del Re la rosa di tre nomi che saranno presentati al Ministro affinché ne proponga uno al Presidente del Consiglio per la nomina. La terna finalista è composta da altrettanti autorevoli candidati attualmente già in servizio presso DGCS e AICS. Si tratta di Emilio Ciarlo (dirigente degli Uffici II e III dell’AICS), Flavio Lovisolo (responsabile della sede regionale (Tunisia, Libia, Marocco e Mauritania) dell’AICS) e Luca Maestripieri (Vice Direttore della DGCS e Direttore Centrale per le questioni generali e di indirizzo della cooperazione allo sviluppo). Leggi altro ›

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Il mio lavoro? Per una ONG

Potremmo definirlo uno stravolgimento. Che sta cambiando i connotati dell’attività della cooperazione internazionale amplificando la sua dimensione organizzativa e ampliando la ricerca di profili professionali solitamente appannaggio del mondo profit. Una ricerca che spesso diventa occasione di inserimento nel mondo lavorativo per i giovani: attratti dalle Ong come volontari (sono migliaia) o per l’anno di servizio civile, che sia nazionale o europeo. Storicamente legate ai finanziamenti per programma di sostegno all’estero in contesti di crisi, le Ong stanno ora progressivamente cambiando pelle e missione, orientandosi anche sui progetti per contrastare la povertà e l’esclusione sociale in Italia e nei Paesi occidentali. Leggi altro ›

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10 cose che cambiano con la nuova PRAG

Il 2 agosto scorso la Commissione Europea ha lanciato in sordina la nuova versione della PRAGPractical Guide to Contract Procedures for EU External Actions“, la bibbia per chi si occupa di contratti e finanziamenti europei. Questa nuova versione revisionata include alcuni cambiamenti rivoluzionari, legati alla concezione espressa nel nuovo regolamento finanziario dell’Unione Europea, regole più semplici per la gestione dei fondi europei delle DG EuropeAid e DG NEAR per le quali si utilizzano le regole della PRAG. Ma cosa cambia davvero per chi gestisce grant e/o partecipa ai bandi di questi donatori europei? Leggi altro ›

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Percezione Vs Realtà. Ecco come gli italiani si stanno bevendo la farsa dell’invasione di immigrati

Sono gli elettori di centrodestra e i cittadini con un titolo di studio più basso gli italiani che tendono a sovrastimare in modo maggiore la presenza di immigrati extracomunitari sul territorio italiano. Questo il quadro che emerge da un’analisi dell’Istituto Cattaneo resa pubblica ieri. La ricerca evidenzia che lo scarto tra la percentuale di immigrati presenti in Italia e quella percepita dagli intervistati è altissima. Gli immigrati in Italia sono il 7% (9 se consideriamo quelli provenienti da altri Paesi della stessa Unione europea), ma il 70% degli italiani crede siano circa il quadruplo.  La percezione cambia significativamente tra elettori di centrodestra o di destra. In quest’ultimo caso, infatti, la percezione è del 32,4%, superiore di oltre sette punti rispetto alla media nazionale. All’opposto, tra chi si definisce di sinistra, centrosinistra o di centro la differenza tra il dato reale e quello stimato si riduce notevolmente. Leggi altro ›

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Basta sofferenza e più verità, così cambia la comunicazione delle Ong

«Sotto assedio». Così si sentono, da un po’ di tempo a questa parte, le organizzazioni non governative. Bersagliate dagli attacchi pubblici e dalle generalizzazioni, umiliate da alcuni scandali imperdonabili, messe all’angolo dalla crisi politica e da quella economica, che insieme hanno rallentato drasticamente il flusso di fondi e creato una diffusa sfiducia nel loro operato. È inevitabile che in un simile scenario, oggi s’imponga un cambio drastico nelle strategie di comunicazione verso la pubblica opinione e le istituzioni. Banditi i volti sofferenti e le pance gonfie dei bambini africani, oggi si punta sui social network per raccogliere fondi e arruolare volontari ma anche per raccontare un’altra verità: quella di un lavoro costante e faticoso sul campo. Leggi altro ›

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Altro che ONG, sono le fondazioni politiche il vero buco nero della trasparenza

Negli ultimi 18 mesi di campagna anti-ONG uno degli argomenti più spesso sbandierati da politici e giornalisti è stato la presunta mancanza di trasparenza riguardo a bilanci e donatori delle organizzazioni, a partire da quelle che operano nel Mediterraneo in operazioni di ricerca e salvataggio di migranti. L’accusa è che chissà quale donatore occulto voglia finanziare l’invasione dell’Europa attraverso i cosiddetti taxi del mare. Eppure molti di quei politici che si esercitano nel tiro a segno contro le ONG non sono così preoccupati della trasparenza quando si parla delle fondazioni politiche di cui fanno parte e che spesso amministrano direttamente. Una galassia di Think tank, fondazioni e associazioni politiche mappate recentemente da Openpolis che dal 2015 ne monitora gli sviluppi. Nell’ultimo aggiornamento del rapporto «Cogito ergo sum», ne hanno censite 121 legate a cerniera a tutti i partiti politici e iper connesse tra loro. Leggi altro ›

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ONG o OSC? Aggiornato l’elenco delle organizzazioni riconosciute dall’Agenzia

Dal primo gennaio del 2016 la legge 125 ha sostituito l’idoneità delle ONG con l’istituzione all’elenco delle Organizzazioni della Società Civile ed altri soggetti senza finalità di lucro che risultino idonee ai sensi dell’art. 26. L’elenco, costituito presso l’Agenzia, è stato in prima battuta formato dalle ONG idonee al 31 dicembre 2015 che ne hanno fatto espressamente richiesta. Si trattava di 191 organizzazioni delle 232 ONG idonee gestite in precedenza dalla DGCS del MAECI. Nel febbraio 2016 l’AICS ha provveduto a pubblicare i criteri di iscrizione all’elenco per le organizzazioni che non fossero precedentemente riconosciute come ONG idonee e di seguito li ha modificati con l’approvazione di nuove Linee guida a fine dicembre 2017. Oggi, a quasi quattro anni dall’approvazione della riforma della cooperazione, sono solo 28 le nuove organizzazioni iscritte all’elenco, per un totale di 220, 12 in meno di quelle idonee presso la DGCS in epoca pre-riforma. Leggi altro ›

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In Italia è tempo di barriere, l’89% della popolazione descrive la nazione come divisa

“La maggior parte degli italiani non abbraccia atteggiamenti estremisti nei confronti dei migranti ma nutre profonde preoccupazioni riguardo alla gestione e agli impatti delle migrazioni”. E’ questo uno dei risultati più attuali di una ricerca effettuata negli scorsi sei mesi da Ispos Italia all’interno dell’iniziativa More in Common e pubblicata di recente. Nonostante l’attualità delle ultime settimane potrebbe sembrare dissonante da quanto hanno dichiarato la maggior parte degli intervistati, gli italiani pare abbiano una discreta capacità di analisi al di là dalla tempesta comunicativa anti immigrazione degli ultimi tempi. La maggioranza infatti crede ancora saldamente nel principio di asilo (72%) ma si dice preoccupata per il crescente clima di razzismo e discriminazione (61%). Ma dal quadro complessivo che emerge dalla ricerca è chiaro che in Italia è tempo di barriere, l’89% della popolazione descrive la nazione come divisa. Leggi altro ›

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A Emanuela del Re la delega di Vice Ministro alla Cooperazione

Due mesi dopo l’insediamento alla Farnesina del ministro Moavero Milanesi si chiarisce finalmente l’assetto del Ministero degli Esteri che dall’approvazione della legge 125 prevede la nomina di un vice ministro con delega alla cooperazione allo sviluppo. Sarà Emanuela del Re, neoeletta deputata del Movimenti 5 Stelle, a ricoprire questo ruolo di crescente importanza e complessità. Giovedì scorso il Ministro Moavero ha infatti sciolto la riserva sulla delega fortemente attesa nel mondo della Cooperazione a partire dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione che cerca in queste settimane una nuova guida con la selezione del nuovo direttore che volge ormai verso la conclusione. Leggi altro ›

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“Tutta colpa delle ONG”: come e perché sono diventate il nemico pubblico numero uno

Dal codice di autoregolamentazione di Marco Minniti al bando dai porti italiani, la campagna di criminalizzazione nei confronti delle ONG che operano nel Mediterraneo è una delle cose che accomuna i governi Gentiloni e Conte. Dal ruolo di comparse a quello di attori protagonisti il passo è stato breve: in pochi mesi gli operatori delle ONG sono diventati la ragione di tutti i problemi nella gestione dei flussi migratori o, a seconda, gli unici eroi cui stia a cuore la vita delle persone che tentano di attraversare il Mediterraneo in cerca di una vita migliore in Europa. Una centralità invisa agli stessi operatori umanitari, che peraltro non costituiscono un unico “blocco”, ma rispondono a organizzazioni diverse e talvolta distanti per orientamento, costituzione, riferimenti politici o culturali. Quello che è accaduto in queste settimane, infatti, è solo la naturale prosecuzione di una campagna cominciata tempo addietro, che ha portato, nei fatti, all’estromissione delle ONG dall’attività di pattugliamento del mare, con poche ostinate eccezioni. Leggi altro ›

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L’esternalizzazione delle frontiere è inaccettabile e illusoria

Gli Stati membri dell’Unione Europea si incontreranno nel Consiglio Europeo di oggi e domani per discutere, tra le altre cose, delle dimensioni interna ed esterna della politica migratoria, compresa la riforma del sistema europeo comune di asilo (CEAS). Nei giorni scorsi sono state avanzate già diverse proposte che ancora una volta sono prevalentemente centrate sulla cosiddetta esternalizzazione delle frontiere, piuttosto che sulla protezione dei rifugiati e il rispetto dei diritti umani: una  gestione dei migranti che tende a sospingerli ad ogni costo verso i Paesi di origine e di transito, utilizzando in modo improprio parte delle risorse per lo sviluppo del Fondo fiduciario di Emergenza dell’UE per l’Africa (EUTF)in fase di rifinanziamento. L’obiettivo è la creazione di hotspot, o “piattaforme di sbarco”, proprio in quei Paesi allo scopo di rafforzare i confini esterni di quella che sempre più sta trasformando il nostro continente in una “Fortezza Europa“. Leggi altro ›

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Aid Transparency Index 2018: migliora la posizione dell’Italia

Sono anni di grandi cambiamenti dell’Unione Europea, a breve uno dei suoi maggiori contributori si prepara a partire e i restanti 27 membri stentano a trovare una risposta adeguata al flusso di rifugiati che arrivano nel continente. Questo sta mettendo in discussione a livello pubblico e politico il livello di finanziamento degli aiuti e di sviluppo che vengono utilizzati per buona parte a rispondere a questa crisi. Allo stesso tempo però, l’Unione che collettivamente rimane il più grande donatore di aiuto e sviluppo nel mondo, ha mostrato leadership e capacità di disegnare nuovi orizzonti con l’adozione del nuovo consenso sullo Sviluppo nel 2017. In contrasto con il ristagno dei flussi di APS di molti Stati membri dell’unione, la Commissione ha recentemente proposto un aumento del budget del 26% per le azioni esterne come parte del prossimo Quadro finanziario pluriennale post-2020.  Leggi altro ›

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Al di la degli slogan, l’Italia può davvero chiudere i porti ai migranti?

C’era da aspettarselo che il nuovo governo giallo verde, e in particolare il neo ministro dell’Interno Salvini, avrebbe aspettato il primo barcone all’orizzonte per alzare lo scontro sulla migrazione e sull’accoglienza. Purtroppo non fa altro che mantenere le promesse elettorali e rispondere a una discreta fetta di italiani (probabilmente la maggioranza) che vorrebbero chiudere i porti italiani alle navi di salvataggio delle ONG. Lo fa in maniera spettacolare, attraverso i social a suon di hastag con i toni beceri dei leader di nuova generazione, quelli che fanno saltare il G7 con un tweet e che speculano sulla pelle di oltre 600 persone per portare a casa consenso e popolarità. In queste ore il mondo social si sta dividendo tra l’hashtag di Salvini #chiudiamoiporti con tanto di foto a braccia conserte e sguardo volitivo e quello buonista e solidarista di segno opposto #umanitàperta, lanciato da Valigia Blu. Ma al di là degli slogan e degli schieramenti, non si riesce a capire se ci siano basi legali concrete per poter impedire lo sbarco nei porti italiani delle imbarcazioni di salvataggio. Leggi altro ›

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