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Budget UE 2021-2027, presentata ieri la proposta della Commissione

Un bilancio europeo da 1.135 miliardi di euro, con meno fondi per PAC e Coesione e nuove risorse proprie per contenere l’aumento dei contributi nazionali. Questa la proposta per il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 presentata ieri dalla Commissione europea. “Un piano pragmatico su come fare di più con meno”, con un aumento limitato dei contributi nazionali ed economie mirate su alcuni programmi finanziari. Così il presidente Jean-Claude Juncker ha definito la proposta di Quadro finanziario pluriennale post 2020 (MFF –  multiannual financial framework).  All’interno ci sarebbero anche 123 miliardi di euro per coprire tutte le priorità esterne dell’UE. Ciò rappresenta un aumento rispetto alla cifra di 100 miliardi di euro che era stata presentata dall’esecutivo dell’UE a febbraio. Tuttavia, non è chiaro quanto di questo budget sarà assegnato alle politiche di sviluppo e alla cooperazione con i paesi partner. Leggi altro ›

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Per metà degli italiani la migrazione è un problema

La maggioranza degli europei e, in misura minore, degli italiani ritiene necessario promuovere l’integrazione degli immigrati, ma al tempo stesso oltre un italiano su 2, il 51%, ritiene l’immigrazione più un problema che una opportunità e una percentuale analoga, il 55%, ritiene che l’integrazione non funzioni. I dati sono contenuti in uno speciale di Eurobarometro, in cui l’Italia risulta uno dei 7 Paesi dell’Unione europea in cui il fenomeno è maggiormente percepito come un problema. Si va dal 63% dell’Ungheria al 50% di Cipro, laddove all’opposto la Svezia risulta lo Stato in cui è più elevata e maggioritaria la quota di popolazione che ritiene l’immigrazione una opportunità: il 45% (e il 19% più un problema). Leggi altro ›

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Aiuti e migrazioni: un nuovo rapporto di Concord

I paesi europei hanno visto arrivare oltre 3,8 milioni di persone richiedenti asilo nei propri territori tra il 2013 e il 2016. In risposta, l’Europa ha sviluppato diversi piani, accordi e quadri politici sulla migrazione. L’UE ha inoltre stabilito una serie di accordi di cooperazione con paesi terzi, sottolineando l’importanza di affrontare le cause alla base della migrazione irregolare verso paesi non UE. Sempre più i fondi destinati agli aiuti umanitari vengono spesi per gestire e contrastare i flussi migratori. La cooperazione allo sviluppo è sempre più percepita dai leader dell’UE come uno strumento per “controllare la migrazione”, “gestire la migrazione” o “affrontare le cause profonde della migrazione”. Perché? Quali sono i collegamenti tra le agende europee sulla cooperazione e sulle migrazioni? Leggi altro ›

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Aiuto globale in calo, ma l’Italia mantiene la promessa di Renzi

I numeri annuali rilasciati ieri dal Comitato Aiuto allo Sviluppo dell’OCSE indicano che per la prima volta dal 2012, l’aiuto allo sviluppo globale è diminuito (- 0,6%). Questa diminuzione in realtà è frutto della diminuzione dei costi dell’assistenza ai rifugiati che i donatori continuano a registrare come aiuti allo sviluppo (-13,6% rispetto al 2016). A sostanziare questa tendenza globale sono in primis i membri europei del DAC, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia e Slovenia che tra il 2016 e il 2017 hanno registrato forti cali dei numeri di rifugiati e delle relative spese di assistenza. Leggi altro ›

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Il budget oscuro tra cooperazione e migrazione

E’il titolo della seconda edizione dell’analisi sull’uso dei fondi che il nostro paese destina all’aiuto pubblico allo sviluppo realizzato da Openpolis in collaborazione con Oxfam Italia. Un esercizio di trasparenza sui dati ufficiali che fa i conti dell’aiuto pubblico allo sviluppo italiano, incrociando in questa edizione un altro capitolo della spesa pubblica, quello per l’emergenza migranti, come viene definito nel documento di economia e finanze del 2017. Anche questo studio conferma che una quota crescente di aps rimane nei paesi ricchi, dove viene usata per gestire l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. Questa quota di aiuto sta letteralmente esplodendo, ragione per cui i fondi sulla carta destinati a promuovere lo sviluppo di paesi poveri in realtà rimangono in Italia. Leggi altro ›

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Braccio di ferro tra istituzioni europee sul budget 2018 per aiuti e cooperazione

La scorsa settimana il Parlamento europeo ha sostenuto l’aumento dei fondi per gli aiuti umanitari e allo sviluppo nel bilancio dell’UE per il 2018 confermando la richiesta avanzata dalle ONG europee. I deputati hanno fissato il bilancio generale dell’UE per il 2018 a 162,6 miliardi di euro proponendo un aumento dell’1,2% rispetto alla proposta di bilancio della Commissione. La posizione dell’europarlamento sul budget UE 2018 è stata però già bocciata dal Consiglio dell’Unione che ha respinto gli emendamenti approvati dalla plenaria a larga maggioranza (414 voti a favore, 163 contrari e 90 astensioni). La prossima settimana si aprirà quindi la fase di conciliazione, che vedrà le due istituzioni impegnate, insieme alla Commissione europea, nella ricerca di un compromesso. Leggi altro ›

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L’Italia si classifica al 14° posto del “Commitment to Development Index 2017”

Aiuto internazionale e tecnologia. Sono questi i due settori in cui l’Italia occupa le posizioni più basse nel Commitment to Development Index 2017 (CDI), il report che analizza lo sforzo dei 27 Paesi più ricchi del mondo nel contesto della cooperazione internazionale prendendo in considerazione copre sette aree politiche distinte: Aiuti, Finanza, Tecnologia, Ambiente, Commercio, Sicurezza, Migrazioni. Nel complesso, rispetto ai dati dell’anno scorso, il nostro paese ha risalito la china scalando due posizioni, passando dal sedicesimo al quattordicesimo posto. Leggi altro ›

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Via libera al nuovo Consenso Europeo: direzione giusta, ma manca coerenza

Il Consiglio Europeo dei ministri dello sviluppo dello scorso 19 maggio ha dato il proprio via libera al nuovo Consenso europeo per lo sviluppo, ovvero le linee strategiche dell’Unione in materia di cooperazione internazionale per i prossimi anni. Il documento è fortemente influenzato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta dagli Stati membri europei nel 2015, che ha definito un nuovo quadro comune per sradicare la povertà e favorire una crescita sostenibile a livello globale. Il Parlamento europeo dovrà ora finalizzare il proprio sostegno al documento entro la fine del mese, prima che si possa arrivare all’adozione conclusiva in forma tripartita (Consiglio, Parlamento, Commissione) attesa per la prima metà di giugno. Leggi altro ›

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Eurobarometro: in Italia la Cooperazione perde consenso

Tra novembre e dicembre 2016, i cittadini europei sono stati intervistati circa i loro atteggiamenti nei confronti degli aiuti allo sviluppo. In generale, rispetto ai dati dell’indagine 2015 gli intervistati in Italia hanno manifestato un atteggiamento meno positivo circa la cooperazione allo sviluppo. Ad esempio, rispetto al 2015, gli intervistati in Italia sono meno propensi nel convenire sul fatto che la lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo dovrebbe essere una delle principali priorità dell’UE (65%, -7 punti percentuali rispetto al 2015). Si tratta della maggiore diminuzione registrata tra gli Stati membri dell’Unione. Scarsa la conoscenza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, solo quattro intervistati su dieci in Italia dichiarano di aver sentito parlare degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (39%). Leggi altro ›

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Li aiutiamo a casa nostra. 34% dell’aiuto allo sviluppo italiano utilizzato per l’accoglienza dei rifugiati

La pubblicazione annuale dei dati OCSE sull’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) ci permette ogni anno di verificare i trend dell’aiuto allo sviluppo e andare a verificare se e quanto le promesse della politica siano state mantenute. Da una prima analisi dei dati operata da Oxfam Italia si evince che complessivamente la spesa destinata all’APS è cresciuta dell’8,9%, raggiungendo nel 2016 l’ammontare di oltre 142 miliardi di dollari. Questa crescita è però di fatto resa vana dal fatto che a livello globale oltre il 10% di risorse sono state impiegate all’interno degli Stati donatori per coprire le spese domestiche collegate alla crisi migratoria nei diversi Stati. L’Italia pur essendo ancora molto lontana dall’obiettivo dello 0,7%, conferma però un trend positivo di crescita dell’APS, sia in termini assoluti, che percentuali. Leggi altro ›

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Trasparenza dell’aiuto: IATI presenta il rapporto 2016

Ha preso il via alcuni giorni fa a Dar es Salaam l’edizione 2017 del Technical Advisory Group meeting (TAG) dello IATI, l’iniziativa internazionale che promuove la trasparenza degli aiuti attraverso l’uso degli Open Data. TAG2017 è un’importante occasione di scambio e sviluppo della piattaforma IATI che conta ormai l’adesione di oltre 500 istituzioni al mondo. Al meeting in corso è stato presentato anche il Rapporto Annuale 2016 pubblicato la settimana scorsa da IATI. A livello internazionale, la spesa per lo sviluppo del 2016 ammonta a più di 146 miliardi dollari. Dallo studio si evince che negli ultimi anni sono stati fatti importanti progressi in termini di aumento, miglioramento della qualità e dell’utilizzo dei dati prodotti dai donor internazionali. L’idea di base di IATI è che la disponibilità di dati affidabili sull’aiuto possa essere un’elemento decisivo per aumentare l’efficacia e l’efficienza dei progetti realizzati. Leggi altro ›

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La prima di Trump al Congresso: “Più armi e meno aiuti”

Un aumento di 54 miliardi per la spesa militare recuperati riducendo fortemente gli aiuti americani all’estero. E’ questa l’indiscrezione che ha accompagnato alcuni giorni fa la bozza di budget che Donald Trump ha presentato al Congresso per l’approvazione. Sembrerebbe l’attuazione di una delle promesse elettorali di Trump, quella di smettere di «foraggiare Paesi che ci odiano». E si sa, la classifica internazionale dell’antiamericanismo è lunga e comprende per lo più paesi dove povertà e ingiustizia sono ai massimi livelli. Il primo paese nel mirino sarebbe l’Egitto, il gigante del vicino oriente dall’economia traballante dove l’85% dei cittadini vedono gli States negativamente. Il Pakistan segue a ruota; nonostante i 900 milioni di dollari l’anno di aiuti americani il 75% della popolazione considera gli USA un nemico. Per non parlare dell’Iraq, dove l’antiamericanismo unisce sunniti, sciiti e cristiani. Leggi altro ›

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Un premio per il giornalismo che racconta i temi dello sviluppo

Si è aperta di recente l’edizione 2017 del premio giornalistico Lorenzo Natali, che offre riconoscimento ai migliori lavori giornalistici sui temi dello sviluppo e in particolare dell’eliminazione della povertà. Il premio, dedicato alla memoria dell’ex commissario per lo sviluppo difensore della libertà di espressione, della democrazia, dei diritti umani e dello sviluppo, è stato istituito nel 1992 dalla Commissione europea per illustrare come le grandi storie possono cambiare il mondo e premia i giornalisti (professionisti e dilettanti) che a volte mettono a rischio anche la loro vita per garantire la libertà di informazione. Per i giornalisti rappresenta un’opportunità per dimostrare il loro impegno ad affrontare e raccontare i temi dello sviluppo, dell’eliminazione della povertà e della democrazia, come anche ad ispirare le persone a migliorare la vita nelle loro comunità. Il termine per inviare le candidature è il 10 marzo 2017. Leggi altro ›

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Pubblicato in 03/2017, Bandi, EuropeAid

A casa nostra o a casa loro? Dove va a finire l’aiuto italiano?

E’ di pochi giorni fa la notizia che la “Commissione Bilancio della Camera ha dato via libera a 40 milioni in più per la Cooperazione italiana nel 2017″. Sono queste le parole con cui Mario Giro, Vice Ministro degli Esteri del Governo italiano, annuncia con grande soddisfazione il passo in avanti fatto in questi ultimi giorni. Nel 2015 il premier Matteo Renzi ha dichiarato che entro il 2017 l’Italia sarebbe diventato il quarto paese donatore del G7. Per raggiungere questo obiettivo però dovrebbe raggiungere almeno lo 0,28% di APS rispetto al proprio reddito nazionale lordo entro l’anno prossimo, aumentando di ben 7 punti percentuali i propri fondi. Guardando le previsioni del disegno di legge di bilancio per il 2017, attualmente in discussione alle Camere, questo impegno sembra poter essere raggiunto. Ma cosa c’è dietro questo aumento consistente di risorse? Queste ed altre risposte sono contenute nel nuova seconda edizione del dossier “Cooperazione Italia” realizzato da Openpolis in collaborazione con Oxfam Italia. Leggi altro ›

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Da beneficiari a clienti: così le ONG non dipenderanno più dai donatori?

Dr Muhammad Musa è il direttore esecutivo del BRAC, l’ONG internazionale basata in Bangladesh che è cresciuta fino a diventare la più grande ONG del mondo (per numero di dipendenti). In una recente intervista ha delineato la strategia futura della sua organizzazione che ritiene possa essere l’orizzonte futuro per centinaia di ONG impegnate nella lotta contro la povertà in tutto il mondo. Sono due gli elementi chiave della visione di Musa, trasformare progressivamente in clienti i beneficiari di servizi che possono permettersi di pagare una tariffa e creare imprese sociali che gestiscano questi “business sociali” anche in partenariato con il settore privato profit. I suoi detrattori sostengono che questo approccio legittimerebbe ancora di più il disimpegno dei governi locali nel garantire i servizi pubblici essenziali alle popolazioni locali. Ecco uno stralcio della sua intervista. Leggi altro ›

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