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L’Italia si classifica al 14° posto del “Commitment to Development Index 2017”

Aiuto internazionale e tecnologia. Sono questi i due settori in cui l’Italia occupa le posizioni più basse nel Commitment to Development Index 2017 (CDI), il report che analizza lo sforzo dei 27 Paesi più ricchi del mondo nel contesto della cooperazione internazionale prendendo in considerazione copre sette aree politiche distinte: Aiuti, Finanza, Tecnologia, Ambiente, Commercio, Sicurezza, Migrazioni. Nel complesso, rispetto ai dati dell’anno scorso, il nostro paese ha risalito la china scalando due posizioni, passando dal sedicesimo al quattordicesimo posto.… Leggi altro

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Via libera al nuovo Consenso Europeo: direzione giusta, ma manca coerenza

Il Consiglio Europeo dei ministri dello sviluppo dello scorso 19 maggio ha dato il proprio via libera al nuovo Consenso europeo per lo sviluppo, ovvero le linee strategiche dell’Unione in materia di cooperazione internazionale per i prossimi anni. Il documento è fortemente influenzato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta dagli Stati membri europei nel 2015, che ha definito un nuovo quadro comune per sradicare la povertà e favorire una crescita sostenibile a livello globale. Il Parlamento europeo dovrà ora finalizzare il proprio sostegno al documento entro la fine del mese, prima che si possa arrivare all’adozione conclusiva in forma tripartita (Consiglio, Parlamento, Commissione) attesa per la prima metà di giugno.… Leggi altro

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Eurobarometro: in Italia la Cooperazione perde consenso

Tra novembre e dicembre 2016, i cittadini europei sono stati intervistati circa i loro atteggiamenti nei confronti degli aiuti allo sviluppo. In generale, rispetto ai dati dell’indagine 2015 gli intervistati in Italia hanno manifestato un atteggiamento meno positivo circa la cooperazione allo sviluppo. Ad esempio, rispetto al 2015, gli intervistati in Italia sono meno propensi nel convenire sul fatto che la lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo dovrebbe essere una delle principali priorità dell’UE (65%, -7 punti percentuali rispetto al 2015). Si tratta della maggiore diminuzione registrata tra gli Stati membri dell’Unione. Scarsa la conoscenza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, solo quattro intervistati su dieci in Italia dichiarano di aver sentito parlare degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (39%).… Leggi altro

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Li aiutiamo a casa nostra. 34% dell’aiuto allo sviluppo italiano utilizzato per l’accoglienza dei rifugiati

La pubblicazione annuale dei dati OCSE sull’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) ci permette ogni anno di verificare i trend dell’aiuto allo sviluppo e andare a verificare se e quanto le promesse della politica siano state mantenute. Da una prima analisi dei dati operata da Oxfam Italia si evince che complessivamente la spesa destinata all’APS è cresciuta dell’8,9%, raggiungendo nel 2016 l’ammontare di oltre 142 miliardi di dollari. Questa crescita è però di fatto resa vana dal fatto che a livello globale oltre il 10% di risorse sono state impiegate all’interno degli Stati donatori per coprire le spese domestiche collegate alla crisi migratoria nei diversi Stati. L’Italia pur essendo ancora molto lontana dall’obiettivo dello 0,7%, conferma però un trend positivo di crescita dell’APS, sia in termini assoluti, che percentuali.… Leggi altro

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Trasparenza dell’aiuto: IATI presenta il rapporto 2016

Ha preso il via alcuni giorni fa a Dar es Salaam l’edizione 2017 del Technical Advisory Group meeting (TAG) dello IATI, l’iniziativa internazionale che promuove la trasparenza degli aiuti attraverso l’uso degli Open Data. TAG2017 è un’importante occasione di scambio e sviluppo della piattaforma IATI che conta ormai l’adesione di oltre 500 istituzioni al mondo. Al meeting in corso è stato presentato anche il Rapporto Annuale 2016 pubblicato la settimana scorsa da IATI. A livello internazionale, la spesa per lo sviluppo del 2016 ammonta a più di 146 miliardi dollari. Dallo studio si evince che negli ultimi anni sono stati fatti importanti progressi in termini di aumento, miglioramento della qualità e dell’utilizzo dei dati prodotti dai donor internazionali. L’idea di base di IATI è che la disponibilità di dati affidabili sull’aiuto possa essere un’elemento decisivo per aumentare l’efficacia e l’efficienza dei progetti realizzati.… Leggi altro

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La prima di Trump al Congresso: “Più armi e meno aiuti”

Un aumento di 54 miliardi per la spesa militare recuperati riducendo fortemente gli aiuti americani all’estero. E’ questa l’indiscrezione che ha accompagnato alcuni giorni fa la bozza di budget che Donald Trump ha presentato al Congresso per l’approvazione. Sembrerebbe l’attuazione di una delle promesse elettorali di Trump, quella di smettere di «foraggiare Paesi che ci odiano». E si sa, la classifica internazionale dell’antiamericanismo è lunga e comprende per lo più paesi dove povertà e ingiustizia sono ai massimi livelli. Il primo paese nel mirino sarebbe l’Egitto, il gigante del vicino oriente dall’economia traballante dove l’85% dei cittadini vedono gli States negativamente. Il Pakistan segue a ruota; nonostante i 900 milioni di dollari l’anno di aiuti americani il 75% della popolazione considera gli USA un nemico. Per non parlare dell’Iraq, dove l’antiamericanismo unisce sunniti, sciiti e cristiani.… Leggi altro

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Un premio per il giornalismo che racconta i temi dello sviluppo

Si è aperta di recente l’edizione 2017 del premio giornalistico Lorenzo Natali, che offre riconoscimento ai migliori lavori giornalistici sui temi dello sviluppo e in particolare dell’eliminazione della povertà. Il premio, dedicato alla memoria dell’ex commissario per lo sviluppo difensore della libertà di espressione, della democrazia, dei diritti umani e dello sviluppo, è stato istituito nel 1992 dalla Commissione europea per illustrare come le grandi storie possono cambiare il mondo e premia i giornalisti (professionisti e dilettanti) che a volte mettono a rischio anche la loro vita per garantire la libertà di informazione. Per i giornalisti rappresenta un’opportunità per dimostrare il loro impegno ad affrontare e raccontare i temi dello sviluppo, dell’eliminazione della povertà e della democrazia, come anche ad ispirare le persone a migliorare la vita nelle loro comunità. Il termine per inviare le candidature è il 10 marzo 2017.Leggi altro

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Pubblicato in 03/2017, Bandi, EuropeAid

A casa nostra o a casa loro? Dove va a finire l’aiuto italiano?

E’ di pochi giorni fa la notizia che la “Commissione Bilancio della Camera ha dato via libera a 40 milioni in più per la Cooperazione italiana nel 2017″. Sono queste le parole con cui Mario Giro, Vice Ministro degli Esteri del Governo italiano, annuncia con grande soddisfazione il passo in avanti fatto in questi ultimi giorni. Nel 2015 il premier Matteo Renzi ha dichiarato che entro il 2017 l’Italia sarebbe diventato il quarto paese donatore del G7. Per raggiungere questo obiettivo però dovrebbe raggiungere almeno lo 0,28% di APS rispetto al proprio reddito nazionale lordo entro l’anno prossimo, aumentando di ben 7 punti percentuali i propri fondi. Guardando le previsioni del disegno di legge di bilancio per il 2017, attualmente in discussione alle Camere, questo impegno sembra poter essere raggiunto. Ma cosa c’è dietro questo aumento consistente di risorse? Queste ed altre risposte sono contenute nel nuova seconda edizione del dossier “Cooperazione Italia” realizzato da Openpolis in collaborazione con Oxfam Italia.… Leggi altro

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Da beneficiari a clienti: così le ONG non dipenderanno più dai donatori?

Dr Muhammad Musa è il direttore esecutivo del BRAC, l’ONG internazionale basata in Bangladesh che è cresciuta fino a diventare la più grande ONG del mondo (per numero di dipendenti). In una recente intervista ha delineato la strategia futura della sua organizzazione che ritiene possa essere l’orizzonte futuro per centinaia di ONG impegnate nella lotta contro la povertà in tutto il mondo. Sono due gli elementi chiave della visione di Musa, trasformare progressivamente in clienti i beneficiari di servizi che possono permettersi di pagare una tariffa e creare imprese sociali che gestiscano questi “business sociali” anche in partenariato con il settore privato profit. I suoi detrattori sostengono che questo approccio legittimerebbe ancora di più il disimpegno dei governi locali nel garantire i servizi pubblici essenziali alle popolazioni locali. Ecco uno stralcio della sua intervista.… Leggi altro

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Il 17% dell’aiuto europeo è “Fake”

L’Unione Europea per l’ennesima volta ha fallito l’obiettivo dello 0,7% del reddito nazionale lordo in aiuti allo sviluppo. E’ il primo risultato del rapporto Aidwatch 2016 intitolato “This is not enough” e presentato ieri dalla federazione europea delle ONG Concord. Lo studio rivela che solo cinque paesi hanno raggiunto i loro obiettivi per il 2015: Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. Questo significa che c’è ancora un ‘debito’ da parte dei paesi UE di circa 37 miliardi di euro nel 2015 tra ciò che era stato promesso e quello che è stato davvero speso.… Leggi altro

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Se gli aiuti finiscono per finanziare sicurezza e assistenza ai rifugiati

I governi di tutta Europa stanno convergendo verso l’idea di utilizzare le scarne risorse stanziate per l’aiuto allo sviluppo per coprire i costi di sicurezza e assistenza ai rifugiati a casa nostra. E’ questo l’orientamento che emerge da diversi ambiti, non ultimo il Consiglio europeo riunitosi per affrontare il dirompente tema delle migrazioni verso il vecchio continente. Diversi Stati membri propongono infatti che le risorse destinate all’aiuto ai paesi più poveri possano essere utilizzato per “prevenire l’estremismo violento” attraverso costi di formazione delle forze di polizia e di sicurezza o per “assistere i richiedenti asilo” che si riversano ogni giorno in Europa attraverso i Balcani e il mediterraneo.… Leggi altro

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Bill Gates, filantropo o promotore delle multinazionali?

Alla vigilia del forum di Davos un report controverso della ONG inglese Global Justice Now accusa la Gates Foundation di manipolare le priorità dell’aiuto internazionale promuovendo di fatto la globalizzazione delle multinazionali. L’ex patron di Microsoft è tra le persone più ricche della terra, in vetta a quella lista presentata ieri da Oxfam dei 62 ricchi che detengono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, ossia la metà più povera della popolazione mondiale. La sua attività filantropica per debellare le malattie killer, educare e nutrire i più poveri del pianeta gli hanno fatto guadagnare applausi e consenso a livello globale. Nonostante questo, Bill e Melinda Gates si trovano ad affrontare una serie di critiche importanti che riguardano la loro fondazione filantropica, attraverso la quale hanno donato miliardi di dollari in tutto il mondo. Un rapporto recentemente pubblicato chiede che l’attività della Gates Foundation sia oggetto di un’indagine internazionale da parte di OCSE e parlamento inglese.… Leggi altro

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Superare divisioni e competizione, questa la sfida delle ONG nel 2016

A guardarlo nei primi giorni del 2016, il settore dello sviluppo internazionale si trova in una situazione un po’ strana. E’ da sempre costituito da una grande varietà di organizzazioni, grandi e piccole, radicali e conservatrici, ma a mia memoria non riesco a ricordare una situazione più divisa, eterogenea di quella odierna. Con poche eccezioni (per esempio, le recenti campagne in materia fiscale e sui cambiamenti climatici) la maggior parte delle organizzazioni della società civile sembrano occupate a fare le loro cose, in competizione per i fondi come mai fino ad oggi. In un settore teoricamente non-profit, la filosofia di mercato è ormai dominante. Stiamo raggiungendo il culmine di anni di evoluzione da organizzazioni vicine alle comunità a organizzazioni vicine ai donatori, con conseguenze logiche. … Leggi altro

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Cinque motivi per cui i donatori non finanziano direttamente le ONG locali

Poco più dell’1% di tutti gli aiuti ufficiali, e una parte ancora più piccola dei fondi destinati all’assistenza umanitaria, raggiungono direttamente il cosiddetto sud del mondo. Anche le fondazioni private, secondo una ricerca ancora inedita, preferiscono canalizzare la maggior parte dei loro finanziamento attraverso quelli che possiamo chiamare “funder-mediaries” nel nord (intermediari di fondi). Secondo alcuni osservatori questa incapacità dei donatori di supportare direttamente la società civile dei paesi partner creerebbe inefficienze e minerebbe lo sviluppo stesso delle organizzazioni locali. La rete globale Civicus ha dedicato un rapporto annuale a questo tema chiedendo ai principali donor globali perché non sembrano in grado, o non vogliono, finanziare direttamente le organizzazioni locali. Ecco le cinque risposte più frequenti registrate… Leggi altro

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Il blending cambierà davvero il finanziamento dello sviluppo?

Fernando Frutuoso De Melo, direttore generale DEVCO della Commissione europea, ha sostenuto di recente che l’esperienza di fusione di fondi istituzionali pubblici e privati (il cosiddetto blending), come nuova politica dei finanziamenti per lo sviluppo, ha dimostrato ottimi risultati. De Melo, ospite a un evento organizzato dall’European Policy Centre (EPC), ha spiegato che con circa 2 miliardi di euro di fondi, la Commissione ha sfruttato poco più di 19 miliardi di euro dalle banche di investimento per lo sviluppo locale ed europeo, che hanno innescato a loro volta un investimento di circa 42 miliardi di euro. “Eccellente! Abbiamo avuto un effetto moltiplicatore di ben 20 volte. Vogliamo fare di più in questa direzione!” ha riferito.… Leggi altro

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