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Rapporto Asvis 2018: l’Italia perde colpi sullo sviluppo sostenibile

Solo pochi giorni fa è stato festeggiato il terzo anniversario dell’Agenda 2030, esattamente il 25 settembre, e questo vuol dire che un altro anno è passato e c’è un anno in meno che ci separa dall’ambizioso traguardo del raggiungimento dei 17 SDGs. A fare il punto di questo percorso per quanto riguarda il nostro paese ci pensa ogni anno il Rapporto ASviS la cui edizione 2018 è stata presentata oggi presso la Camera dei Deputati. La situazione italiana è stata analizzata tramite gli indicatori compositi elaborati dall’ASviS, con la metodologia AMPI (utilizzata anche dall’Istat). Per 15 Goal su 17 si fa riferimento ad un indicatore composito, a partire da 95 indicatori elementari, mentre per il Goal 13 e il Goal 17 si è usato un solo indicatore headline. Ecco di seguito la performance italiana rispetto agli SDGs. Leggi altro ›

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Cresce il consenso per la cooperazione ma in chiave “aiutiamoli a casa loro”

Sono freschi di pubblicazione i dati di una recente rilevazione dell’opinione pubblica europea sull’aiuto e la cooperazione allo sviluppo effettuata da Eurobarometro su quasi 30.000 europei. Più di 1000 italiani sono stati intervistati face-to-face tra giugno e luglio 2018, dopo l’insediamento quindi del governo M5S/Lega e dopo un anno di campagna elettorale anti immigrazione e polemica anti ONG. I dati sono interessanti perché vengono rilevati dalla Commissione Europea con cadenza biennale e permettono quindi di valutare le tendenze nei diversi paesi e il valore medio negli stati membri. Rispetto al 2016 gli intervistati in Italia sono diventati più positivi su molti aspetti dell’aiuto allo sviluppo (+5%), in crescita anche colore che sostengono che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo sia un modo efficace per affrontare la migrazione irregolare (75%, +2%). Il dato è superiore alla media UE che si ferma al 69%. Contrastanti i dati sulla volontà di supportare la cooperazione e l’aiuto ai paesi terzi. Da un lato gli italiani si mostrano più propensi a che le istituzioni investano più risorse nella cooperazione (+10%) ma dichiarano di sostenere sempre meno le ONG (-5% rispetto al 2016,-12% rispetto alla media UE) e di sentirsi sempre meno personalmente coinvolti (- 8%) Leggi altro ›

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Nuovi inquilini alla Farnesina, arrivano Enzo Moavero Milanesi ed Emanuela Del Re

E’ Enzo Moavero Milanesi il ministro degli Esteri del nuovo governo M5s-Lega guidato da Giuseppe Conte. Moavero è già stato ministro in passato con due diversi governi: prima con Mario Monti e poi con Enrico Letta, in entrambi i casi con la delega agli Affari europei. Ha lavorato per anni nella Commissione europea e in altre istituzioni Ue ed è anche professore di diritto comunitario. In arrivo anche la nomina del vice ministro con delega alla cooperazione internazionale. Le indiscrezioni danno quasi per certa Emanuela Del Re che negli ultimi giorni starebbe prevalendo rispetto all’ipotesi più politica del grillino Manlio Di Stefano. Leggi altro ›

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“Spero che il nuovo direttore non sia un burocrate”: Laura Frigenti traccia l’identikit del suo successore all’AICS

Il MAECI ha da pochi minuti pubblicato la lista dei 56 candidati alla direzione dell’AICS quando abbiamo il piacere di risentire Laura Frigenti che da Washington ci confessa di seguire con attenzione e un po’ di preoccupazione gli sviluppi politici italiani oltre a quelli in casa AICS. “Esperienza tematica, capacità manageriali e gestionali, capacità di relazione, ci vogliono molte doti per ricoprire un ruolo come quello di direttore dell’Agenzia, ma un po’ di tutto si sa, è davvero difficile trovarlo nella stessa persona”. “Spero però che il nuovo direttore non sia un burocrate, serve una persona di contenuti sulla cooperazione, non qualcuno arrivato alla cooperazione per caso solo attraverso cammini burocratici”. Competenza ed esperienza in tema di cooperazione sono le caratteristiche principali che Laura Frigenti individua per il suo successore oltre a mettere in fila le sfide più importanti che attendono la compagine di via Contarini nei prossimi anni. Leggi altro ›

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Via libera al nuovo Consenso Europeo: direzione giusta, ma manca coerenza

Il Consiglio Europeo dei ministri dello sviluppo dello scorso 19 maggio ha dato il proprio via libera al nuovo Consenso europeo per lo sviluppo, ovvero le linee strategiche dell’Unione in materia di cooperazione internazionale per i prossimi anni. Il documento è fortemente influenzato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta dagli Stati membri europei nel 2015, che ha definito un nuovo quadro comune per sradicare la povertà e favorire una crescita sostenibile a livello globale. Il Parlamento europeo dovrà ora finalizzare il proprio sostegno al documento entro la fine del mese, prima che si possa arrivare all’adozione conclusiva in forma tripartita (Consiglio, Parlamento, Commissione) attesa per la prima metà di giugno. Leggi altro ›

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L’Europa riscrive la Cooperazione del futuro, non facciamo mancare la voce dell’Italia

Il 2017 sarà un anno importante per la cooperazione allo sviluppo a livello europeo perché si arriverà all’approvazione del nuovo European Consensus on Development, il documento che riformerà le regole di base della cooperazione allo sviluppo oltre a ridefinirne gli obiettivi e i valori di riferimento. Siglato originariamente nel 2005 dovrà arrivare a un suo aggiornamento proprio entro metà di quest’anno con la conclusione della presidenza di Malta. Il processo di discussione del nuovo Consenso Europeo sullo Sviluppo fornirà quindi l’occasione per definire gli obiettivi, i valori e principi condivisi per cui l’UE e gli Stati membri si sono impegnati nell’adozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dovrà costituire una solida base per un approccio comune per lo sviluppo sostenibile nel prossimo decennio. Un processo che in molti paesi europei ha mobilitato i governi nell’elaborazione di una posizione condivisa con gli stakeholders nazionali della cooperazione. Da noi, nonostante non manchino attenzione e mobilitazione sulla cooperazione allo sviluppo, stenta ad emergere una posizione dell’Italia e questa non sarà comunque discussa e/o condivisa con i molteplici attori del settore. Leggi altro ›

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Cosa abbiamo firmato con la Libia

Negli ultimi giorni non sono mancate le reazioni entusiastiche e ipercritiche all’accordo che il premier Gentiloni ha sottoscritto giovedì scorso con la Libia (o meglio il governo di Riconciliazione guidato da Al-Serraj) sul contrasto all’immigrazione. Il testo, che vi proponiamo di seguito, è quello integrale del “Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere”, ovvero l’accordo sottoscritto dalle due parti. Per il nostro governo sarebbe un accordo di “cooperazione allo sviluppo e impegno comune nel contrasto al traffico di esseri umani” mentre la ONG Medici senza Frontiere l’ha definito “cinico, ipocrita e disumano”. Cinico perché non si pone il problema di cosa succederà agli esseri umani che saranno detenuti in Libia, ipocrita perché cerca di mascherare in mille modi l’unico obiettivo che conta: fermare in Libia i migranti.  Disumano perché per migliaia di esseri umani, il respingimento in Libia avrà come immediata conseguenza detenzioni arbitrarie, maltrattamenti, stupri e sfruttamento. Leggi altro ›

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Tutti i numeri delle ONG italiane

E’ passato poco più di un anno e mezzo da quando abbiamo lanciato il progetto Open Cooperazione chiedendo alle organizzazioni attive nel mondo della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario di rendere pubblici nel portale i propri dati di trasparenza in formato opendata. Ci eravamo posti l’obiettivo di offrire un nuovo strumento di accontability e trasparenza alle organizzazioni italiane e di mettere insieme i dati di un settore spesso difficile da contabilizzare. In Italia questo settore raramente guadagna le prime pagine dei giornali se non quando la cronaca racconta di qualche cooperante italiano rapito o addirittura morto in contesti di guerra e conflitto. Eppure si tratta di un ambito quanto mai importante e strategico per il nostro paese che recentemente ha messo la cooperazione allo sviluppo al centro della sua politica estera tanto da emanare un’apposita legge in materia e trasformare il nostro Ministero degli Affari Esteri in Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Leggi altro ›

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A casa nostra o a casa loro? Dove va a finire l’aiuto italiano?

E’ di pochi giorni fa la notizia che la “Commissione Bilancio della Camera ha dato via libera a 40 milioni in più per la Cooperazione italiana nel 2017″. Sono queste le parole con cui Mario Giro, Vice Ministro degli Esteri del Governo italiano, annuncia con grande soddisfazione il passo in avanti fatto in questi ultimi giorni. Nel 2015 il premier Matteo Renzi ha dichiarato che entro il 2017 l’Italia sarebbe diventato il quarto paese donatore del G7. Per raggiungere questo obiettivo però dovrebbe raggiungere almeno lo 0,28% di APS rispetto al proprio reddito nazionale lordo entro l’anno prossimo, aumentando di ben 7 punti percentuali i propri fondi. Guardando le previsioni del disegno di legge di bilancio per il 2017, attualmente in discussione alle Camere, questo impegno sembra poter essere raggiunto. Ma cosa c’è dietro questo aumento consistente di risorse? Queste ed altre risposte sono contenute nel nuova seconda edizione del dossier “Cooperazione Italia” realizzato da Openpolis in collaborazione con Oxfam Italia. Leggi altro ›

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Bando AICS in arrivo con nuovi paesi prioritari

Si avvicina la data di approvazione e pubblicazione del primo e atteso bando dell’Agenzia italiana per la cooperazione, meccanismo che co-finanzierà progetti di cooperazione proposti dalle organizzazioni del settore privato non profit. Rispetto alle prime informazioni circolate, che abbiamo pubblicato in questo post, filtrano diverse conferme e alcune novità. Quella più rilevante è sicuramente l’allargamento dell’elenco dei paesi prioritari fortemente voluto dal VM Mario Giro. Sembra confermato l’inserimento di Bosnia Herzegovina, Giordania, Uganda, Tanzania, Guinea Conakry, Mali e Repubblica Centroafricana. Il bando potrebbe essere pubblicato il 10 maggio e avere scadenza prima della fine del mese. Leggi altro ›

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Eleggibilità dei soggetti della cooperazione, cambiare tutto per non cambiare niente!

Il Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo riunitosi la scorsa settimana ha varato le attese linee guida che regolano l’eleggibilità delle organizzazioni della società civile e gli altri soggetti senza finalità di lucro ai sensi della nuova legge 125. Si tratta nello specifico delle modalità con cui i diversi soggetti potranno iscriversi all’elenco dei soggetti senza finalità di lucro previsto dall’art. 26 della legge e dal decreto ministeriale 113/2015, quello che di fatto sostituisce l’idoneità delle ONG della legge 49/87. Sarà un elenco unico che vede un’iscrizione quasi automatica per le ONG già idonee al 31 dicembre scorso e descrive i requisiti richiesti per gli altri soggetti. Di fatto per essere iscritti nell’elenco servono gli stessi requisiti e la stessa documentazione che era richiesta per ottenere l’idoneità ONG. Leggi altro ›

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E’ Mario Giro il nuovo Vice Ministro con delega alla Cooperazione

Un’altra nomina inattesa nella compagine governativa della nuova Cooperazione italiana. Dopo Laura Frigenti all’Agenzia per la Cooperazione arriva la nomina di Mario Giro a Vice Ministro degli esteri con delega alla Cooperazione. Le voci di palazzo infatti davano per certo da mesi che sarebbe stato Enzo Amendola a prendere il posto vacante del MAECI dopo il passaggio di Lapo Pistelli all’ENI. Nell’ambito del così detto mini-rimpasto renziano, Mario Giro passa quindi da sottosegretario al ruolo di Vice Ministro ed Enzo Amendola entra comunque al MAECI con il ruolo di sottosegretarioLeggi altro ›

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La nostra intervista a Laura Frigenti: l’Agenzia sarà una macchina operativa efficiente

Nelle due settimane successive alla nomina al vertice dell’Agenzia per la cooperazione molti lettori ci hanno scritto per sapere di più su Laura Frigenti, candidata outsider che è riuscita a sbaragliare la concorrenza di 131 contendenti alla carica di direttore. Al di la del suo importante curriculum, pochi sanno qualcosa di Laura Frigenti, anche perchè da oltre vent’anni lavora all’estero, prevalentemente negli States. Una donna di grande esperienza nel settore dello sviluppo internazionale che però nessuno di noi ha mai sentito parlare alle decine e decine di conferenze che hanno accompagnato la lunghissima fase di riforma della cooperazione italiana. Bisogna dirlo, la sua è stata una nomina inattesa che in molti nel nostro settore fanno ancora fatica a digerire. Ma la maggior parte degli operatori della cooperazione apprezzano proprio questo aspetto e si attendono da Laura Frigenti un approccio nuovo e ambizioso per la cooperazione italiana che sappia andare al di la delle dinamiche politiche e diplomatiche e riesca a guardare oltre il piazzale della Farnesina. Ecco cosa ci ha detto sull’Agenzia, sul futuro della cooperazione e delle ONG.

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Sorpresa all’Agenzia, nominata Laura Frigenti

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, su proposta del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha nominato Laura Frigenti direttrice della nuova Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo. La scelta di Laura Frigenti, arriva venti giorni dopo la presentazione, da parte della commissione esaminatrice, di una rosa di cinque nomi al ministro degli esteri. I cinque candidati alla nomina erano Stefano Bologna, Laura Frigenti, Agostino Miozzo, Eduardo Missoni e Roberto Ridolfi. Nata a Roma e attiva nel settore della cooperazione allo sviluppo dal 1984, Frigenti ricopre da più di un anno il ruolo di vice presidente di InterAction, un’alleanza di oltre 180 ONG basate negli Stati Uniti, Leggi altro ›

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Ecco la rosa dei cinque candidati alla direzione dell’Agenzia

La DGCS ha reso nota la rosa di nomi sottoposti al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni dalla Commissione incaricata di selezionare le candidature ai fini della nomina del direttore della futura Agenzia per la cooperazione allo sviluppo. L’ultima fase della selezione vedrà la nomina del direttore a insindacabile giudizione del Ministro. Stefano Bologna, Laura Frigenti, Agostino Miozzo, Eduardo Missoni e Roberto Ridolfi, questi i nomi sul tavolo del ministro degli Esteri. Ecco chi sono i cinque finalisti Leggi altro ›

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