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Un anno dopo il Forum….e nulla è cambiato

A pensare al Forum organizzato dall’Ex Ministro Riccardi a Milano sembra siano passati degli anni. Vi ricordate quanto interesse, partecipazione e aspettative al teatro Strehler avevano accolto la passerella dei nomi più importanti della politica italiana? Monti, Pisapia, Riccardi, Compaorè, Piebalgs, Scaroni, Terzi, Bonino, Grilli, Guzzetti, Delrio, Dellai, Bonanni, fino ad arrivare a Rossella Urru e Geppi Cucciari. “Muovi l’Italia, Cambia il mondo”, vi ricordate questo slogan? E le altre parole chiave dell’evento: sistema Italia, idee per la cooperazione di domani, la risposta dell’Italia al mondo, partnership pubblico/privato ? Leggi altro ›

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Pisapia risponde sull’Agenzia: è nelle nostre priorità ma serve l’impegno di tutti

Il Sindaco Pisapia risponde puntualmente alla sollecitazione dell’articolo pubblicato ieri sul blog in merito alla candidatura di Milano ad ospitare la futura Agenzia per la Cooperazione che dovrebbe nascere a breve con il testo di riforma della legge 49/87 sulla cooperazione. “Come sapete, il Comune di Milano ha fatto diversi passi avanti sul tema della cooperazione internazionale, tra cui – e ne vado molto fiero – l’iniziativa Funzionari Senza Frontiere”. “L’Agenzia della Cooperazione Italiana rimane un obiettivo primario di questa Amministrazione” dichiara a Info-cooperazione.

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Forum Cooperazione in chiaro scuro

Per chi si fosse perso i lavori del Forum e il contributo dei diversi personaggi che hanno affollato il parterre dell’evento ci pensa Fabio Pipinatodi Unimondo a tracciare la sua personale classifica di chiari e scuri mostrati a Milano.

In chiaro
La relazione. Cooperazione è relazione. Un’occasione unica per ritrovare amici, ong, partner. Questo è il senso del Forum, che avviene, come sempre, più al sole che all’oscurità; più fuori dal programma che secondo la scaletta predefinita. Chissà quanti progetti ed idee sono partiti.
Andrea Riccardi. Ha avuto il merito di aprire porte e finestre alla casa disabitata da tempo della cooperazione internazionale. Ha anche acceso la luce e dato una ramazzata. Purtroppo ha ben poco da offrire ad eventuali ospiti.
Rossella Urru. Più che del suo rapimento parla delle dure ma importanti scelte di vita dei cooperanti come lei.
Emma Bonino. “La cooperazione è un lusso? Lo sento dire dal 1979!” Cita Amartya Sen “libertà come sviluppo”. Mette in guardia dalle storture che la coop. può fare, come per esempio l’assistenzialismo nei campi profughi. La CPI come strumento straordinario. La prevenzione delle mutilazioni genitali femminili. L’invito a concentrarsi sulla giustizia, al di là di ogni caritatismo. La legge, il diritto come strumento di sviluppo economico e civile. Si respira. Leggi altro ›

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Dopo il Forum, il bilancio per le ONG

Il sasso lanciato da Riccardi nello stagno ha veramente smosso le acque della cooperazione internazionale. Acque quiete che si stanno asciugando sotto il sole della crisi e di una biodiversità a rischio. La suggestione proposta dal ministro vorrebbe che a questo stagno tornassero ad affluire acque fresche e copiose, nuovo ossigeno, nuove specie a popolare la flora e la fauna della cooperazione. Non più uno stagno quindi ma un mare di opportunità con orizzonti aperti. La suggestione piace a tutti così come lo slancio ideale e la grinta con cui Riccardi ci propone una nuova cultura della cooperazione e della solidarietà. Leggi altro ›

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Forum Cooperazione, la discesa in campo del Ministro Riccardi


Cosa ci siamo portati a casa dopo il primo giorno di Forum Cooperazione? Due certezze peraltro ben evidenti anche prima di oggi. 1) In Italia si parlerà di più di cooperazione internazionale. 2) Riccardi sarà una figura politica di primo piano nel governo che verrà.

Per il resto tutti i dubbi della vigilia restano…anzi diventano dilemmi. La cooperazione è politica estera? O la politica estera è cooperazione? La cooperazione rappresenta soprattutto interessi pubblici o privati? La riforma della legge 49 andrà in approvazione così com’è o no? L’Italia fa cooperazione per la sua crescita economica o per combattere la povertà e promuovere la giustizia sociale?
La cosa che funziona molto bene è la promozione del governo Monti e dello stesso ministro Riccardi che in un accorato e stimolante discorso si spinge ben oltre la cooperazione. Parla di rilancio dell’Italia, visone della vita e della solidarietà, sfida il clima generale di sfiducia e declino e incalza la platea che lo applaude lungamente. Per il resto tutti parlano di lui, alcuni ospiti sottoscrivono in diretta la sua richiesta di perennizzare il ministero per la cooperazione e integrazione, dissensi e posizioni contrapposte sono placate dal clima istituzionale dell’evento. Leggi altro ›
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NEWS – Polemiche pre-forum, il petrolio, le banche e il dittatore africano

A dir il vero è quasi tranquillizzante sentire, a pochi giorni dal Forum Cooperazione, che esiste un pò di dissenso e qualche criticaper un ministro, Andrea Riccardi, che fino ad oggi ha incassato meritati apprezzamenti, incoraggiamenti e sostegno da ognidove. Arrivano alla spicciolata alcuni appunti e provocazioni per le scelte fatte nell’organizzazione del Forum di Milano. La prima riguarda la partecipazione sia come sponsor che tra gli speaker di Eni, per non parlare di Microsoft e Banca Intesa pericolosamente vicini a Banca Etica nell’elenco dei sostenitori dell’evento.
E poi si alza la voce dei Sankaristi e di quelli che non dimenticano il passato del presidente burkinabè Blaise Compaoré, anche lui ospite d’onore nella prima giornata dell’evento. Insomma, qualche critica intacca il consenso unanime al ministro Riccardi che alcuni mesi fa era riuscito ad incontrare il dittatore eritreo Isaias Afewerki senza suscitare pubblici dissensi.

Ci sono tutti gli ingredienti per un grande evento che sta suscitando molte attese e aspettative.
Come disse qualcuno…..Comunque vada sarà un successo!
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Speciale Forum Cooperazione – Ecco il parterre dell’evento

Ci sono tutti i presupposti perché sia un evento di alta visibilità per la cooperazione italiana così come voluto dal Ministro Riccardi, Anche prima di conoscere nello specifico i nomi degli speakers e il programma definitivo gli iscritti al Forum superano i 1500.
Ma il parterre presentato oggi è ricco di nomi importanti che daranno all’evento un rilievo mediatico importante. La prima giornata sarà moderata dalla Direttrice della DGCS Belloni e vedrà la partecipazione di Giuliano Pisapia, il premier Monti, il Ministro Riccardi, il Presidente del Burkina Faso Blaise Compaorè, il Commissario europeo per lo Sviluppo Andris Piebalgs, l’Amministratore Delegato eni Scaroni e il Ministro degli Affari Esteri Terzi. La voce delle ONG nelle testimonianze è portata dalla fondatrice della Maison Shalom Marguerite Barankitse, e dalla cooperante Rossella Urru del CISP.

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Ma siamo sicuri che questa è la cooperazione che vogliamo?

L’Associazione delle ONG italiane, Cini e Link 2007 hanno presentato oggi a Roma un documento di posizionamento unitario sul futuro della cooperazione dal titolo “La cooperazione internazionale allo sviluppo che vogliamo” davanti a una folta platea di addetti ai lavori e politici in vista dell’atteso Forum di ottobre. L’aspettativa era quella di leggere la visione della cooperazione internazionale in chiave non governativa, di trovare nel documento il contributo del settore non governativo alla nuova politica nazionale di cooperazione.
Invece si tratta di un documento, seppur interessante, politicamente molto neutro per essere un prodotto di organizzazioni non governative.
Sembra infatti che la prima preoccupazione delle ONG sia quella di rilanciare, attraverso la cooperazione, il sistema Italia, un’Italia moderna, il futuro dell’Italia nel nuovo contesto internazionale, l’immagine logorata dell’Italia all’estero, il ruolo dell’Italia in Europa, l’Italia inaffidabile (vedi il documento). Insomma una grande preoccupazione per l’Italia. Leggi altro ›

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Cos’è e perché serve un Dialogo Strutturato per la cooperazione

Tra le proposte da sottoporre al Presidente Monti in vista del Forum di ottobre abbiamo inserito non a caso l’avvio di un sistema di Dialogo Strutturato permanente con le ONG e con piacere registriamo che ad oggi questa proposta è la più votata nel sondaggio ancora in corso.
Ma forse non è noto a tutti cosa realmente sia il Dialogo Strutturato e quali siano i motivi che ci portano a proporlo come elemento di dibatto.
Pochi giorni fa una lettrice del blog, Gemma Arpaia di Iscos (consigliera in seno all’AOI), ha fatto riferimento in un suo commento al Dialogo Strutturato appena sperimentato in sede UE tra la Commissione e la società civile europea per disegnare le nuove politiche di sviluppo e di cooperazione dell’Unione (Structured Dialogue for an efficient partnership in development 2010-2012).
Questa esperienza appena conclusa non ha avuto in Italia un grande richiamo (e neanche partecipazione) nel settore della cooperazione e per questo ci sembra importante dedicare questo post ad un approfondimento sul Dialogo Strutturato europeo per dare ulteriori spunti e indicazioni rispetto a questa metodologia che potrebbe rivelarsi importante in un contesto come quello italiano della cooperazione, ancora in fase di stallo, alla ricerca di nuova energia per rilanciarsi. Leggi altro ›
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NEWS – CHI c’è nei 10 gruppi di lavoro della consultazione del Forum Cooperazione

Per ora sono 233 i nominati dal Ministero della Cooperazionea partecipare ai 10 tavoli di lavoro che prepareranno entro settembre i documenti tematici della consultazione per il Forum Cooperazione. 
La più nutrita delegazione è quella governativa, appartengono a diversi Ministeri il 24% dei partecipanti. Seguono le ONG con il 21%, Enti locali e sindacati hanno una quota dell’8% ciascuno, 7% ad associazioni di categoria e confederazioni, aziende e Università hanno rispettivamente l’1,5% ed infine le Organizzazioni Internazionali e ONU con l’0,8%.
La maggior parte dei partecipanti sono stati cooptati direttamente dal Ministero di Riccardi. Per quanti riguarda le ONG una parte sono rappresentanti delegati delle quattro aggregazioni maggiori, AOI, CINI, LINK e Colomba.
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NEWS – Ecco cosa sarà il Forum della Cooperazione Italiana

Sarà un evento di una giornata e mezzo a fine settembre (27 e 28 oppure 1 e 2 ottobre) a Milano (possibile location il Piccolo Teatro). Ci si aspetta una platea di almeno 500 partecipanti (fino a 900) e una lunga lista di personalità delle istituzioni e guest star dello spettacolo. Oggi alla pre-assemblea di Colomba a Milano è Iacopo Viciani, collaboratore del Ministro Riccardi, a dare le prime indiscrezioni sull’evento. Una prima mattinata in plenaria con una carrellata di interventi, il Presidente Napolitano, il Ministro di casa Riccardi, ospiti internazionali (si parla del Commissario Europeo Andris Piebalgs) e un finale con la star, un cantante, un attore? (Bono Vox? Clonney? chissà).
Nel primo pomeriggio i tavoli di lavoro sui 10 temi individuati e i paper usciti dal percorso di consultazione. Seconda mattinata con l’Italia che risponde. Il Presidente Monti, il settore privato, gli enti locali e la chiusura di slancio di Riccardi che presenterà un patto per la Cooperazione Italiana, il documento politico per il rilancio (che forse giace già sulla scrivania del Ministro).
100 posti riservati alle associazioni lombarde e altrettanti a studenti dei master italiani sulla cooperazione che verranno selezionati in questi mesi. Il Forum si arricchirà di una serie di side-events che alcune organizzazioni hanno già proposto e che potrebbero far parte di un calendario unico.
Ha ragione Viciani a dire che comunque vada sarà un successo, nel senso che alla brutta sarà una grande occasione per portare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica sulla cooperazione, cosa che non avviene in grande stile da anni.

Al di la dell’evento mediatico per le ONG la sfida è quella di portare il proprio contributo significativo e la propria specificità in un contenitore che si affolla e su una tematica su cui si ritiene di detenere la scienza e il know-how. Come incidere nei gruppi della consultazione in corso dove ci si siede al tavolo con decine di rappresentanti di realtà eterogenee? Gli enti governativi, i ministeri, i sindacati, le imprese, le università, le associazioni di categoria, gli enti locali…tutti progressivamente credono di far parte del vasto panorama degli attori della cooperazione del passato e del futuro.
A giudicare dal dibattito odierno dentro Colomba, il rischio è che la frammentazione della rappresentanza delle ONG in Italia questa volta possa giocare un brutto scherzo. I tempi della consultazione sono molto contratti (poco più di un mese per interagire nei tavoli con massimo due riunioni per gruppo). Nei tavoli siedono una serie di rappresentanti indicati del mondo non governativo (da Cini, Aoi, Link, Colomba e altre realtà) o contattati direttamente dal Ministero Il tempo per ricompattarsi ed arrivare a posizioni unitarie tra le ONG è davvero poco ed è chiaro che le ONG in questa dinamica di consultazione pesano poco anche in termini numerici. Ma ha ragione anche la rappresentante di Link 2007 (Cinzia Giudici) a dire che probabilmente saremo gli unici ad avere contenuti validi da proporre e quindi si tratta di giocarsela bene all’interno dei tavoli stessi.
L’impressione è di essere stati presi un po’ in contropiede e di trovarsi dalla posizione di chi attacca a quella di rincorrere dall’altra parte del campo.
O forse ci stiamo semplicemente preoccupando troppo? Crediamo che quelle pagine che usciranno dai tavoli siano troppo determinanti sulle future politiche? Magari il Ministro ha già veramente in testa la cooperazione italiana del futuro e tutto questo processo serve a creare attesa e partecipazione?
Speriamo che non sia quest’ultima la realtà e che si riesca anche con tempi stretti a portare la visione non governativa della cooperazione sotto le luci della ribalta.
Come fare? Abbandonare (temporaneamente?) le divisioni e gli screzi e pensare all’obiettivo comune di riuscire a rappresentare il futuro dell’impegno non governativo nella cooperazione internazionale. Pensare di proporre contenuti che uniscano e non quelli che oggi dividono il nostro mondo. Lavorare (almeno questa volta) sui contenuti più che sulla visibilità e il fund raising delle singole organizzazioni. Questi potrebbero essere alcuni spunti per riuscirci. Se ne avete altri da suggerire, il dibattito è come sempre aperto.
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Forum Cooperazione – LA PROPOSTA DI BandiONG

Vi abbiamo informato la settimana corsa sul processo di consultazioni che il Ministro Riccardi ha messo in moto in vista del Forum sulla Cooperazione Italiana che si terrà a Milano a fine Settembre. Il Ministro descrive il Forum come un cantiere d’idee per aggiornare l’azione di cooperazione dell’Italia alle nuove realtà del mondo in trasformazione. Si dice che dovrà essere un’occasione per innescare un confronto che sappia determinare una scossa culturale di rilancio della cooperazione, il Forum ha quindi l’obiettivo di raccogliere idee innovative, coinvolgendo anche nuove realtà.
Nei giorni scorsi è stato lanciato il percorso preparatorio partecipativo, strutturato intorno a dieci tracce di discussione che individuano i nodi da sciogliere per assicurare un riavvio della cooperazione italiana (ad esempio, come ci immaginiamo il futuro? In quali paesi lavorare? Cosa fare?).
Abbiamo pensato di proporre un contributo che parte da questo blog, in particolare dal primo sondaggio che lanciammo a novembre 2011. Vi chiedevamo proprio di darci delle buone idee da sottoporre al neo Ministro Riccardi. Il 64% dei votanti aveva chiesto al Ministro di promuovere un’azione di TRASPARENZA in casa DGCS partendo dalla revisione delle modalità di valutazione ed erogazione dei Progetti Promossi ONG.
E’ proprio su questo tema che vogliamo proporre un paper al Forum all’interno del tema strutturato n°4 da titolo “Nuove modalità di erogazione delle risorse della cooperazione italiana a sostegno di progetti proposti da ONG (fino ad oggi denominati Promossi ONG)”.
La proposta è molto semplice e concreta:
Si propone che la DGCS selezioni i progetti delle ONG ai quali accordare un co-finanziamento SOLO attraverso BANDO pubblico sul modello dei “call for proposal”di EuropeAid. 

Per rendere ancora più partecipata questa proposta, che andrà inviata al Ministero entro il 30 giugno, vi chiediamo di leggerla nei dettagli e inviarci eventuali adesioni da parte della vostra ONG, associazione, organizzazione. Crediamo che sarà più incisiva se firmata da diversi attori della realtà non governativa italiana. (Scarica la proposta di BandiONG)
POTETE SEGNALARE LE VOSTRE ADESIONI RISPONDENDO CON UN COMMENTO A QUESTO POST OPPURE SCIVENDO UNA MAIL A redazione@bandiong.it

Grazie a tutti e buona discussione !
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NEWS – Forum nazionale della cooperazione, Riccardi lancia la consultazione

Il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione sta preparando il Forum nazionale della cooperazione allo sviluppo che si terrà a Milano a fine settembre. Si tratta di un appuntamento pubblico di un giorno e mezzo che farà incontrare i cittadini interessati, gli esperti, i giovani e gli attori tradizionali e nuovi della cooperazione allo sviluppo con le più alte cariche dello Stato e con i Ministri europei e dei paesi del Sud del mondo.
L’ambizione del Forum è di far incontrare tutti gli individui e gruppi che vogliono e pensano che la cooperazione allo sviluppo sia una parte dell’identità del nostro Paese e che debba essere elemento centrale del rilancio del profilo internazionale dell’Italia.
Nel Documento di Economia e Finanzia, il Governo ha riconosciuto che “un riallineamento graduale della cooperazione allo sviluppo permetterà di rilanciare il profilo internazionale dell’Italia, la presenza in aree strategiche, le eccellenze e i vantaggi comparati, qualificandosi come un investimento con ritorni in termini di credibilità”.
Nelle giornate del Forum si alterneranno sessioni plenarie a momenti di lavoro partecipati, ma l’incontro sarà anche un cantiere d’idee per aggiornare l’azione di cooperazione dell’Italia alle nuove realtà del mondo in trasformazione.
Per innescare un confronto cha sappia determinare una scossa culturale di rilancio della cooperazione, il Forum ha l’obiettivo di raccogliere idee innovative, coinvolgendo anche nuove realtà, tra cui gli studenti universitari dei corsi di cooperazione.
Il momento del Forum nazionale è preceduto da un percorso preparatorio partecipativo, strutturato intorno a dieci “tracce di discussione” che individuano i nodi da sciogliere per assicurare un riavvio della cooperazione italiana (ad esempio, come ci immaginiamo il futuro? In quali paesi lavorare? Cosa fare? ).

 Alla conclusione del Forum sarà presentato il “Patto nazionale per il rilancio della cooperazione allo sviluppo”, un manifesto d’intenti che rilegittimi la centralità della politica pubblica di cooperazione e tracci alcune direttive per una ripresa quantitativa e qualitativa della cooperazione italiana.

Il Forum Nazionale sulla Cooperazione raccoglierà gli spunti di riflessione che saranno prodotti dai gruppi di lavoro incaricati di produrre delle tracce per ciascuno dei 10 temi da svilupparsi tra maggio e settembre 2012. Chiunque, sia in rappresentanza di enti o istituzioni sia come privato cittadino, interessato a fornire un contributo ai gruppi di lavoro è invitato a farlo nelle modalità di seguito indicate. L’obiettivo infatti è quello di mantenere un canale di consultazione aperto anche al di fuori dei soggetti che tradizionalmente sono parte attiva nelle tematiche di cooperazione allo sviluppo, consentendo loro quindi di far arrivare idee e contributi validi perché possano essere presi in considerazione all’interno dei gruppi di lavoro.
I 10 gruppi si riuniranno per discutere intorno alle seguenti tracce:
Gruppo 1: Come l’Italia immagina lo sviluppo mondiale post 2015?
  • Parole chiave della discussione:Rio+20, il dibattito post-Obiettivi del Millennio; la sostenibilità ambientale; diseguaglianze; coesione sociale globale; benessere oltre il PIL, lavoro dignitoso.
Gruppo 2: Dove stare? Una nuova lettura geopolitica per la cooperazione italiana
  • Parole chiave della discussione:priorità geografiche
Gruppo 3: Cosa fare? eccellenze italiane, innovazioni e priorità
  • Parole chiave della discussione:priorità settoriali (salute, agricoltura,governance, formazione, etc); attori (cooperazione decentrata, università, società civile del Sud, etc); strumenti (crediti agevolati, budget support, assistenza tecnica etc), punti di forza.
Gruppo 4: Come fare? modelli, risorse e coerenza delle politiche
  • Parole chiave della discussione:Riforma legge 49/87, architettura istituzionale, Parlamento, la cooperazione degli altri, OCSE/DAC finanziamento dello sviluppo, meccanismi innovativi, sinergie, meccanismi di coerenza, coordinamento interministeriale, cabina di regia
Gruppo 5: Il ruolo dell’Italia nelle aree di crisi
  • Parole chiave della discussione:risposta emergenze, legame emergenza-sviluppo, stati fragili, rapporto civili-militari, decreto missioni internazionali, prevenzione dei disastri
Gruppo 6: Il partenariato pubblico privato: modelli ed esperienze a servizio della cooperazione
  • Parole chiave della discussione:PPP, PMI, blending, joint venture, internazionalizzazione, inclusione finanziaria, responsabilità sociale d’impresa, slegamento dell’aiuto, riforma articoli 6 e 7 legge 49/87
Gruppo 7: Cooperazione e gratuità: volontariato, terzo settore e no-profit
  • Parole chiave della discussione:società civile, ONG, idoneità, giovani, scuole, commercio equo e solidale,enabling environment(quadro giuridico), 5×1000 e deducibilità, filantropia, fundraising, cooperazione “popolare”, opinione pubblica, advocacy
Gruppo 8: Ruolo delle diaspore e comunità migranti nella cooperazione: oltre le rimesse
  • Parole chiave della discussione:costo delle rimesse, consumo e investimento, fuga dei cervelli, migrazione di ritorno, imprenditorialità
Gruppo 9: Verso una strategia multilaterale unitaria: Nazioni Unite, Banche e Fondi di sviluppo e Unione Europea
  • Parole chiave della discussione:programmazione, negoziati/replenishment, earmarking/core funding, ritorni, efficacia,agenda for change, prospettive finanziarie, cooperazione delegata,spending review
Gruppo 10: Valutare e comunicare i risultati: efficacia e trasparenza
  • Parole chiave della discussione:accountability, media, opinione pubblica, Parlamento, indipendenza, retroazione, ex post, impatto, rete, open data, social network, rischio fiduciario
Entro il 10 maggio saranno aperte delle caselle di posta elettronica, una per gruppo, alle quali sarà possibile inoltrare i contributi; essi devono essere non più lunghi di 3.000 caratteri e necessariamente strutturati su 3 paragrafi:
I   stato dell’arte dell’Italia rispetto al tema
II  valore aggiunto dell’approccio italiano
III raccomandazioni specifiche.
Le consultazioni termineranno il 30 giugno 2012.
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