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Nuovi bandi DGCS, gli operatori chiedono più bandi con fase di pre-selezione

Sono quasi 700 i voti che avete espresso in queste due settimane di sondaggio sui nuovi bandi che la DGCS del MAE dovrà elaborare e lanciare nel 2013 per l’erogazione di risorse alle ONG. Un forte interesse soprattutto degli operatori di ONG e associazioni che quotidianamente si misurano con la progettazione e la realizzazione degli interventi di cooperazione internazionale. Ma quello delle risorse è decisamente un tasto sensibile per una serie di motivi che sotto diverse forme sono emersi dai risultati del sondaggio.

In primis c’è sicuramente un malcontento di fondo sulla gestione dei fondi destinati a supportare le iniziative delle ONG, le lamentele arrivano da tutti i fronti, gli operatori delle organizzazioni, i funzionari della DGCS, i partner e in ultimo la Corte dei Conti. La richiesta più evidente è la garanzia di trasparenza nella valutazione e selezione delle iniziative da finanziare.
In secondo luogo c’è l’inadeguatezza e la complicazione delle norme fino ad oggi vigenti che hanno reso la vita difficile a chiunque si sia dovuto cimentare a metterle in pratica mettendo spesso a repentaglio anche il buon esito delle iniziative finanziate. Leggi altro ›
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Come saranno i nuovi bandi del MAE?

E’ quello che si chiedono molti operatori delle ONG, infatti diversi di voi ci hanno scritto per chiederci se ne sapessimo qualcosa in anteprima visto che nei giorni scorsi alcuni nostri post hanno accennato alle riunioni in corso tra DGCS e ONG per mettere a punto le così dette nuove procedure concorsuali.
Purtroppo nessun documento è stato ancora reso noto a riguardo e per questo ci siamo rivolti ad uno dei partecipanti al tavolo MAE-ONG per chiedergli come saranno i nuovi bandi e quale sia il suo personale punto di vista. Si tratta di Giancarlo Malavolti portavoce della Piattaforma ONG idonee dell’AOI.
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Regali di Natale dalla DGCS ?

L’Associazione delle ONG Italiane reagisce duramente alle voci di corridoio che vedrebbero in fase di approvazione una serie di progetti promossi nel prossimo Comitato Direzionale in programma per il 17 dicembre prossimo.  E’ il portavoce della Piattaforma ONG idonee, Giancarlo Malavolti, a chiedere conto rispetto a queste indiscrezioni al Ministro Riccardi e alla Direttrice DGCS Belloni con una lettera diffusa ieri sera.
Per capire la motivazione della lettera è utile ricapitolare quanto successo nel 2012 nella dinamica tra le ONG e la DGCS rispetto alle proposte progettuali dei così detti Progetti Promossi ONGLeggi altro ›
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Le ONG scrivono a Monti per salvare gli aiuti europei allo sviluppo

Presidente Monti è il momento di andare avanti! La crisi non può essere pagata dagli ultimi, quelli che in molti paesi del sud del mondo contano ancora sugli aiuti europei per uscire dalla fame e dalla povertà.
E’ questo in estrema sintesi l’appello che le ONG, riunite nella piattaforma unitaria Europa, lanciano al premier in vista del vertice del 22 e 23 novembre dove si decideranno le sorti del nuovo bilancio europeo 2014-2020.
C’è scontro in Europa sul mantenimento della proposta di finanziare con 51 miliardi di euro il budget degli aiuti per il periodo 2014-2020. Il primo ministro britannico Cameron ha minacciato il veto al summit della settimana prossima se il livello degli aiuti europei dovesse aumentare rispetto al 2011. Leggi altro ›

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Dopo il Forum, il bilancio per le ONG

Il sasso lanciato da Riccardi nello stagno ha veramente smosso le acque della cooperazione internazionale. Acque quiete che si stanno asciugando sotto il sole della crisi e di una biodiversità a rischio. La suggestione proposta dal ministro vorrebbe che a questo stagno tornassero ad affluire acque fresche e copiose, nuovo ossigeno, nuove specie a popolare la flora e la fauna della cooperazione. Non più uno stagno quindi ma un mare di opportunità con orizzonti aperti. La suggestione piace a tutti così come lo slancio ideale e la grinta con cui Riccardi ci propone una nuova cultura della cooperazione e della solidarietà. Leggi altro ›

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Scintille tra ministeri sulla cooperazione: due diverse visoni dello stesso esecutivo

A pochi giorni dal Forum della Cooperazione internazionale, che si terrà a Milano i primi di ottobre, scoppiano le prime scintille tra il ministero della Cooperazione internazionale e l’Integrazione e il ministero degli Affari esterisul tema della cooperazione. L’occasione è stata l’incontro “La cooperazione internazionale allo sviluppo che vogliamo”, organizzato dall’associazione delle Ong italiane, Cini e Link proprio in vista dell’appuntamento voluto dal ministro Riccardi. Attori della discussione, sotto gli occhi dei responsabili delle diverse organizzazioni riunite presso la Sala conferenza di Piazza Montecitorio, Marta Dassù, sottosegretario del ministero degli Affari esteri e Mario Giro, Consigliere del ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione. A riscaldare un convegno fino a tarda mattinata pacato, la questione dei tagli alla Cooperazione. Tagli, ha spiegato Giro, che quando toccano le questioni estere finiscono sempre per finire sulla cooperazione. Leggi altro ›

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Medio Oriente e Mediterraneo, riparte la piattaforma ONG

Ripartono i lavori della Piattaforma ONG italiane Medio Oriente e Mediterraneo in un periodo particolarmente delicato per questo contesto geografico, il conflitto in Siria, il post primavera araba e gli ultimi tumulti delle comunità musulmane sulla libertà d’informazione. Un area di priorità strategica del nostro governo e dalla cooperazione italiana. Ne è convinta anche Martà Dassù, Sottosegretario agli Esteri, che individua in questo ambito il futuro degli sforzi italiani in politica estera e di cooperazione. Si riparte con un evento organizzato a Milano per il prossimo 27 settembre, parte integrante delle iniziative a latere del Forum Cooperazione. L’Italia nel Mediterraneo e in Medio Oriente: Cooperazione internazionale  e Società Civile per la Democrazia e la Pace, questo il titolo dell’evento.
Valorizzare lo strumento della cooperazione internazionale allo sviluppo dell’Italia come contributo ai processi di pacificazione, tutela dei diritti e promozione della democrazia nei paesi del Mediterraneo e in Medio Oriente, rafforzando le partnership con i paesi del Mediterraneo per supportarne lo sviluppo economico e i diritti sociali. Leggi altro ›

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Ma siamo sicuri che questa è la cooperazione che vogliamo?

L’Associazione delle ONG italiane, Cini e Link 2007 hanno presentato oggi a Roma un documento di posizionamento unitario sul futuro della cooperazione dal titolo “La cooperazione internazionale allo sviluppo che vogliamo” davanti a una folta platea di addetti ai lavori e politici in vista dell’atteso Forum di ottobre. L’aspettativa era quella di leggere la visione della cooperazione internazionale in chiave non governativa, di trovare nel documento il contributo del settore non governativo alla nuova politica nazionale di cooperazione.
Invece si tratta di un documento, seppur interessante, politicamente molto neutro per essere un prodotto di organizzazioni non governative.
Sembra infatti che la prima preoccupazione delle ONG sia quella di rilanciare, attraverso la cooperazione, il sistema Italia, un’Italia moderna, il futuro dell’Italia nel nuovo contesto internazionale, l’immagine logorata dell’Italia all’estero, il ruolo dell’Italia in Europa, l’Italia inaffidabile (vedi il documento). Insomma una grande preoccupazione per l’Italia. Leggi altro ›

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Le ONG unite verso il Forum, sette punti per realizzare la cooperazione che vogliamo

A due settimane dall’atteso evento di Milano le tre principali realtà associative delle ONG italiane (AOI, Cini e Link 2007) presentano un documento di posizionamento unitario che sintetizza le posizioni condivise sul futuro della cooperazione internazionale in Italia. Il documento integrale sarà presentato in occasione del convegno di giovedì 20 a Roma.

Sono sette le richieste specifiche di AOI, Cini e Link 2007, richieste che in diverse occasioni sono state esplicitate e sottoposte agli attori istituzionali durante tutto il 2012. Leggi altro ›
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Ma chi vuole la riforma della legge sulla cooperazione?

Pubblichiamo volentieri un interessante analisi sul braccio di ferro in corso sulla riforma della legge 49/87 di Fabio Pipinato (Unimondo.org).

La legge sulla cooperazione internazionale sembra in dirittura d’arrivo. La prossima settimana, probabilmente, passerà il vaglio della Commissione Esteri al Senato. L’accelerazione, prima del Forum dell’1-2 ottobre, indispettisce molti in quanto non è possibile approvare una legge a Roma ancor prima di conoscere il “Patto nazionale per la nuova cooperazione allo sviluppo” (il manifesto d’intenti che uscirà dal Forum di Milano per rilegittimare la centralità della politica pubblica di cooperazione e per tracciare alcune direttive volte a una ripresa quantitativa e qualitativa della Cooperazione italiana).
Attraversiamo le diverse fratture. La prima sta all’interno del governo italiano. Un vero e proprio “braccio di ferro“ tra il Ministero Affari Esteri, che per decenni ha bistrattato questa politica alla stregua di un bancomat e non le ha mai dato dignità, ed il Ministro alla Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi. Ma perché c’è tensione se non vi sono risorse? Non è del tutto vero! L’ammontare previsto dalla legge è di 3 miliardi di euro, forse qualcosa in più anche se molto meno dello 0,7% del PIL promesso in ogni dichiarazione pubblica. Ove vanno questi denari? 1 miliardo va direttamente all’Unione Europea per la cooperazione delegata all’Ue. In sostanza si dona e ci si dimentica di averlo fatto. Un altro miliardo, grosso modo, va a livello internazionale alle diverse agenzie e programmi Onu.

Ed il terzo miliardo? La riforma vorrebbe dare un po’ di logica alla spesa del miliardo residuo non vincolato da leggi di settore. Mi spiego. Con quelle risorse non si può andare a sostenere i contadini in fuga in quanto i loro campi sono stati allagati dall’acqua raccolta da una diga, che è stata a sua volta finanziata con denari del Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito di un programma di “relazioni internazionali” tra paesi. Per far questo si vorrebbe includere in un fondo unico tutte le risorse sparse nei diversi ministeri. Logico, no? No!

E qui spunta il primo nemico della legge: Umberto Grilli. Il Ministero dell’economia e delle Finanze, infatti, gestisce gran parte di questo portafoglio e non ha intenzione di cederlo, in nome della coerenza delle politiche e delle relazioni internazionali, ad un suo compagno di governo (che si chiami Terzi o Riccardi). E fa resistenza.

Il secondo nemico “pro tempore” della legge si chiama Andrea Riccardi stesso. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio non è d’accordo che la “cooperazione internazionale” rientri nell’ambito del Ministero Affari Esteri. Vorrebbe avesse una sua specificità incardinata, come lo è oggi, a Palazzo Chigi. Questa sua fermezza porta a bloccare l’approvazione almeno sin tanto che il Forum da lui stesso indetto non si sia espresso. Sarà anche un Ministro senza portafoglio ma Riccardi ha “potere di veto” a Palazzo Chigi. E sappiamo benissimo che solo se il governo spinge le Commissioni, anche le Camere potrebbero approvare la normativa, altrimenti si rischiano le calende greche.

Il terzo è Terzi. Il ministro Affari Esteri Giulio Terzi non ha motivo di ostacolare la legge, a differenza, per ragioni diverse, dei colleghi Riccardi e Grilli. Comprende che il Suo Ministero ha per lungo tempo bistrattato la cooperazione e sembra aver accettato la presenza dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Una sorta di “servizio sociale” a tutela del bambino (coop. Internazionale) maltrattato per lungo tempo dal genitore (Ministero Affari Esteri). Attenzione, però. “Non ostacolare” non significa “auspicare che venga approvata”, per cui non aspettiamoci alcun push dalla Farnesina.

Se in ambito governativo c’è guerra, cosa troviamo in ambito “non governativo”?
Apriti cielo. Il CIPSI, un cartello di 40 ONG, dice no ad una riforma apparente della cooperazione. Per Guido Barbera “l’attuale presenza di un Ministro per l’integrazione sociale e la cooperazione è un punto di non ritorno per la nostra amministrazione pubblica”. Ancor più duro il COCIS. Parla di “occasione perduta“: la legge riconduce la Cooperazione nell’alveo degli interessi nazionali tradizionali curati dal Ministero degli Esteri, nega la complementarietà e sussidiarietà dei soggetti non statali a cominciare dalle Regioni, dagli Enti Locali e dall’insieme della società civile, non si attrezza per operare sui temi indicati nello stesso art.1 della legge “costruzione di relazioni paritarie, fondate sui principi di interdipendenza, partenariato, mutualità e sussidiarietà”.

Più possibilisti sono invece l’Associazione ong italiane (Aoi), il Cini e Link 2007 che hanno presentato al Comitato ristretto della Commissione esteri del Senato una nota al disegno di legge 1744 sulla cooperazione ed indicono un incontro il 20 settembre in Piazza Montecitorio.

Gianfranco Cattai, presidente della Focsiv ed AOI, auspica un compromesso inedito che potrebbe sanare le diverse fratture; governative e non. Auspica che “il testo che uscirà dal Senato possa poi essere migliorato dalle indicazioni emerse dal Forum e che la Camera dovrebbe recepire”.

D’altronde, come monitora openparlamento, con 39 disegni di legge, 39 mozioni, 11 interpellanze, 15 interrogazioni orali, 48 scritte, 19 in commissione, 4 risoluzioni di assemblea, 16 risoluzioni in commissione, 6 conclusive, 73 odg in assemblea, 16 odg in commissione, e 13 audizioni ci sembra si possa, finalmente, chiudere. Che ne dite?

 

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Presidente Monti, non servono solo soldi per le ONG e la cooperazione !

Da anni il ritornello delle ONG italiane è stato quello di chiedere al governo di turno più fondi e il rispetto del famoso 0,7% del PIL per supportare le attività di cooperazione internazionale. Quasi sempre il settore della cooperazione e le sue rappresentanze si sono fatte sentire con forza non appena un taglio si è prospettato all’orizzonte per proteggere il già esile impegno italiano nella lotta contro la povertà. 
Questo leitmotiv per la verità non è stato solo italiano, lo testimonia la lunga campagna di star come Bono e Geldof che a livello globale hanno preso di mira i vertici internazionali. E’ di poche settimane fa l’autocritica di diversi esponenti delle ONG britanniche che ammettono di aver dedicato troppi sforzi ad una battaglia sterile per il rispetto degli impegni dei grandi e aver trascurato una battaglia più strutturale sulla nuova agenda dello sviluppo in vista del 2015. Sarà che, come sostiene anche il nostro Ministro Riccardi, alla cooperazione italiana in crisi d’identità serve oggi un rilancio non solo finanziario, ma il risultato del sondaggio appena concluso su questo blog mostra un decisa richiesta degli operatori e dei volontari del settore di spazi per dialogare e discutere le politiche più che la richiesta di fondi per realizzare progetti. Leggi altro ›
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Le ONG al bivio sul futuro dello sviluppo, fornire aiuti e servizi o fare advocacy ed empowerment?


Fa scintille nel mondo non governativo anglosassone uno studio pubblicato dall’Università di Manchester che sostiene che le ONG siano troppo sbilanciate verso gli aiuti e l’erogazione di servizi piuttosto che attive per eliminare le cause della povertà.
La polemica crescente è documentata da un articolo del Guardian che riassume le reazioni alla pubblicazione della ricerca universitaria che accusa le ONG di aver perso il loro “eroico spirito iniziale” in favore di un approccio iper-professionalizzato e apolitico che non ha impatto nel cambiamento e nelle battaglie sociali dei più poveri. Nicola Banks e David Hulme dipingono le ONG come strutture burocratiche asservite a donatori e governi e integrate in un sistema di aiuti che non incide sulle cause della povertà. Leggi altro ›
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Cos’è e perché serve un Dialogo Strutturato per la cooperazione

Tra le proposte da sottoporre al Presidente Monti in vista del Forum di ottobre abbiamo inserito non a caso l’avvio di un sistema di Dialogo Strutturato permanente con le ONG e con piacere registriamo che ad oggi questa proposta è la più votata nel sondaggio ancora in corso.
Ma forse non è noto a tutti cosa realmente sia il Dialogo Strutturato e quali siano i motivi che ci portano a proporlo come elemento di dibatto.
Pochi giorni fa una lettrice del blog, Gemma Arpaia di Iscos (consigliera in seno all’AOI), ha fatto riferimento in un suo commento al Dialogo Strutturato appena sperimentato in sede UE tra la Commissione e la società civile europea per disegnare le nuove politiche di sviluppo e di cooperazione dell’Unione (Structured Dialogue for an efficient partnership in development 2010-2012).
Questa esperienza appena conclusa non ha avuto in Italia un grande richiamo (e neanche partecipazione) nel settore della cooperazione e per questo ci sembra importante dedicare questo post ad un approfondimento sul Dialogo Strutturato europeo per dare ulteriori spunti e indicazioni rispetto a questa metodologia che potrebbe rivelarsi importante in un contesto come quello italiano della cooperazione, ancora in fase di stallo, alla ricerca di nuova energia per rilanciarsi. Leggi altro ›
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INTERVISTA esclusiva al Ministro Riccardi

In questi mesi ci siamo posti tante domande su come funziona e potrà funzionare in futuro la cooperazione in Italia. Attraverso i sondaggi abbiamo sentito direttamente l’opinione della community degli operatori e volontari del settore, un’opinione sempre più consapevole grazie agli approfondimenti e allo scambio d’informazioni che anche questo blog sta mettendo in moto. Un nuovo modo per far sentire l’opinione di molti e metterla a disposizione di chi ci rappresenta da anni (o decenni) nelle sedi istituzionali e che spesso non consulta nessuno.
Abbiamo chiesto al Ministro Andrea Riccardi di rispondere alle stesse domande che ci siamo posti per capire che sintonia ci possa essere e cosa abbia in mente per rilanciare e rinnovare la cooperazione italiana.

Di seguito il testo integrale e le risposte del Ministro che come sempre vi chiediamo di commentare nello spazio a fondo pagina. Buona lettura e grazie al Ministro per aver accettato questo nostro invito!

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ONG Italiane, tutte unite per contare in Europa

Quando si guarda oltre confine, fuori dal panorama italiano, si riesce a uscire dalla competizione provinciale che oggi caratterizza il mondo non governativo del nostro paese. Quando per far sentire la propria voce e raggiungere gli interlocutori europei non bastano più le conoscenze personali e le appartenenze si riesce a trovare uno spirito positivo e unitario. Questo è un segnale positivo che viene dell’avvio del percorso di costituzione della Piattaforma Europa, promossa a Roma due giorni fa dall’Associazione delle Ong Italiane.
AOI, unico socio italiano di Concord (European NGO confederation for Relief and Development), per promuovere una più larga partecipazione delle ONG e delle associazioni italiane di cooperazione internazionale al dibattito e alle attività della Confederazione delle ONG europee, propone appunto di costituire una Piattaforma Europa a cui sia conferito il mandato di rappresentare nel modo più ampio e plurale il movimento non governativo italiano.
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