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Dopo Expo la fame resta un tema sconosciuto a metà degli italiani

Anche dopo l’abbuffata di Expo 2015, in fatto di fame nel Mondo quasi un italiano su due ammette di saperne molto poco, il 39% pensa che a soffrirne siano tra 1,6 e 3 miliardi e una persona su cinque non sa nemmeno indicarne un valore approssimativo. Eppure la fame nel mondo resta tra le priorità indicate dall’opinione pubblica. Al primo posto troviamo il terrorismo internazionale seguito dalla disoccupazione e – praticamente a pari merito – dalle guerre e dalla fame nel mondo. E di Expo 2015, cosa pensano gli italiani? Il 33% pensa sia stata una grande fiera per promuovere prodotti, marche, aziende. Solo il 14% pensa sia stato davvero un momento di riflessione su come risolvere i problemi alimentari del Mondo. Sono questi alcuni dei risultati di un’indagine sulla percezione degli italiani della fame nel Pianeta, delle sue cause e delle possibili soluzioni, realizzata da Mani Tese e AstraRicerche. Leggi altro ›

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Cinque motivi per cui i donatori non finanziano direttamente le ONG locali

Poco più dell’1% di tutti gli aiuti ufficiali, e una parte ancora più piccola dei fondi destinati all’assistenza umanitaria, raggiungono direttamente il cosiddetto sud del mondo. Anche le fondazioni private, secondo una ricerca ancora inedita, preferiscono canalizzare la maggior parte dei loro finanziamento attraverso quelli che possiamo chiamare “funder-mediaries” nel nord (intermediari di fondi). Secondo alcuni osservatori questa incapacità dei donatori di supportare direttamente la società civile dei paesi partner creerebbe inefficienze e minerebbe lo sviluppo stesso delle organizzazioni locali. La rete globale Civicus ha dedicato un rapporto annuale a questo tema chiedendo ai principali donor globali perché non sembrano in grado, o non vogliono, finanziare direttamente le organizzazioni locali. Ecco le cinque risposte più frequenti registrate Leggi altro ›

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Etica e comunicazione, l’AOI propone un tavolo multi-stakeholder

Se c’è un tema che negli ultimi anni ha sempre animato il dibattito, anche su questo blog, degli operatori della cooperazione, è proprio quello dell’etica della comunicazione. L’utilizzo delle immagini nella raccolta fondi e la narrazione complessiva che le ONG veicolano del cosiddetto sud del mondo è uno dei dibattiti più spinosi del settore. Da un lato i fautori del “fine giustifica i mezzi” e dall’altra chi, invece, bolla questo modo di comunicare come “pornografia del dolore”. Fino ad oggi però abbiamo letto opinioni dell’una e dell’altra parte senza trovare il modo di passare all’azione. Eppure la necessità di trovare un codice di condotta comune è ormai riconosciuta da tutti gli attori che intervengono in questi ambiti, cooperanti, dirigenti e operatori delle ONG, agenzie di comunicazione, creativi, fundraiser, fotografi, giornalisti e copywriter. Una proposta inclusiva per arrivare a un codice di condotta o al codice di autodisciplina della comunicazione valido sia per le organizzazioni profit che non profit, arriva dall’AOI, Leggi altro ›

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Migrazioni e SDGs, le ONG chiedono un impegno a Gentiloni

I ministri dello sviluppo dell’UE si riuniscono oggi a Lussemburgo nel Consiglio “Affari esteri”. All’ordine del giorno ci sono le questioni umanitarie, l’emergenza migratoria e lo sviluppo delle relazioni fra l’Ue e i Paesi Acp (Africa, Caraibi e Pacifico). Si prevede inoltre che i ministri adottino delle conclusioni sul piano d’azione dell’UE sulla parità di genere e l’emancipazione femminile nella cooperazione allo sviluppo. Ma il tema ancora caldo sarà sempre quello delle migrazioni. I ministri dovranno valutare i progressi compiuti nella creazione del “fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare in Africa”, fondo che dovrebbe promuovere opportunità sociali ed economiche nei paesi africani per gestire meglio la migrazione. In occasione di questo consiglio Concord, insieme alle rappresentanze italiane delle ONG, ha inviato una lettera al Ministro Gentiloni chiedendo un impegno importante dell’Italia sui temi in discussione. Leggi altro ›

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Progetto Open Cooperazione, online i primi dati aggregati e la mappa collaborativa

Poco prima dell’estate abbiamo lanciato il progetto Open Cooperazione, una nuova iniziativa in rete che vuole aiutare le organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale e nell’aiuto umanitario a investire in trasparenza e accountability. Il sito è una prima risposta alla grande sfida della cosiddetta “Data Revolution” lanciata da qualche tempo a livello internazionale e fortemente ribadita in occasione del lancio dell’Agenda 2030 e degli SDGs presso le Nazioni Unite. In questi primi mesi il progetto ha suscitato grande interesse nel settore della cooperazione sia in Italia che all’estero. Oltre 70 ONG e Associazioni Leggi altro ›

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Jobs Act, accordo tra ONG e Sindacati sui contratti di Co.co.co

Lo scorso 14 settembre i rappresentanti sindacali di Nidil CGIL, FELSA-CISL, UILTEMP e le reti di ONG, AOI e LINK2007 hanno firmato un accordo di armonizzazione, che porta l’Accordo Collettivo Nazionale sulle collaborazioni coordinate e continuative a progetto, già in atto dal 2013, ad essere in linea con la nuova normativa in tema di lavoro. Il D.Lgs. n.81/2015, in vigore dal 25 giugno 2015, ha abrogato infatti la collaborazione coordinata e continuativa a progetto, che costituiva la forma contrattuale più utilizzata dalle ONG, sia per i collaboratori all’estero che per quelli in Italia. Il Jobs Act stabilisce inoltre che, dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione cosìdetti coordinati e continuativi a meno che non esista un accordo collettivo nazionale stipulato dalle associazioni sindacali più rappresentative. Leggi altro ›

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Non ti piace la pubblicità di una ONG? Faglielo sapere!

Più volte abbiamo parlato nelle pagine del blog dell’immagine che spesso le ONG continuano a veicolare dell’Africa e dei paesi più poveri al solo scopo di raccogliere fondi. L’impressione è che questo fenomeno del mondo della comunicazione, da molti denominato pornografia della povertà o del dolore, sia destinato a durare a lungo nonostante la narrazione dello sviluppo e della povertà stia facendo passi avanti in un contesto completamente cambiato che non può più giustificare immagini e racconti estremi su fame e malnutrizione come quelli che continuiamo a vedere sui giornali, in tv e su internet. La consapevolezza che si tratta di puro marketing per raccogliere fondi è ormai abbastanza diffusa nell’opinione pubblica e sono sempre più le persone irritate da questo tipo di messaggio che però evidentemente raccoglie ancora consenso e buone redemption in termini di raccolta fondi. Leggi altro ›

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15 cose da sapere sulle ONG nel mondo

A volte è difficile capire quanto conta nel mondo il settore non governativo soprattutto davanti agli orizzonti attuali che lo vedono in una fase di grande cambiamento. Si parla sempre più di una fase di “mutamento” delle ONG, di nuovi attori privati che in futuro le metteranno in discussione sottraendo spazi di operatività guadagnati dal non governativo negli ultimi 50 anni. E’ anche difficile reperire dati, statistiche e informazioni precise che possano aiutare a contabilizzare questo settore. Quanti siamo? Quante risorse possiamo mobilitare? Quanto contiamo politicamente? Qui di seguito trovate una raccolta di dati che possono aiutarci a dare una dimensione al mondo non governativo, nel bene e nel male. Leggi altro ›

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Riforma della cooperazione un anno dopo: è tempo di fare un bilancio

I più ottimisti potranno dire che per una riforma approvata dopo 27 anni di attesa, un anno in più non conta granché. Ebbene sì, è passato già un anno da quando il parlamento ha licenziato la riforma della cooperazione allo sviluppo diventata legge a fine agosto del 2014. Dodici mesi nei quali si sarebbero dovuti scrivere i regolamenti attuativi e varare gli organi previsti dalla nuova legge 125, in primis il Consiglio Nazionale e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione fortemente voluta dall’ex vice ministro Lapo Pistelli. Un anno dopo, ironia della sorte, non c’è l’Agenzia e nemmeno il vice ministro Pistelli. Leggi altro ›

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Conferenza di Addis Abeba, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Si è conclusa la scorsa settimana nella capitale etiope la terza conferenza internazionale per il finanziamento allo sviluppo delle Nazioni Unite, che ha adottato l’Addis Abeba Action Agenda. L’obiettivo era quello di mobilitare le risorse per raggiungere nei prossimi quindici anni gli Obiettivi di sviluppo sostenibile che saranno adottati il prossimo settembre a New York in sede ONU. Dopo complicate negoziazioni, già in corso dall’inizio del 2015, si è arrivati sul filo del rasoio a un accordo che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi 9 mesi. In pochi si dicono davvero soddisfatti dagli esiti del vertice e sottolineano che l’accordo mette in evidenza la centralità dell’aiuto allo sviluppo anche nell’agenda dei prossimi 15 anni. Molte di più le critiche e la delusione di chi si aspettava uno slancio compatto dei grandi del mondo davanti a obiettivi così importanti come la lotta alla povertà e la sicurezza alimentare. Leggi altro ›

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Parte il Consiglio Nazionale ma senza il Viceministro

Con tanti mesi di ritardo è finalmente arrivata la prima convocazione lampo del Consiglio Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, istituito dalla L.125/2014, che si riunirà oggi a Roma. E’ il luogo in cui tutti gli attori, pubblici e privati, si confrontano ed esprimono pareri e valutazioni e avanzano proposte in relazione alle strategie delineate e misure indicate dal Governo; ci saranno tutti i membri nominati dal MAECI e quelli designati dalle rappresentanze di categoria, tranne uno, il Viceministro della Cooperazione internazionale. Leggi altro ›

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Una mappa collaborativa della Cooperazione

Alcune settimane fa vi abbiamo presentato il progetto Open Cooperazione, un nuovo sito che vuole aiutare il mondo delle ONG e della Cooperazione a investire in trasparenza e accountability. La risposta è stata di grande interesse e diverse organizzazioni stanno già lavorando alla compilazione dei propri dati. A breve inizieranno ad essere visibili sul sito le informazioni caricate nel database. Ma Open Cooperazione non è soltanto una vetrina di trasparenza, è un esperimento di web collaborativo che consentirà di aggregare i dati inseriti da tutte le organizzazioni per rappresentare in modo completo il peso e il valore che la società civile italiana apporta nella cooperazione allo sviluppo. Leggi altro ›

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Le ONG alla Camera: lo statuto dell’Agenzia è inaccettabile

Doveva essere un “vascello corsaro” la nuova Agenzia italiana per la cooperazione istituita dalla riforma della cooperazione allo sviluppo, almeno così negli intenti e nelle dichiarazioni dell’ormai ex vice ministro Lapo Pistelli. Il primo ad abbandonare il vascello, in qualità di armatore, è stato proprio lui con le dimissioni a sorpresa arrivate due giorni fa che lo vedono passare alla “portaerei” ben più corazzata dell’ENI. A giudicare dalla bozza di statuto circolata che è ora sottoposta al parere delle Commissioni parlamentari, più che un “vascello” l’Agenzia sembrerebbe più una “chiatta” destinata ad arenarsi o perdere la direzione in mare aperto. Deboli riferimenti alla legge 125, una rinascita del ruolo della DGCS, il depotenziamento del vice ministro, procedure non trasparenti per la selezione del Direttore e il campo libero al profit nella cooperazione. Queste in estrema sintesi le più visibili debolezze del documento. Leggi altro ›

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Approvati dal MAECI 41 progetti delle ONG all’estero e un progetto Info/Eas

Il Comitato Direzionale della DGCS riunitosi oggi a Roma ha adottato le delibere relative agli esiti dei bandi per i progetti promossi dalle Ong e per i progetti di Informazione ed Educazione allo sviluppo. Sono 41 su 166 i progetti approvati per i Paesi partner per un importo complessivo di circa 14,3 milioni di euro. Il Comitato ha inoltre approvato per un milione di Euro uno degli otto progetti Info/Eas presentato alla scadenza del 27 febbraio scorso. Leggi altro ›

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Chi non vuole le ONG

Più volte abbiamo sentito nei dibattiti degli ultimi anni che le ONG stanno perdendo la loro capacità di incidere sulle ingiustizie e che non sono più in grado di produrre il cambiamento che propongono. Eppure a guardare il panorama internazionale sembrerebbe che facciano ancora paura a tanti poteri forti, almeno a giudicare dal numero di paesi che stanno legiferando per ostacolare il loro lavoro. Negli ultimi mesi giungono notizie preoccupanti da tanti paesi, non proprio campioni di democrazia e pluralismo. Cina, Russia, India, Sud Sudan, Kenya, Egitto, Uganda stanno seguendo l’esempio da altri paesi che già da anni hanno messo praticamente al bando le ONG, straniere e locali. Gli apripista di questa tendenza furono Eritrea ed Etiopia rispettivamente nel 2006 e 2009. Leggi altro ›

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