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Ecco chi farà parte del Consiglio Nazionale per la Cooperazione

Otto mesi dopo l’entrata in vigore della riforma è finalmente completato il processo di designazione e nomina dei membri del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo previsto dall’articolo 16 della legge n. 125/2014. Il MAECI ha recentemente pubblicato il decreto di nomina dei membri di sua competenza e l’elenco completo che comprende anche i membri designati da altri enti. Si tratta di 48 membri effettivi e altrettanti supplenti.  I componenti relativi alle lettere o), p) e q) del decreto costitutivo del Consiglio sono nominati per un triennio con decreto del Ministro. Il Ministro può in ogni momento con proprio decreto revocare la nomina di uno o più componenti. Sono stati nominati sulla base della loro rappresentatività ed esperienza.

 

Ecco le scelte della Farnesina:
o) dodici rappresentanti delle organizzazioni della Società Civile e degli altri soggetti senza finalità di lucro di cui all’art. 26 della legge, attivi nella cooperazione allo sviluppo, scelti in ragione della pluriennale e riconosciuta esperienza:

 

ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio
ASSIFERO – Associazione Italiana Fondazioni e Enti di Erogazione
AVSI – Associazione Volontari per il Servizio Internazionale
Comunità di Sant’Egidio
Emergency
Fairtrade Italia
Fondazione SlowFood per la biodiversità
Forum Nazionale del Terzo Settore

 

Imprese Cooperative e Sociali
Rosario Altieri – Alleanza delle Cooperative Italiane
Danilo Salerno – ConfCooperative

 

Organizzazioni e Associazioni di immigrati
Dioma Cleophas Adrien (associazione Le Reseau)
Tana Anglana (OIM)

 

Organizzazioni della Finanza etica
Marco Santori di Etimos
Ugo Biggeri di Banca Etica

 

Organizzazioni Sindacali

Carolina Milano (UIL)
Roberto Sisto (CGIL)

 

p) sei rappresentanti dei soggetti aventi finalità di lucro, di cui all’art. 27 della legge, scelti in ragione della loro rappresentatività ed esperienza:


AITR – Associazione italiana turismo responsabile
ANCE – Associazione nazionale costruttori edili
Confindustria
Federalimentare – Federazione italiana dell’industria alimentare
Federmacchine
R.E.Te Impresa Italian (CNA)

 

q) fino a tre rappresentanti di altri soggetti attivi nella cooperazione allo sviluppo:


Federazione italiana delle banche di credito cooperativo, casse rurali e artigiane
Forum SAD
Vita Non Profit Magazine

 

Scarica il decreto di nomina del MAECI
Scarica l’elenco completo dei membri nominati dal MAECI e designati da altri enti

 


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  1. Eh no dai, Vita NO!!!! Comunque visto questo elenco inizio a capire cosa intendono quando si parla di Sistema Italia della Cooperazione!! Tutto molto chiaro.

  2. Mamma mia che sbilanciamento!
    Una selva di organismi bancari, persino doppi, una rappresentanza di Ong scelta tra gli “amici” (ogni riferimento ad AVSI NON è puramente casuale, ma allora perchè anche non ARCS?), una assenza delle reti associative (ci sono non meno di 1.000 piccole e medie associazioni che hanno attività di volontariato internazionale e non sono rappresentate), una selva di soggetti che non hanno la cooperazione e la solidarietà internazionale come mission principale (ne ho contati 18!) una bella pattuglia di 13 altri Ministeri ed Enti, compreso, perchè no? persino un Ammiraglio del Ministero della Difesa (ma manca la Protezione Civile). Vabbè, in questi casi bisogna essere contenti e battere le mani, ma la sensazione che ci sia stato un certo sbilanciamento (le espressioni del mondo della cooperazione non istituzionale non arrivano al 30%) rimane.

  3. A me fa molta specie notare la mancanza di un nome in rappresentanza della pattuglia italiana nelle varie Agenzie Internazionali (una ventina, da Fao a Unicef, da Undp a ILO, da UNEP a WFP) ; o in rappresentanza dell’Agenzia nazionale per i Giovani; o delle Reti che si occupano di Servizio Civile Internazionale; o della Focsiv o del Cocis; o delle Onlus; o dei Forum Territoriali e delle Reti Territoriali per lo Sviluppo e la Cooperazione, come Reteco; o di AGIRE e dei coordinamenti per l’emergenza; o dei delegati nelle Reti Europee; o un rappresentante di nomina delle confessioni (che pure contribuiscono non poco al sistema degli aiuti); o delle reti di associazioni impegnate su cambiamenti climatici e sfide ambientali; o del mondo agricolo italiano. Dall’altra mi sento anche di interrogarmi sulla presenza o meno di interessi troppo particolaristici (fino ad avvicinarsi al limite del conflitto) di alcune rappresentanze del settore profit, che avrei visto più indicate e coerenti nei consessi di promozione dell’export italiano. Ci siamo spesi per una cooperazione col mondo profit, ma ora si rischia la surroga. Promuovere la vendita di trattori italiani non è compito della cooperazione, ma la eventuale conseguenza di oculate politiche di sostegno dell’agricoltura, soprattutto famigliare.

    1. …ottimo commento Marco…sono d’accordo con te anche se spero molto che in questo contesto, i relativi organi decisionali, possano maturare una visione d’assieme più pertinente alla realtà di un settore che certamente manca ancora del raggiungimento di una professionalità adeguata alle difficili scelte che ci prospetta il futuro. Conosco molto bene il settore della Cooperazione (…vi ho lavorato per 30 anni in tre diversi Continenti e con differenti agenzie…) ed anche molti dei suoi veri attori (quelli in prima linea)…e credo che, sulle base di queste potenzialità, la Cooperazione allo sviluppo italiana,potrà mostrare il meglio si sè stessa e migliorare nel futuro.

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