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Junior Professional Officers: l’Italia finanzierà 40 posizioni

E’ un anno fortunato per i giovani che lo scorso dicembre hanno presentato la loro candidatura al programma Junior Professional Officers (Jpo), ideato per favorire l’inserimento dei giovani italiani nelle agenzie e nelle organizzazioni dell’Onu. Per l’edizione 2016-2017 saranno infatti finanziate ben 40 posizioni. Un balzo in avanti importante che vede un sostanziale raddoppio di quelle supportate dal nostro paese nelle edizioni precedenti.

 

Il programma, attivo sin dai primi anni ’70, consente ai giovani professionisti di vivere esperienze lavorativa internazionale che ne favorisca il reclutamento di candidati italiani da parte delle organizzazioni internazionali. Il tutto è gestito dall’Undesa, il Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, che cura la selezione italiana attraverso il suo ufficio a Roma. Le candidature riguardano il programma in generale, non le specifiche posizioni, che sono scelte solo in una fase successiva dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

 

Il bando annuale per i JPO viene pubblicato di norma in autunno. I requisiti fondamentali sono la cittadinanza italiana, un’ottima conoscenza delle lingue italiana e inglese, il possesso di un titolo di laurea magistrale/specialistica o di una laurea di primo livello seguita da un master universitario. Al momento della presentazione della candidatura l’età non deve superare i 30 anni (33 per i medici).
Ogni anno le domande sono in media più di 3000, nel 60 per cento dei casi presentate da donne. Tutti i profili sono valutati anche sulla base delle caratteristiche delle specifiche posizioni disponibili. I titoli di studio, la conoscenza delle lingue e le esperienze internazionali, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, sono elementi importanti per una candidatura di successo.

 

Secondo i dati forniti da Undesa e dal MAECI negli ultimi anni più del 70% dei Junior Professional Officers hanno trovato una collocazione a tempo determinato nelle organizzazioni internazionali, nel lungo periodo, oltre il 60% e’ entrato nei ranghi delle stesse strutture in modo stabile.

 

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