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Più risorse e nuove priorità per il fondo beneficenza di Intesa Sanpaolo

Con un aumento di 1,5 milioni salirà a 13,5 la dotazione del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo. Un fondo che solo l’anno scorso ha permesso di sostenere 908 progetti da enti non profit in Italia e all’estero: il 72% è stato destinato al sociale, il 16% a iniziative presentate da enti religiosi, l’8% alla cultura, dove l’attività del Fondo ha dato priorità a progetti che includessero soggetti fragili ed emarginati, il 4% alla ricerca scientifica. Le nuove Linee Guida per il biennio 2019-2020, approvate lo scorso 19 marzo dal Consiglio di Amministrazione, individuano come aree prioritarie di intervento il sostegno a progetti sulla povertà educativa e la dispersione scolastica, la violenza sulle donne e sui minori e la demenza senile.

Al di la di queste priorità il Fondo rimane aperto a interventi utili a supportare anche altri temi. In particolare:

  • formazione per l’occupazione e inserimento lavorativo come mezzo di inclusione sociale;
  • povertà sanitaria e malattie;
  • disabilità fisica e intellettiva;
  • sport dilettantistico inclusivo.

Il fondo ha sostenuto anche progetti internazionali, quasi tutti proposti dalle ONG italiane: nel corso del 2018, il Fondo si è concentrato in particolare in Romania, Serbia, Etiopia e Indonesia aderendo alla mobilitazione del sistema bancario internazionale.
I progetti in ambito internazionale vengono sostenuti esclusivamente con Liberalità centrali (richieste superiori a 5.000 euro). Le proposte potranno fare riferimento all’Area Sociale e all’Area Religiosa. Per entrambe le Aree si darà priorità a interventi finalizzati allo sviluppo delle comunità e dei territori in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo opera con le proprie controllate estere e interventi nei Paesi che hanno un Indice di Sviluppo Umano basso o medio, con particolare interesse per le seguenti tematiche:

  • sviluppo economico e formazione professionale;
  • povertà educativa;
  • povertà alimentare;
  • povertà sanitaria;
  • empowerment delle donne e dei giovani.
  • interventi in Paesi poveri o emergenti colpiti da calamità naturali (terremoto, alluvione, siccità, ecc.).

Selezione dei progetti
A prescindere dall’ambito di azione, la selezione dei progetti è guidata dai concreti contenuti delle iniziative proposte e dai loro riflessi sociali e civili; in particolare, questi ultimi vengono valutati ex ante, attraverso la raccolta di informazioni sulla capacità degli enti di raggiungere i risultati dichiarati. Nella scelta delle proposte viene data priorità a quelle con la migliore articolazione progettuale, i risultati e l’impatto sociale più significativi e con un più attento ed efficace utilizzo delle risorse.

Durata dei progetti
In termini di impegno temporale, le elargizioni di norma riguardano progetti di un anno. Qualsiasi sia la durata del singolo progetto, il limite massimo del sostegno garantito al medesimo intervento è di tre anni consecutivi, previa verifica dei risultati raggiunti. La richiesta per gli anni successivi deve essere ripresentata. Vi è inoltre un impegno complessivo alla diversificazione degli enti beneficiari anno su anno.

Eleggibilità dei proponenti
Le richieste di liberalità possono essere presentate solo da enti riconosciuti e senza finalità di lucro, con sede in Italia e dotati di procedure, anche contabili, che consentano un agevole accertamento della coerenza fra gli scopi enunciati e quelli concretamente perseguiti, oltre che agli enti che redigono bilanci certificati. Non sono previste erogazioni a singoli individui e alle seguenti categorie di Enti: gruppi ricreativi; Club di servizio quali Lions, Rotary, etc ;organizzazioni sindacali e di patronato; partiti, movimenti politici e loro articolazioni organizzative; Regioni, Province o Comuni, salvo specifiche iniziative connotate di particolare rilievo sociale, culturale o scientifico.

Linee Guida e modulistica


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