Addio Otto per Mille, per i prossimi 10 anni tutto ai beni culturali danneggiati dal terremoto

In sintesi: la quota statale dell’otto per mille dell’Irpef da quest’anno fino al 2026 sarà destinata esclusivamente al recupero dei beni culturali colpiti dal sisma nel centro Italia. Si tratta di 150/200 milioni l’anno, circa due miliardi in dieci anni, che fino ad oggi erano destinati a quattro categorie di interventi: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali. Solo due anni fa si era aggiunta una nuova categoria, quella della riqualificazione edilizia delle scuole. Venerdì scorso a tarda notte la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera ha completato l’esame del decreto terremoto nell’ambito del quale è stato approvato l’emendamento Realacci sull’8×1000, una proposta che sin dall’inizio aveva incontrato il parere favorevole anche del Ministro Franceschini.

 

E’ lo stesso Realacci ad affermarlo con tono trionfante: “E’ stato approvato il mio emendamento che prevede che tutta la quota dello Stato dell’8×1000 sarà destinata, per 10 anni, alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal sisma. La voce “beni culturali” è già presente nelle destinazioni della quota dello Stato dell’8×1000, ma attualmente si disperde fra le altre. Concentrare i fondi su un solo obiettivo renderà più efficace e trasparente il loro utilizzo, incentivando anche i cittadini a preferirlo nella dichiarazione dei redditi. Tutti potranno anche in questo modo contribuire al futuro delle comunità drammaticamente colpite”. “Una proposta – spiega – che io stesso ho lanciato a Camerino nel dicembre scorso in occasione della visita dei parlamentari nei luoghi colpiti da sisma, che ora si concretizza grazie al lavoro congiunto delle commissioni parlamentari con il Ministro dei Beni culturali”.

 

Non si tratta di una dinamica nuova. Il fondo otto per mille è stato più volte oggetto dei bisogni della politica. Un portafoglio di emergenza da cui attingere per qualunque motivo o semplicemente per far quadrare i conti delle finanziarie. Dagli anni di Berlusconi in poi porzioni importanti di questi fondi sono stati utilizzati per le più disparate spese. Prima alla Protezione civile, poi per la flotta aerea, poi le avversità atmosferiche del 2012 e a seguire gli eventi alluvionali, atmosferici e le precipitazioni nevose verificatesi tra 2012 e 2014.

 

Finisce con questo colpo di mano quindi la possibilità di impiegare una parte del fondo 8×1000 alla “fame nel mondo”, una quota che a singhiozzo negli anni aveva co-finanziato progetti di cooperazione allo sviluppo delle ONG italiane soprattutto in Africa. L’ultima approvazione di progetti risale al 2014, anno in cui con circa 6 milioni di euro furono co-finanziati 40 progetti.

 

Non è chiaro se il decreto appena approvato andrà a intaccare anche la quota dell’otto per mille assegnata all’Agenzia per la Cooperazione allo sviluppo. A decorrere dall’anno 2015 infatti, una quota pari al 20 % del fondo 8×1000 a gestione statale è stata destinata a finanziare le attività dell’AICS.

 

Quale che sia il futuro della ripartizione della quota statale del fondo 8×1000, la speranza è che qualcuno si occupi di rendere questo strumento efficace. Negli ultimi anni infatti la gestione della Presidenza del Consiglio dei ministri è stata più volte criticata in primis dalla Corte dei Conti per la sua poca trasparenza, la lentezza delle procedure e la mancanza di monitoraggio e controllo delle iniziative.

 

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9 commenti su “Addio Otto per Mille, per i prossimi 10 anni tutto ai beni culturali danneggiati dal terremoto
  1. Marco Sassi scrive:

    VERGOGNA! AVETE TAGLIATO UNA DECINA DI MILIONI ALL’ANNO PER COMBATTERE LA FAME NEL MONDO!
    Con un colpo di mano Realacci avete cancellato i fondi per la “fame nel mondo”, lo capite che siete entrati nel tempio più sacro?!
    Anche il Papa vi avrebbe chiesto di dare la priorità non ai quadri e agli altari delle Chiese ma ai bambini che soffrono la fame!
    Non rispettate le volontà popolari e anche i fondi per la fame diventano un portafoglio di emergenza per far quadrare i conti delle finanziarie.
    Nè più nè meno come Berlusconi ! Cosa avete di “democratico”? VERGOGNAVI!
    Quello che manca va preso all’evasione, alle mafie, alla difesa, non alla lotta alla fame!
    VERGOGNA! SIETE DEI PICCOLI TRUMP!! INGUARDABILI!!

  2. Marco, scusami se non ti conosco, ma sottoscrivo totalmente il tuo commento … sono a Sololo Nord Kenya sul confine con l’Etiopia e tra le mie mani di medico ho già persone agonizzanti per fame e sete … le bestie le vedo morire da giorni … i minori sono sottopeso ora e certo malnutriti domani e dopodomsni forse non vedranno più le future piogge … Non credevo che la notizia potesse essere vera !!!
    Chi può ci aiuti anche solo con le parole a raccontare… Chi non crede venga a vedere … Ciao e grazie ancora !!!

    • Marco Sassi scrive:

      Grazie a te e a voi per il vostro impegno!
      Dobbiamo trovare il modo per annullare l’emendamento scandaloso!
      Conosco bene Ermete Realacci, ma non credevo che perdesse la bussola a quel modo! E si vanta pure di aver tolto il riso nel piatto a dei bambini, è imperdonabile! E’ “democratico” colui che riesce a interpretare il sentire della gente che lo ha inviato a rappresentarlo nelle istituzioni ma qui non troverebbero una sola persona su 1000 che plauderebbe a tagliare i fondi per i bambini denutriti, nemmeno gli abitanti dei residenti dei Paesi terremotati, che non sono così crudeli, ve lo dico io che in uno di quelli più colpiti dal terremoto della Bassa modenese ci lavoro! Se proponessi loro di avere più in fretta la ricostruzione delle chiese o dei castelli danneggiati togliendo i soldi per la fame nel mondo….MI PELANO VIVO !!
      SI VERGOGNINO REALACCI E TUTTI QUEGLI INCOSCIENTI CHE HANNO VOTATO L’EMENDAMENTO NASCOSTO IN CHISSA’ QUALE CODICILLO!

      Quello che manca va preso all’evasione, alle mafie, alla difesa, ai grandi capitali, alle banche… non alla lotta alla fame!

  3. Laura Nava scrive:

    Anche io credevo fossero solo i soldi dello Stato ….
    Uno Stato deve saper programmare le sue spese anche in casi di eventi straordinari.
    Non deve attingere dall’8xMille per coprire spese ordinarie e straordinarie.
    Se proprio c’è da tagliare un settore è quello delle spese militari, che invece continuano ad aumentare (vedi il Rapporto dell’Osservatorio Mil€x appena presentato alla Camera il 15 febbraio 2017).
    Per non parlare dei vergognosi introiti che lo Stato ottiene con il gioco d’azzardo…
    Sono veramente arrabbiata.

  4. don Marco Giovanni Tenderini scrive:

    Non ci posso credere… così li ‘aiutiamo a casa loro’…
    Concordo sul fatto che quello che manca va preso all’evasione, alle mafie, alla difesa, ai grandi capitali, alle banche… non alla lotta alla fame!

  5. ASeS scrive:

    Buonasera a tutti,
    dato che sembra smentire la suddetta notizia che avevo tenuto a mente, vorrei sapere se qualcuno sa spiegarmi perché, nel sito ufficiale della Presidenza del Consiglio,
    http://presidenza.governo.it/DICA/OTTO_X_MILLE_2014/approfondimenti/procedimento_2017.html
    si legge:

    Otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale
    Procedimento 2017
    Otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale anno 2017
    11/08/2017 – Per accedere al contributo otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2017 le istanze per le categorie fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali potranno essere presentate entro e non oltre il 30 settembre 2017, ai sensi e secondo le modalità di cui al d.P.R. 10 marzo 1998, n.76. Per la redazione delle domande si invita a prendere visione delle “Linee Guida anno 2017” (pdf testuale – pdf immagine).
    Le istanze per la categoria relativa alla ristrutturazione, il miglioramento, la messa in sicurezza, l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli immobili adibiti ad istruzione scolastica (edilizia scolastica) non devono essere presentate per effetto di quanto previsto dall’articolo 1, commi 160 e 172, della legge 13 luglio 2015, n.107. Le relative risorse saranno destinate agli interventi di edilizia scolastica necessari a seguito di eventi eccezionali ed imprevedibili, individuati annualmente con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

    • Valentina scrive:

      Mi ricollego al commento di ASES per fare riferimento a quanto si trova sulla pagina del Senato

      L’articolo 2-bis del D.P.R. n. 76 – introdotto dal D.P.R. n. 82/2013 – definisce specifici criteri di ripartizione del beneficio dell’otto per mille, stabilendo, in particolare, che la quota dell’otto per mille di diretta gestione statale venga ripartita – di regola – in considerazione delle finalità perseguite dalla legge, in cinque quote uguali per le cinque tipologie di interventi ammesse a contributo (comma 1).

      Sulla scorta di quanto summenzionato possiamo dedurre che la quota destinata ai beni culturali valga un quinto del totale?
      Mi unisco ad Ases per sollecitare una condivisione di informazioni al riguardo
      Grazie!

  6. admin scrive:

    Stiamo facendo delle verifiche in merito con la PDCM per chiarire a che risorse si riferisca esattamente il bando aperto per fine mese. Pubblicheremo un post dedicato a breve. Redazione

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