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Pistelli chiude la porta alle ONG, ci vediamo più avanti quando sarà tutto pronto!

E’ finito il tempo delle pacche sulle spalle, degli ammiccamenti precedenti all’approvazione della nuova disciplina sulla cooperazione. Portata a casa la legge il vice ministro Pistelli è sparito dalle scene, almeno da quelle noiose e poco smart delle ONG, (che poi magari ti chiedono pure impegni politici o di prendere posizioni scomode)… meglio stare alla larga. Poco meno di un anno fa invece eravamo tutti amici, sulla stessa barca, una faza una raza come dicono in Grecia. Decine di incontri e dibattiti alla ricerca del consenso sulla legge 125/2014, e se qualcosa non torna, non preoccupatevi lo saneremo nei decreti attuativi e nei regolamenti. Ora l’importante è far passare la nuova legge. Avanti tutta!

 

Per ingenuità o per errore ci siamo caduti, convinti che la dimensione della società civile fosse davvero una realtà rilevante nel progetto di riforma della cooperazione targata Pistelli.

Negli ultimi mesi però arrivano segnali dalle istituzioni e dalla politica che iniziano a far dubitare seriamente. In ultimo una lettera dello stesso Pistelli che risponde seccamente all’insistenza delle ONG di voler essere coinvolte in fase di elaborazione dello statuto dell’Agenzia e della programmazione triennale.

 

“Purtroppo tale sperimentato modello di costruttivo confronto (quello precedente all’approvazione della legge) non può essere contemplato a questo stadio. Per quanto attiene allo Statuto dell’Agenzia e al documento triennale di programmazione, il Concerto interministeriale è infatti ancora in svolgimento e le dinamiche di discussione che si attiva in tale fase non possono essere oggetto di informazione o consultazione prima della formale adozione da parte delle differenti amministrazioni coinvolte nella procedura”. “La ratio di tale scelta – continua Pistelli – si fonda sull’osservazione per cui, aprendo il confronto anche con un solo tra i vari potenziali interessati, si sarebbe costretti a condividere qualsiasi informazione su tali temi necessariamente anche con tutti gli altri soggetti a vario titolo toccati dalla legge in questione”.

 

E mica vi eravate sognati di essere gli unici? O di essere più importanti degli altri? Ormai la cooperazione è cosa di tutti. Non vorrete mica che ci si consulti con voi ONG senza sentire le importantissime esperienze degli altri attori? Le cooperative, le aziende, le università, le banche, chi non avrebbe cose da dire sul futuro della cooperazione allo sviluppo e sulla nuova Agenzia?

 

Ma non c’è da allarmarsi, il vice ministro rassicura che “ci sarà senz’altro spazio per una riattivazione di un confronto costruttivo e certamente funzionale all’affinamento dei meccanismi di funzionamento dei nuovi enti”… Confronto costruttivo funzionale all’affinamento dei meccanismi di funzionamento dei nuovi enti…..MMmmhh…… cioè, ci chiamerai per discutere di cosa? Dell’affinamento dei meccanismi?

 

Veramente si parlava di Consiglio nazionale della Cooperazione, di documento triennale di programmazione, di statuto dell’agenzia, organi e documenti che hanno un valore politico che dovrebbero indirizzare e dare forma alla cooperazione italiana….cioè la ciccia, il succo, mica le guidelines del bando per finanziare le ONG.

 

Ma vuoi vedere che a forza di dire sempre meno cose politicamente rilevanti, questi credono davvero che alle ONG interessi solo l’affinamento dei meccanismi di funzionamento dei nuovi enti?

 


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  1. Non credo ci si possa aspettare molto dalla dimensione politica della nuova cooperazione. E’ chiaro che l’attenzione di Pistelli e di tutti i nuovi attori è rivolta verso la sua dimensione economica. Ma credo che le ONG non possano esimersi da questa battaglia, devono portare il loro contributo e cercare di far valere quegli articoli della nuova legge (pochi) che ancora parlano di diritti, di sviluppo sostenibile e di pace. Invece vedo che molte ONG preferiscono flirtare con il ministero degli esteri per accreditarsi come attori della collaborazione pubblico-privato.
    Dobbiamo fare in modo che questa legge 125 sia e rimanga una legge sulla cooperazione allo sviluppo e che non venga invece utilizzata come strumento di mera cooperazione economica.
    grazie per gli aggiornamenti che fate circolare. un saluto Aldo

  2. A proposito…ma che fine a fatto il Consiglio Nazionale della Cooperazione? E’ stato costituito? quando si riunirà? Avrà un ruolo nella programmazione e nella stesura dello statuto dell’Agenzia?

  3. Pubblichiamo un commento pervenuto alla redazione da Nino Sergi:
    Penso che le Ong, tutte ma in particolare quelle che sostengono Info-cooperazione, debbano iniziare ad interrogarsi sul senso di un sito web come questo, alquanto chiuso su se stesso, su una visione delle Ong e degli ‘altri da sé’ per lo più negativa, troppo spesso alla ricerca del pettegolezzo e compiaciuto di riuscire a denigrare.
    Se Bandi-Ong aveva e continua ad avere senso, Info-Cooperazione – così come è condotto – non mi sembra ne abbia molto. Superficialità, chiacchiericci, malignità nelle presentazione delle “info” sono divenuti spesso metodo. L’articolo sulla corrispondenza tra i Rappresentanti delle reti di Ong e il Viceministro Pistelli ne è un esempio.
    Paolo Dieci si è espresso, a nome di Link 2007, sui contenuti di tale articolo e sulla sua sostanziale disonestà nella presentazione della realtà del rapporto Rappresentanze Ong-Esteri, che è invece fatta, con alti e bassi, certo, di continuo dialogo, confronto, talvolta scontro, comunque di intenso lavoro a beneficio di tutti e per una cooperazione allo sviluppo al passo con i tempi e i problemi odierni. Mi limito quindi ad auspicare una comunicazione un po’ più alta, su temi e “cose politicamente rilevanti”, come viene d’altronde sottolineato (e che non mancano certo, con tutto quello che sta succedendo nel mondo), il più possibile lontana dal pettegolezzo e dalla denigrazione, anche se questi sono oggi i criteri di molta “informazione” stampata, tv e web.
    Anche per Info-Cooperazione sarebbe saggio seguire la regola d’oro del buon giornalismo: informarsi al meglio e verificare, prima di pretendere di informare. Ne guadagneremmo tutti in serietà e credibilità. E ne guadagnerebbe la cooperazione. Nino Sergi

  4. Pubblichiamo una nota inviataci dalla segreteria del presidente di Link Paolo Dieci:

    L’articolo prende spunto da uno scambio di lettere tra i rappresentanti delle Reti di ONG AOI, CINI e Link 2007 e il Vice Ministro. In primo luogo non ci è dato di comprendere chi abbia autorizzato la pubblicazione delle lettere e, per quanto ci riguarda, riteniamo del tutto comprensibile la risposta fornita dal Vice Ministro Pistelli. Ci vediamo anche costretti a sottolineare che lo stesso Vice Ministro, così come il Direttore Generale della DGCS ed altri qualificati attori della cooperazione italiana, ha   attivamente partecipato, anche di recente, ad alcune importanti iniziative promosse dal mondo non governativo e dalla nostra stessa rete.
    Il Presidente di Link 2007 è rimasto quindi negativamente sorpreso dall’articolo, di cui  non condivide il contenuto, ritenendo che il  dialogo avviato con varie istanze del MAECI  in occasione della Legge 125 non si sia mai interrotto e anzi sia in una fase molto costruttiva per l’intero sistema della cooperazione allo sviluppo italiana.

  5. Anche a me questo articolo non e’ piaciuto, ma il richiamo di Nino Sergi a ripensare il sostegno a Info-Coperazione da parte delle ONG che lo sostengono (cosa significa poi?) mi e’ piaciuto anche meno.

    Credo che il valore di questo sito stia nella sua indipendenza dalle ONG e spero davvero che lo sia.

    Al di la delle questioni specifiche, se si trasformasse in un megafono delle ONG ci perderemmo tutti.

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