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4 cose che Bill e Melinda Gates fanno finta di non sapere sulla povertà

Bill e Melinda Gates hanno appena pubblicato la loro lettera annuale, "La nostra grande scommessa per il futuro", con i loro pensieri sullo stato attuale della povertà globale e i progetti che stanno finanziando per affrontarla. Il tono speranzoso e buonista di quello che stanno proponendo è eccellente, ma la storia che raccontano sulla povertà


Sette regole d’oro per comunicare la cooperazione

L’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD2015) sarà una grande opportunità per comunicare i temi dello sviluppo e della cooperazione. L’idea che accompagna quest’anno tematico è proprio quello di allargare il pubblico a cui comunicare i temi dello sviluppo globale cercando di far percepire all’opinione pubblica il cambiamento in atto nei così detti paesi del sud


Si fa presto a dire sviluppo

Quando nel 2009 il partito conservatore di Cameron si è convertito a sostegno della cooperazione allo sviluppo, rendendo cosi possibile l’aumento del budget inglese degli aiuti, molti attivisti delle ONG hanno esultato definendo l’evento un grande successo. Dopo anni in cui la cooperazione sembrava appannaggio esclusivo dei cattolici e della sinistra, lo sviluppo era diventato


Greta e Vanessa, i cooperanti e le ONG

A leggere le prime pagine dei più importanti giornali italiani sembra che Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, liberate venerdì tra Siria e Turchia, siano due cooperanti italiane della ONG Horryaty. Effettivamente è da mesi che fior fior di giornalisti, direttori di giornali e politici, così le definiscono. Negli ultimi giorni molti lettori ci hanno manifestato


Indagine Eurobarometro sulla cooperazione allo sviluppo: in Italia ancora in calo il consenso dell’opinione pubblica

In Italia otto intervistati su dieci affermano che è importante aiutare le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo (80%), una percentuale leggermente inferiore alla media UE dell'85%. Una differenza più marcata si riscontra nella risposta alla domanda relativa all'opportunità di aumentare il livello di aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Qui la percentuale


Autonomia, Partnership, Progresso: Ecco le nuove parole per raccontare la cooperazione

“Povertà”, “Aiuto”, “Bisogno”, sono state alcune delle parole chiave utilizzate per comunicare la cooperazione allo sviluppo negli ultimi 40 anni. Eppure qualcosa inizia a non funzionare più. L’opinione pubblica sembra saturata dal racconto “terzomondista” e inizia a reagire negativamente ai messaggi comunicativi che migliaia di ONG e associazioni predispongono quotidianamente per cercare sostegno e fondi


EYD 2015 ed Expo, il MAECI si affida a un’agenzia di comunicazione

Qualche giorno fa avevamo lamentato il silenzio e l’apparente disinteresse introno all’Anno Europeo per lo Sviluppo soprattutto da parte del ministero competente, il MAECI, che da tempo partecipa al tavolo europeo di coordinamento verso lo EYD 2015. A pochi giorni dal lancio ufficiale in Lettonia nessuna informazione e/o richiesta di sinergia è stata veicolata dal


Primo atto della nuova legge, istituito il Consiglio nazionale per la Cooperazione

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di alcuni giorni fa (n. 286 del 10 dicembre 2014) il decreto del MAECI che istituisce il Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo, previsto dall’articolo 16 della legge n. 125/2014. Il Consiglio nazionale è il primo fra gli organi previsti dalla legge di riforma della cooperazione a essere


Al via l’Anno Europeo per lo Sviluppo 2015: in Italia tutto tace

L'Anno Europeo per lo Sviluppo 2015 (EYD)  è stato presentato alcuni giorni fa a Bruxelles con un evento per addetti ai lavori organizzato dalla Commissione Europe. E’ la prima volta dal 1983 che la UE designa un “anno europeo” a un tema così globale e trasversale. La proposta parte dalla Lettonia nel 2010 e proprio


C’è l’accordo sul budget europeo 2015 ma le casse sono a zero

I negoziatori delle tre istituzioni dell'Unione europea hanno concordato finalmente un accordo preliminare per salvare il bilancio della cooperazione europea per il prossimo anno - ma le organizzazioni non governative avvertono che il pericolo di tagli non è ancora stato scongiurato, in quanto i fondi di sviluppo sono ancora a rischio di diminuzione fino alla


Valutare l'impatto sociale: necessità o pericolosa illusione?

Il tema della valutazione dell'impatto sociale nell'ambito delle ONG e del Terzo settore in generale è di estrema attualità. L'importanza di valutare gli outcomes (e non solo gli outputs), cioè il reale cambiamento prodotto attraverso la propria attività nella comunità in cui si è intervenuti, è oggi sottolineata da persone e negli ambiti più diversi.


La Corte dei Conti boccia anche l'otto per mille, “Serve rinegoziare gli accordi, così non è volontario”

Dopo aver fatto le pulci al meccanismo del 5 per mille, ora la Corte dei Conti mette nel mirino il sistema, introdotto nel 1985, che prevede la destinazione di una quota di gettito fiscale alla Chiesa cattolica, ad altre dieci confessioni religiose (valdesi, comunità ebraiche, evangelici luterani e battisti, ortodossi, buddhisti, induista e avventisti, chiese


Twitter e le ONG, ecco la top ten in Italia

Negli ultimi anni Twitter è diventato uno dei canali più importanti per stringere relazioni e mobilitare e promuovere le proprie attività. Secondo una recente ricerca di Sodalitas il 47% delle organizzazione del non profit italiano lo usano soprattutto per dare visibilità alle proprie azioni e sensibilizzare sulla propria mission.  In particolare le ONG sembrano prediligere


5 per mille, per la Corte dei Conti troppi enti e poca trasparenza

Un esercito di 50mila associazioni & co. beneficia del cinque per mille: per la Corte dei Conti è troppo. Anche perché, solo tra le onlus e gli enti del volontariato, quasi 9 mila enti ottengono un contributo inferiore ai 500 euro ed oltre mille non hanno ottenuto nemmeno una firma. Una situazione che accentua "la


Dietro le quinte della riforma, intervista a Emilio Ciarlo

Negli ultimi anni abbiamo seguito da vicino il dibattito sulla riforma della cooperazione che ha portato alla nuova legge 125/2014 e poi descritto le tappe che dovrebbero portare all'attuazione del nuovo testo. Gli scenari futuri sono ormai sempre più chiari; ma cosa cambierà veramente nella realtà attuale della Cooperazione Italiana? Come impatterà la nuova Agenzia


Niente da fare per Pistelli, Renzi s’inventa Gentiloni agli Esteri

Alla fine l’ha spuntata Paolo Gentiloni nella sostituzione di Federica Mogherini alla Farnesina, unico nome in grado di accomodare i dictat di Napolitano con il leaderismo di Renzi. Il Ministro degli Esteri bello e pronto c’era già, questo è chiaro a tutti, e il suo nome era Lapo Pistelli. Ma Renzi non ce l’ha fatta,


A sorpresa Lia Quartapelle in lizza per la Farnesina

La questione di genere potrebbe sbarrare la strada al vice ministro Lapo Pistelli che alcune settimane fa era dato per favorito per la poltrona di Ministro degli Esteri lasciata vacante dopo la nomina di Federica Mogherini alla Commissione Europea. L’idea di Renzi di mantenere l’equilibrio di genere nel governo potrebbe favorire una donna per la


Cosa c’è nel futuro delle politiche europee sulla cooperazione allo sviluppo?

La nuova Commissione guidata da Jean-Claude Juncker si appresta a insediarsi e in molti si chiedono se è possibile prevedere verso quali orizzonti si muoveranno le politiche europee in materia di cooperazione internazionale e sviluppo. Quali sono i temi ricorrenti che potrebbero essere al centro della nuova Commissione per il 2014 - 2019? Il Presidente


Trasparenza dell'aiuto, l'Italia resta in coda

Il ministero degli Esteri Italiano resta uno dei donatori meno trasparenti al mondo in materia di aiuti ai paesi in via di sviluppo. Lo rivela l'edizione 2014 del rapporto sulla Trasparenza degli Aiuti, realizzato dall'organizzazione "Publish what you Fund". Dall'analisi emerge che la maggior parte dei paesi europei sono poco trasparenti nel rendere pubblici i


Espatriati, un manuale per gli italiani all’estero

Mai come in questo periodo si registra una vera e propria “emorragia” d’italiani, specialmente giovani, che decidono di espatriare per motivi di lavoro o, comunque, per costruirsi prospettive di vita che in Italia paiono ormai latitare. A questo folto gruppo di persone si aggiungono quelli che, già da tempo, fanno del viaggiare e dello spostarsi


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