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4 cose che Bill e Melinda Gates fanno finta di non sapere sulla povertà

Bill e Melinda Gates hanno appena pubblicato la loro lettera annuale, “La nostra grande scommessa per il futuro”, con i loro pensieri sullo stato attuale della povertà globale e i progetti che stanno finanziando per affrontarla. Il tono speranzoso e buonista di quello che stanno proponendo è eccellente, ma la storia che raccontano sulla povertà nasconde molto più di quanto rivela. Quelle che propongono non sono “grandi scommesse”, ma piuttosto piccole correzioni tecniche che non possono risolvere il vero problema. Eppure quello che dicono conta, perché i Gates hanno un incredibile potere, non solo economico, sui responsabili politici ed sono in grado di condizionare ciò che milioni di persone pensano. Se la loro storia viene accettata, passerà il concetto ingannevole che con azioni relativamente piccole si possono risolvere i grandi problemi globali.

La loro storia di base è questa: “Possiamo rompere il ciclo della povertà (la grande scommessa, appunto) con l’introduzione di nuovi e semplici elementi, come il mobile banking, più vaccini, e diverse tecnologie agricole”. Dicono che con azioni di questo tipo, la povertà estrema può effettivamente essere sradicata già nel 2030. Nella loro narrazione lasciano completamente fuori ogni elemento che abbia a che fare con i motivi per cui la povertà esiste, e così finiscono per ignorare le cose più importanti per rompere il ciclo della povertà.

 

Ecco quattro cose sulla povertà che probabilmente molti di voi sanno, ma che Bill e Melinda Gates sembrano ignorare.

 

Fatto # 1: la povertà è fatta dalle persone. Non è solo parte della natura

La Grecia offre un esempio chiaro e attuale di questo. Sotto il piano di austerità imposto dalla Troika, messo in atto nella speranza di stabilizzare l’economia, ha tagliato la spesa per i servizi sociali, licenziato decine di migliaia di dipendenti pubblici, aumentato le tasse su tutta la linea e tagliato il salario minimo. La disoccupazione è passata dall’8% del 2008 al 28% nel 2014, mentre i salari sono crollati. Ne è seguita una catastrofe umanitaria fatta di chiusure di ospedali, mancanza di medicinali, e aumento esponenziale dei senza fissa dimora. Ora, il 44% dei greci vive al di sotto della soglia di povertà, rispetto al 20% nel 2008. Anche i cittadini della classe media sono stati costretti a ricorrere alle mense. Storie simili possono essere raccontate su Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda, Inghilterra, e anche sugli Stati Uniti. Nessuno si illude che tutto questo sia un fenomeno naturale, infatti la gente sta iniziando a votare per un cambiamento sostanziale delle politiche.
L’esperienza greca non è rara ma fino a poco tempo certo poco comune in Occidente. Milioni di persone in tutto il Sud del mondo hanno subito gli effetti di politiche simili per decenni. In passato è stato chiamato “aggiustamento strutturale” ed è stato guidato dal FMI e della Banca mondiale, con conseguenze devastanti. Queste organizzazioni hanno sostenuto che l’economia potesse crescere pagando i creditori prima di occuparsi dei cittadini e attraverso misure aggressive pro-business, come la privatizzazione dei servizi essenziali. Oggi, noi chiamiamo questa agenda “austerity”. Gli effetti prodotti sono gli stessi. La povertà non solo esiste, ma viene creata. Così, quando i Gates ne parlano come un problema naturale, tralasciando alcuna menzione di ciò che sta causando questi problemi, raccontano una storia senza menzionare i personaggi principali.

 

FATTO # 2: La Storia conta

Per comprendere le cause della povertà, dobbiamo capire la storia. Prima del 1500, non c’era alcuna differenza tra l’Occidente e il resto del mondo in termini di sviluppo umano. L’impoverimento del Sud del mondo è iniziato prima con il bottino in America Latina, seguito dalla tratta atlantica degli schiavi, poi la colonizzazione britannica dell’Asia e la corsa europea per l’Africa. Questa architettura di estrazione della ricchezza è stata essenziale per lo sviluppo occidentale.
Più tardi, le politiche come la liberalizzazione dei mercati dei capitali, la privatizzazione dei servizi essenziali, l’eliminazione delle protezioni sociali e ambientali, e una costante pressione al ribasso sulla tassazione delle imprese e sui salari dei lavoratori sono state imposte in tutto il Sud del mondo. Queste sono state le maggiori cause della povertà nel 20 ° secolo, perché hanno creato gli incentivi e il sistema (es. i paradisi fiscali) necessari per centralizzare ricchezza e potere nelle mani delle élite. Oggi, quel processo di estrazione della ricchezza continua sotto forma di evasione fiscale, accaparramento delle terre, servizio sul debito, e accordi commerciali truccati nell’interesse dei ricchi, un flusso inverso di ricchezza che supera di gran lunga l’aiuto che scorre nella direzione opposta.
Non è una sorpresa, quindi, che le sorti di paesi ricchi e paesi poveri continuano a divergere. O che il più ricco 1% sia riuscito ad accumulare più ricchezza rispetto al resto della popolazione mondiale.

 

FATTO # 3: La storia delle “BUONE NOTIZIE” si basa su una contabilità truccata

La “buona notizia” dei Gates si basa sul fatto che l’umanità sta compiendo notevoli progressi contro la povertà globale. Le persone che sostengono questa tesi sostengono che la ricchezza aggregata è un proxy legittimo per il benessere. Quindi, poiché il PIL mondiale è cresciuto di un sorprendente 635% dal 1980, vuol dire che non siamo mai stati meglio di adesso. Da qui la storia che il numero di persone in condizioni di estrema povertà è in calo in modo così importante che tutti noi dovremmo credere che entro il 2030 la povertà sarà sradicata. La Banca Mondiale, i governi dei paesi ricchi, e la Campagna del Millennio delle Nazioni Unite sono tutti d’accordo su questo racconto. Relax, ci dicono. Il mondo sta migliorando, grazie alla diffusione del libero mercato e degli aiuti occidentali.
E’una storia confortante, ma purtroppo non è vero. Per cominciare, il tutto si basa sulla soglia di povertà fissata a 1,25 dollari al giorno dalla Banca Mondiale, un offesa alla dignità umana. L’organismo delle Nazioni Unite UNCTAD ha infatti sottolineato che tutti coloro che vivono con meno di 5 dollari al giorno non possono essere in grado di raggiungere “un livello di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere”: uno dei diritti inalienabili sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Se si utilizza questa soglia, un agghiacciante 80% dell’umanità (5,1 miliardi di persone) vive in queste condizioni oggi.

 

Fatto # 4: Il Potere conta

E ‘una verità consolidata che quelli con i soldi fanno le regole, di solito in modo tale che servono i propri interessi. È per questo che 93 centesimi di ogni dollaro guadagnati dopo la crisi economica del 2008 è andato al 1% della popolazione mondiale.
Bill Gates vuole farci credere che è possibile risolvere la povertà, senza mettere in discussione le forme di potere che l’hanno prodotta. Sembra bello, soprattutto per i ricchi, ma è una favola. Risolvere il problema della povertà richiede una riorganizzazione fondamentale del potere lontano dall’oligarchia verso il mondo reale e la democrazia. Lo scenario futuro che promuovono è roseo. In altre parole, vogliono farci accettare l’idea che il capitalismo neoliberista senza regole possa essere la risposta alla povertà. Non c’è bisogno di una migliore politica, più rappresentativa, di modelli economici più sostenibili, o di vincoli sul controllo societario della governance nazionale e internazionale.

 

Dopo anni di studi, oggi sappiamo sempre di più circa le cause strutturali della povertà tanto che è possibile individuare le vere radici del problema. Servirebbe che molte più persone conoscano i fatti reali sulle origini della povertà, qualcosa che speriamo anche Bill e Melinda Gates possano imparare per che continuare a cimentarsi su questo spinoso problema insieme a tutti noi.

 

di Martin Kirk (The Rules), Jason Hickel (London School of Economics) e Joe Brewer (This View of Life). Traduzione libera a cura di redazione

 


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  1. tra marx e papa francesco..e tanti altri……condivisibile al 100X 1000…..MA LA SOLUZIONE??? persino dietro la cooperazione non è libera da interessi e mettere in discussione i poteri economici non vuol dire solo parlarne.

  2. Credo che l’articolo abbia solo aggiunto parole vuote alle chiacchiere dei Gates!
    Come si può parlare di riduzione della povertà senza evocare l’arretratezza del modello economico-produttivo che caratterizza tutti i PVS? Come pensare di risolvere il problema della povertà senza investimenti massicci sul sistema dell’istruzione?
    Come pensare di ridurre la povertà in contesti economicamente fragili e disorganizzati ma dove la popolazione aumenta mediamente del 3% all’anno?

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