"Media Literacy for all" per combattere la disinformazione in rete
La Commissione Europea ha pubblicato il bando “Media Literacy for all 2019” per promuovere l’educazione ai media attraverso la creazione di nuovi materiali e/o servizi educativi costruiti a partire da concreti casi di disinformazione. Il bando punta anche a ideare metodi per accrescere la consapevolezza sulle tecniche comunemente usate da attori che, in mala fede, contribuiscono a creare e diffondere la disinformazione su Internet.
L’Azione ha l'obiettivo di:
- Aumentare il livello di educazione ai media in Europa;
- Testare la scalabilità e l’utilità delle azioni sviluppate in questo contesto;
- Perseguire un’ulteriore innovazione metodologica e una maggiore cooperazione transfrontaliera.
Potranno essere finanziate azioni come:
- Creazione di materiale online multilingue, inclusi archivi di notizie verificate, e di strumenti didattici innovativi per migliorare le capacità dei cittadini di acquisire una comprensione critica dei media, in particolare dei contenuti a cui si accede tramite social media, e di interagire con essi. Tali azioni devono prevedere la cooperazione con le organizzazioni locali incluse biblioteche, organi di stampa, piattaforme online, organizzazioni per l’educazione ai media, enti accademici e/o di verifica delle informazioni con specifica expertise nella disinformazione;
- Sviluppo di strumenti e metodologie innovative per aumentare la consapevolezza sul pericolo di ricevere e propagare disinformazione, promuovere l’uso di servizi di verifica delle informazioni e la segnalazione di possibili casi di disinformazione da parte degli utenti dei social media;
- Promozione di campagne e altre rilevanti attività mirate ad aiutare i cittadini ad interagire con i media digitali in modo critico, a decostruire la comunicazione dei media e a distinguere l’informazione dalla propaganda;
- Identificazione di un’efficiente strategia di disseminazione dei materiali creati dal progetto. Questo può essere raggiunto attraverso la costruzione di reti di professionisti che possono agire come moltiplicatori di migliori pratiche;
- Attività guidate dalla comunità per personalizzare e rendere accessibili tali strumenti e materiali a minoranze, persone scarsamente qualificate, “immigrati digitali” o persone a rischio di marginalizzazione sociale.