La campagna anti-ONG sbarca all'Europarlamento
Sull’onda lunga del Qatargate, lunedì scorso il Parlamento europeo ha tenuto una sessione quasi interamente dedicata alle organizzazioni non governative che dopo qualche anno sono ritornate nel mirino degli eurodeputati delle destre europee alla ricerca di un capro espiatorio su cui accanirsi per far vedere che qualcosa viene fatto per contrastare la corruzione della politica.
La risoluzione adottata contiene in primis alcune misure richieste dal Parlamento per rafforzare l'integrità delle istituzioni europee con un elenco di aree in cui sono necessari ulteriori miglioramenti:
- una migliore attuazione del Codice di condotta, comprese nuove sanzioni finanziarie, e l'introduzione di un maggior numero di attività sanzionabili;
- il divieto di qualsiasi attività retribuita che possa creare un conflitto di interessi con il mandato da deputato;
- un processo di approvazione per i viaggi pagati da paesi terzi e una verifica supplementare per gli assistenti dei deputati;
- riformare il Comitato consultivo sulla condotta dei deputati;
- dichiarazioni patrimoniali da parte dei deputati all'inizio e alla fine di ogni mandato e maggiori informazioni sui lavori accessori;
- risorse adeguate per il Registro per la trasparenza per verificare l’esattezza delle informazioni pubblicate;
- estendere agli assistenti e al personale del PE l'obbligo dei deputati;
- allineare le norme interne alla direttiva sugli informatori.