La società civile all’OCSE: cambiare le regole della cooperazione è un’urgenza globale

La società civile all’OCSE: cambiare le regole della cooperazione è un’urgenza globale

Una lettera aperta indirizzata al presidente del Comitato di Aiuto allo Sviluppo dell’OCSE (DAC), Carsten Staur, chiama a una trasformazione radicale della cooperazione allo sviluppo. Firmata da ex e attuali coordinatori di una vasta coalizione di organizzazioni della società civile del Nord e del Sud del mondo, la lettera sollecita una riforma del sistema globale di aiuto che metta finalmente al centro le voci, le priorità e la leadership dei Paesi del Sud globale. L’appello arriva alla vigilia del recente vertice ministeriale dell’OCSE e poche settimane prima della quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento allo Sviluppo (FfD4) che si terrà a Siviglia a fine mese. La società civile internazionale chiede che questi eventi segnino l’inizio di un nuovo paradigma, equo e rappresentativo, per la cooperazione internazionale.

Un sistema da ripensare dalle fondamenta

Nella lettera si denuncia un sistema che ha progressivamente indebolito gli impegni di lungo periodo sull’aiuto pubblico allo sviluppo (APS), con tagli unilaterali e senza preavviso da parte dei Paesi donatori, che hanno lasciato i Paesi partner in una situazione di forte vulnerabilità. “Questo sistema deve essere sostituito”, si legge con chiarezza. La critica non si limita agli aspetti finanziari. Le ONG firmatarie puntano il dito anche contro la natura esclusiva e opaca dei processi decisionali interni al DAC, in cui le voci dei Paesi del Sud e degli attori locali faticano a trovare spazio reale. In questo contesto, l’appello si fa chiaro: “Serve un processo trasparente, inclusivo e democratico per ridefinire principi, obiettivi e governance della cooperazione internazionale allo sviluppo”.

Il ruolo delle Nazioni Unite

Un nodo centrale del documento è la richiesta – rilanciata con forza – di una Convenzione delle Nazioni Unite sulla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, da tempo sostenuta dalla società civile ma rimasta finora inascoltata. L’ONU, affermano i firmatari, è l’unico organismo pienamente rappresentativo dove tutti i Paesi, del Nord e del Sud, possono avere voce in capitolo su basi di equità. La proposta si allinea alle posizioni espresse dal Gruppo dei 77 (G77), che in vista di FfD4 chiede il rafforzamento del ruolo normativo dell’ONU nella cooperazione internazionale, lo sviluppo di un nuovo quadro condiviso sull’APS e l’avvio di un processo multilaterale per costruire consenso su parametri comuni.

Un’occasione da non sprecare

Secondo i promotori della lettera, l’attuale contesto globale offre un’opportunità decisiva: “In questo momento in cui i Paesi devono riaffermare il loro impegno per il multilateralismo, il DAC e i suoi membri non devono ostacolare un esito della FfD4 che dia all’ONU la guida nel definire le norme globali”. Tuttavia, il clima che precede la conferenza di Siviglia è segnato da delusione e preoccupazione. Le organizzazioni denunciano il “blocco delle negoziazioni” da parte dei Paesi ricchi e una generale mancanza di ambizione che rischia di minare l’efficacia stessa dell’incontro. A meno di un mese dalla Conferenza FfD4, la società civile internazionale lancia un appello forte: è il momento di spostare l’asse della cooperazione, di rimettere al centro le istanze dei Paesi che da decenni sono destinatari di un sistema che spesso li ha esclusi dalle decisioni. La lettera si chiude con un messaggio netto: “Ascoltate quello che stanno dicendo i Paesi del Sud globale. Non c’è tempo per nuovi esercizi di riflessione chiusi nelle stanze dei donatori. Serve un vero processo partecipativo e globale, con l’ONU al centro”. Scarica la lettera




Informativa

L'accesso ai nostri contenuti è soggetto al consenso per l'utilizzo dei cookie per la sola finalità relativa ai dati relativi alle visite in forma anonima come indicato nella Cookie Policy.
Se accetti i cookie per le finalità indicate, potrai navigare liberamente su Info-cooperazione.it e noi potremo erogarti pubblicità e contenuti personalizzati.
Grazie ai ricavi realtivi a tali attività, supporterai il lavoro della nostra redazione.