Dalla UE 2,3 miliardi di euro per affrontare una crisi record

Dalla UE 2,3 miliardi di euro per affrontare una crisi record

Si è tenuto recentemente a Bruxelles il 4° Forum Umanitario Europeo, un appuntamento rilevante per la comunità internazionale dell’aiuto umanitario in un contesto di crisi umanitarie senza precedenti: oltre 305 milioni di persone nel mondo necessitano oggi di assistenza urgente, a causa di conflitti armati persistenti, eventi climatici estremi e crescente insicurezza alimentare. Organizzato dalla Commissione Europea e dalla Presidenza belga del Consiglio dell'UE, l'evento ha riunito oltre 1.500 partecipanti, tra cui rappresentanti di Stati membri, organizzazioni umanitarie, agenzie delle Nazioni Unite e attori locali, con l’obiettivo di rafforzare la risposta collettiva alle emergenze globali. Tra i temi chiave emersi:
  • Leadership locale e protezione delle popolazioni: È stato sottolineato il ruolo cruciale delle organizzazioni e delle comunità locali nella gestione delle crisi, promuovendo una maggiore localizzazione degli aiuti e la protezione efficace delle popolazioni colpite.
  • Collegamento tra assistenza e ricostruzione: Le discussioni hanno evidenziato la necessità di integrare l’assistenza immediata con strategie di ricostruzione a lungo termine, per rafforzare la resilienza delle comunità e prevenire nuove emergenze.
  • Rispetto dei principi umanitari: Il Forum ha ribadito l’importanza di garantire accesso umanitario senza ostacoli, il rispetto del diritto internazionale umanitario e la promozione di una risposta integrata alle fragilità

Uno dei risultati più rilevanti del Forum è stato l’annuncio da parte della Commissione Europea di un nuovo finanziamento umanitario di oltre 2,3 miliardi di euro per il 2025, in precedenza, a gennaio 2025, era stato annunciato un budget iniziale di circa 1,9 miliardi di euro per le spese umanitarie dell’anno. Questi fondi saranno destinati principalmente a:

  • Ucraina: confermato il pieno sostegno umanitario dell’UE “finché sarà necessario”, con l’appello a un impegno internazionale duraturo.
  • Gaza e Medio Oriente: ribadita la necessità di accesso umanitario senza ostacoli e di una distribuzione ampia e sostenuta degli aiuti, inclusa la riattivazione immediata dei servizi essenziali come l’elettricità per la desalinizzazione dell’acqua.
  • Sudan: riconosciuta come la più grave crisi di sfollamento al mondo, è stata richiesta una risposta più coordinata ed efficace per affrontare le necessità crescenti e le ripercussioni regionali del conflitto
A questi si aggiungono ulteriori pacchetti di aiuti per Siria, Libano e Yemen, per rispondere al rapido deterioramento delle condizioni umanitarie in queste aree. Di seguito la distribuzione geografica dei fondi:
  • Medio Oriente e Nord Africa: circa 471 milioni di euro, con particolare attenzione a Gaza, Siria, Yemen e Nord Africa.
  • Africa subsahariana e occidentale: circa 510 milioni di euro, destinati a regioni come Sahel, Nigeria nordoccidentale, bacino del lago Ciad, Grandi Laghi e Corno d’Africa.
  • Ucraina: uno stanziamento iniziale di 140 milioni di euro per il terzo anno di guerra, a cui si aggiungono ulteriori fondi per la Moldova (8 milioni) e la regione circostante.
  • Asia: circa 182 milioni di euro per crisi come quella del Myanmar e Afghanistan.
  • America Latina: circa 113 milioni di euro per Venezuela, Colombia, Haiti e America Centrale.
  • Fondi orizzontali e di emergenza: oltre 295 milioni di euro per rispondere a emergenze impreviste e circa 110 milioni per progetti innovativi e iniziative politiche

La Direzione Generale per la Protezione Civile e le Operazioni di Aiuto Umanitario Europee (DG ECHO) si conferma il principale strumento di finanziamento dell’UE per l’assistenza umanitaria implementata attraverso un’ampia rete di partner – ONG, agenzie ONU e organizzazioni internazionali – selezionati tramite processo di accreditamento. 

Durante il Forum è stato annunciato che, entro il 2026, la Commissione svilupperà una strategia integrata che unisca aiuti umanitari, sviluppo e iniziative di pace, per affrontare le cause profonde delle crisi – povertà, instabilità politica e conflitti – e rafforzare la resilienza delle comunità più vulnerabili.

 
 




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