Due Diligence Fund

Quinto bando del Due Diligence Fund

Il Due Diligence Fund (DDF) ha aperto il suo quinto ciclo di finanziamento, rivolto a partenariati innovativi che vogliono sviluppare approcci concreti e scalabili alla due diligence in materia di diritti umani e ambiente (HREDD) nelle filiere agricole globali. Il fondo è commissionato dal Ministero federale tedesco per la Cooperazione economica e lo Sviluppo (BMZ) e implementato da GIZ, e in quattro edizioni precedenti ha già selezionato e sostenuto oltre 30 progetti in tutto il mondo.

Perché la due diligence nelle filiere agricole è diventata urgente

Le filiere agricole globali sono sempre più al centro di obblighi normativi e aspettative sociali in materia di diritti umani e sostenibilità ambientale. I Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e le Linee guida OCSE per le imprese multinazionali forniscono il quadro di riferimento internazionale. Su questa base si è sviluppata una legislazione vincolante che le imprese europee non possono più ignorare: la Legge tedesca sulla catena di fornitura (LkSG), la Direttiva europea sulla due diligence in materia di sostenibilità aziendale (CSDDD) e il Regolamento UE sui prodotti privi di deforestazione (EUDR) impongono alle imprese di identificare, prevenire e affrontare i rischi lungo tutta la catena del valore.

In questo quadro, la due diligence efficace non è solo un obbligo di compliance: è uno strumento per rafforzare la trasparenza, consolidare le relazioni con i fornitori, gestire i rischi operativi e mantenere l'accesso ai mercati internazionali. Il DDF nasce per aiutare le imprese ad andare oltre il minimo legale, sviluppando pratiche che generino valore reale per tutti gli attori della filiera — inclusi i produttori primari e i lavoratori nei Paesi di origine.

Gli obiettivi del quinto bando

Il DDF5 si concentra sull'implementazione innovativa dei processi centrali di due diligence nelle filiere agricole, con particolare attenzione ai seguenti temi: filiere prive di deforestazione; clima e biodiversità; partecipazione digitale dei lavoratori e delle comunità; equità di genere e inclusione sociale; reddito dignitoso e salari equi per i produttori primari. Questa edizione celebra l'Anno internazionale delle donne agricoltrici e incoraggia con particolare enfasi i progetti che integrino misure strutturate di gender equity e inclusione sociale.

I progetti devono essere orientati alla produzione primaria — ovvero al primo anello della filiera, quello di coltivatori, raccoglitori e lavoratori agricoli — e devono coinvolgere attivamente i soggetti potenzialmente interessati dagli impatti negativi, come i piccoli agricoltori e i lavoratori delle piantagioni, sia nella progettazione che nell'implementazione. I risultati devono essere pubblicamente disseminati per generare conoscenza trasferibile ad altre filiere e contesti.

Ogni progetto deve dimostrare un solido potenziale di prevenzione o mitigazione degli impatti negativi; applicare un approccio basato sul rischio, a partire da una valutazione preliminare già effettuata; adottare una logica orientata ai processi più che a misure isolate; andare oltre i requisiti legali minimi di due diligence; ed essere progettato per essere scalabile e replicabile.

Chi può candidarsi

Le proposte devono essere presentate da consorzi di partenariato composti da uno o più partner commerciali con sede nell'UE, nello Spazio Economico Europeo (SEE), in Svizzera o nel Regno Unito, insieme ad almeno uno tra: partner commerciali con sede in un Paese incluso nella lista OCSE-DAC dei beneficiari di aiuto allo sviluppo, oppure organizzazioni di interesse pubblico con competenze pertinenti.

Sono eleggibili come partner commerciali le imprese coinvolte nella filiera agricola attraverso la produzione, la trasformazione, la distribuzione o i servizi abilitanti, che possano causare, contribuire o essere collegate a impatti negativi, e che abbiano — o possano sviluppare — capacità di incidere sulla prevenzione di tali impatti. È richiesto un co-finanziamento da parte delle imprese con sede in Europa, modulato in base alle dimensioni aziendali.

Struttura del bando

Il quinto ciclo prevede due finestre di finanziamento, entrambe con un massimale di 250.000 euro per progetto. Il processo di selezione si articola in due fasi: nella prima, i consorzi presentano una proposta breve con il concept progettuale e la composizione del partenariato; i candidati più promettenti vengono quindi selezionati per la seconda fase e invitati a presentare una proposta lunga con il disegno progettuale dettagliato. La selezione finale viene effettuata da GIZ e BMZ sulla base di criteri predefiniti. I progetti selezionati ricevono il finanziamento tramite accordi formali con GIZ e beneficiano di supporto tecnico durante tutta la fase di implementazione.

Le proposte brevi devono essere presentate entro il 15 giugno 2026

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