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ONG Italiane, tutte unite per contare in Europa

Quando si guarda oltre confine, fuori dal panorama italiano, si riesce a uscire dalla competizione provinciale che oggi caratterizza il mondo non governativo del nostro paese. Quando per far sentire la propria voce e raggiungere gli interlocutori europei non bastano più le conoscenze personali e le appartenenze si riesce a trovare uno spirito positivo e unitario. Questo è un segnale positivo che viene dell’avvio del percorso di costituzione della Piattaforma Europa, promossa a Roma due giorni fa dall’Associazione delle Ong Italiane.
AOI, unico socio italiano di Concord (European NGO confederation for Relief and Development), per promuovere una più larga partecipazione delle ONG e delle associazioni italiane di cooperazione internazionale al dibattito e alle attività della Confederazione delle ONG europee, propone appunto di costituire una Piattaforma Europa a cui sia conferito il mandato di rappresentare nel modo più ampio e plurale il movimento non governativo italiano.

Si tratta di costituire da qui a inizio ottobre un nuovo soggetto che ha visto nell’incontro di mercoledì la formazione del suo comitato promotore composto già da una quarantina di organizzazioni partecipanti.
Alla piattaforma sono invitate ad aderire tutte le ONG e le associazioni italiane di solidarietà e cooperazione internazionale che abbiano in corso o realizzato negli ultimi 3 anni un progetto finanziato dalla Commissione Europea o vi abbiano partecipato nel ruolo di partner effettivo. Il gruppo quindi è destinato ad allargarsi. Le adesioni possono essere comunicate alla AOI fino alla data di costituzione effettiva (chi fosse interessato può inviare una mail alla segreteria di AOI ong@ong.it) . La partecipazione alla piattaforma è libera ma onerosa, ciascun aderente sarà tenuto a contribuire alla quota associativa annuale necessaria alla partecipazione a Concord.
Francesco Petrelli, promotore dell’iniziativa, spiega come l’obiettivo principale sia quello di rappresentare al meglio il mondo non governativo italiano nella realtà europea di Concord, confederazione che riunisce oggi più di 1800 tra ONG e associazioni europee che operano nella cooperazione e costituisce l’interlocutore principale della Commissione Europea e delle altre istituzioni comunitari in tema di sviluppo. Dall’Italia non sempre si è stati in grado di garantire una partecipazione adeguata, coordinata e continuativa. Dentro AOI esiste da tempo una Piattaforma Europa che è riuscita con difficoltà ad esprimere rappresentanti italiani che partecipassero ai numerosi gruppi di lavoro tematici di Concord. Si tratta di temi chiave sul fronte politico e tecnico. Tra i gruppi di lavoropiù significativi ci sono quello sull’educazione allo sviluppo, la coerenza delle politiche, commercio, cambiamento climatico, aidwatch, finanziamenti europei ed efficacia dell’aiuto.

Chi ha partecipato negli ultimi anni a questi gruppi mette in guardia sulla complessità della dinamica di rappresentanza dentro Concord e la tecnicità degli argomenti trattati. Serve quindi stabilire modalità e regole di funzionamento condivise della Piattaforma che garantiscano un buon flusso d’informazioni e una delega consapevole nei confronti dei futuri delegati che verranno scelti dopo la costituzione ufficiale ad ottobre.

I più scettici, ma comunque aderenti, sono i rappresentanti di Link e Cini che trovano nella neonata Piattaforma un’occasione per raggiungere Bruxelles pur non essendo membri di AOI. I primi vorrebbero andare oltre Concord puntando su un rapporto con le istituzioni europee che si gioca su diversi livelli (i parlamentari europei italiani, le delegazioni UE all’estero) ed evitando la complessità e le scocciature del dialogo strutturato tra Concord e la Commissione. Da Cini mettono in guardia sul livello di delega e condivisione del mandato che la piattaforma dovrà dare ai suoi rappresentanti che dovranno trovare modalità e strumenti efficaci per portare feedback agli aderenti.

L’augurio, oltre a quello di meglio rappresentarci a livello europeo, è che questo passaggio possa essere una svolta verso una nuova fase in cui le diverse rappresentanze, confederazioni e gruppi di interesse del mondo non governativo ritrovino un percorso unitario basato su dinamiche democratiche, coesione e trasparenza.


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  1. se fosse un'esperimento positivo si potrebbe ripartire da zero e lasciare da parte le vecchie esperienze, Aoi, link e quant'altro. C'è bisogno di guardare al risultato e lasciar perdere appartenenze e cordate del passato. Saluti Deborah L.

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