
Dalle pagine di questo blog abbiamo più volte sollecitato l’amministrazione milanese del sindaco Pisapia ad
osare di più sul fronte della cooperazione e sul ruolo internazionale che Milano può e deve avere anche in vista dell’Expo 2015. La città ha la solidarietà internazionale e il volontariato nelle sue corde, qui risiede e si attiva da decenni una parte importante del tessuto della società civile italiana che non ha niente da invidiare alle eccellenze della moda, della finanza o del design, troppo spesso utilizzate per raccontare il meglio di questa città.
Eppure quando si parla di utilizzo dei soldi pubblici, soprattutto in tempo di crisi, sembra che queste realtà solidali non abbiano più
diritto di cittadinanza all’ombra del Duomo.
Ne è un esempio
l’articolo apparso ieri sulle pagine di cronaca cittadina del quotidiano Libero che punta il dito sugli investimenti che l’amministrazione Pisapia avrebbe fatto nella cooperazione internazionale negli ultimi anni. Lo schema proposto ai lettori è sempre lo stesso, quello della
guerra tra poveri. Il sostegno a progetti di cooperazione contro l’aumento dei biglietti dell’ATM agli anziani, gli africani contro i poveri di casa nostra. Libero titola
“Il Comune butta 133 mila euro per ripulire l’aria in Mozambico, ecco i progetti terzomondisti di Pisapia” e snocciola una serie di assunti basati sulla lettura frettolosa dei titoli di alcuni progetti co-finanziati dal Comune nel 2012. Il solo fatto che si parli di terzomondismo poi denota chiaramente la scarsa conoscenza dell’argomento da parte del giornalista, chi conosce nel dettaglio la metodologia e i bandi pubblici attraverso i quali questi fondi sono stati destinati, sa che non si tratta di semplici aiuti terzomondisti ma di progetti spesso complessi e innovativi su temi importanti come la
sicurezza alimentare, la biodiversità e il co-sviluppo.
Ma vediamo le cifre, che in realtà sono davvero poca cosa e per di più in
continua diminuzione dai tempi del Sindaco Moratti che aveva cavalcato la cooperazione proprio per strappare l’Expo a Smirne. Parliamo di una media per il periodo 2007-2011 pari a circa 1 milione 400 mila all'anno. Per dare una dimensione a chi legge, il Comune si appresta in questi giorni ad approvare un bilancio complessivo di circa
2 miliardi e 500 milioni in cui il preventivo d’impegno reale sul capitolo cooperazione internazionale sarà di circa
300.000 euro. Questa è la cifra che sarà eventualmente disponibile per il 2014 in una città che sta investendo oltre 20 miliardi di euro per l’Expo 2015 e che vuole diventare un punto di riferimento a livello internazionale.
L’auspicio è che l’amministrazione Pisapia approvi da qui a venerdì l’impegno per la cooperazione e per lo sviluppo della sua dimensione internazionale come scelta politica convinta; non prevedere adeguate risorse per i prossimi anni sarebbe un modo per vanificare le opportunità di Expo e negherebbe anche l’opportunità di attrarre ulteriori fondi nazionali ed europei per mobilitare la società civile cittadina e rafforzare lo spirito solidale di Milano.