La UE vieta alle ONG ambientaliste di usare i fondi europei per advocacy e lobbying
La Commissione Europea ha introdotto un cambiamento significativo nelle regole di utilizzo dei fondi del programma LIFE, che finanzia progetti ambientali e climatici nell’UE. Secondo quanto riportato recentemente da Politico, le ONG ambientaliste non potranno più destinare i fondi ricevuti a attività di lobbying e advocacy mirate verso istituzioni e funzionari europei poiché possono comportare un rischio reputazionale per l'Unione. La decisione, comunicata con una lettera alle ONG, ha suscitato ampie preoccupazioni nel settore perché potrebbe ridurre fortemente gli spazi di azione delle organizzazioni nel dibattito pubblico.
Cosa Prevede la Nuova Direttiva
Le nuove linee guida, comunicate attraverso lettere ufficiali inviate dall’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (CINEA), fanno riferimento a sovvenzioni provenienti dal fondo per i progetti ambientali dell'UE noto come LIFE, che stanzia 5,4 miliardi di euro di finanziamenti tra il 2021 e il 2027. Nella comunicazione di precisa che:- Non saranno più ammissibili attività di lobbying attivo, come l’organizzazione di incontri con funzionari UE o la produzione di materiale finalizzato a influenzare politiche specifiche.
- Tra queste rientrano "l'organizzazione di riunioni o la fornitura di materiale di advocacy" a specifiche istituzioni o funzionari dell'UE, o "l'identificazione di specifici membri o funzionari di un'istituzione per valutare o descrivere le loro posizioni, o per discutere specifici contenuti o risultati politici".
- Saranno consentite attività di comunicazione meno assertive, come workshop, conferenze, campagne di sensibilizzazione e la produzione di documenti informativi o di ricerca.