Piano Mattei, due anni dopo: un bilancio alla vigilia del secondo vertice Italia-Africa

Piano Mattei, due anni dopo: un bilancio alla vigilia del secondo vertice Italia-Africa

A pochi giorni dal secondo vertice Italia-Africa, in programma in Etiopia, il Piano Mattei entra in una fase cruciale. A due anni dal suo lancio, l’iniziativa voluta dal governo italiano si sottopone a una sorta di “tagliando” politico e operativo, chiamato a verificare quanto degli impegni annunciati si sia tradotto in risultati concreti e quale direzione stia effettivamente prendendo la strategia italiana nel continente africano.

La scelta di Addis Abeba non è casuale. La capitale etiope è diventata negli ultimi anni uno snodo simbolico e politico del Piano: qui, nell’aprile 2023, si è avviato il dialogo su migrazioni e stabilità nel Corno d’Africa; qui la presidente del Consiglio parteciperà, oltre al vertice Italia-Africa, anche alla sessione plenaria dell’Unione Africana, segnalando la volontà di collocare il Piano in un quadro multilaterale e continentale più ampio.

Secondo i dati diffusi dal governo, nel solo 2025 il Piano Mattei avrebbe mobilitato tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro, attraverso una combinazione di risorse nazionali (Fondo Italiano per il Clima, Plafond Africa di CDP) e strumenti multilaterali, in particolare la partnership con la Banca Africana di Sviluppo, pensata per generare un effetto leva e attrarre ulteriori finanziamenti internazionali. Anche il perimetro geografico si è ampliato: dai 9 Paesi iniziali si è passati a 14, con l’annuncio di un possibile ulteriore allargamento nel 2026.

Sul piano settoriale, il Piano si sta articolando in diversi cantieri tematici: acqua e sicurezza alimentare, energia, agricoltura e infrastrutture resilienti. Alcuni interventi si inseriscono esplicitamente nel quadro del Global Gateway europeo, segnalando un tentativo di allineamento con le politiche UE.

Accanto a questi elementi, tuttavia, permangono criticità strutturali. Fin dall’inizio, il Piano Mattei ha suscitato perplessità tra molti attori della cooperazione allo sviluppo. ONG, PMI e organizzazioni della società civile hanno denunciato un limitato coinvolgimento nei processi decisionali, mentre diversi osservatori hanno messo in guardia dal rischio di una strategia sbilanciata su interessi geopolitici, energetici e di controllo dei flussi migratori, a scapito dei principi di partenariato, ownership e coerenza delle politiche.

Un ulteriore elemento di criticità, frequentemente richiamato da osservatori, analisti e operatori del settore, riguarda il tema della trasparenza. A due anni dall’avvio del Piano Mattei, nonostante l’annuncio di risorse mobilitate e di nuovi partenariati finanziari, restano limitate e frammentarie le informazioni pubblicamente accessibili su criteri di selezione dei progetti, procedure di allocazione dei fondi, meccanismi di monitoraggio e risultati effettivamente conseguiti. La natura ibrida del Piano – a cavallo tra cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica e strumenti finanziari – rende ancora più rilevante la necessità di un quadro chiaro di rendicontazione, in grado di garantire accountability verso l'opinione pubblica, gli attori del sistema della cooperazione e i partner africani. In assenza di dati sistematici e comparabili, il rischio è che il dibattito pubblico si polarizzi tra narrazioni politiche contrapposte, senza una base informativa solida su cui valutare l’efficacia reale dell’iniziativa.

Chiediamo a voi di fare un primo bilancio

Nel novembre 2023, all’indomani dalla pubblicazione del decreto legge che istituiva il Piano Mattei, Info Cooperazione aveva promosso un primo questionario tra gli operatori del settore: i risultati mostravano aspettative alte ma accompagnate da un diffuso scetticismo su governance, innovatività e coerenza con la legge 125/2014.

A due anni di distanza, con progetti avviati, risorse mobilitate e un quadro politico più definito, è il momento di tornare a chiedere agli addetti ai lavori che bilancio traggono dal Piano Mattei. In occasione del vertice Italia-Africa, proponiamo quindi un nuovo questionario per raccogliere valutazioni, critiche e proposte della nostra community, con l’obiettivo di alimentare un dibattito informato sul futuro della cooperazione italiana in Africa.

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