Meno risorse e valutazione d’impatto per gli Enti del Terzo Settore
È stato recentemente reso pubblico l’atto di indirizzo per il triennio 2025-2027 che stanzia le risorse destinate agli Enti del Terzo Settore (ETS) – siano essi Reti Nazionali o ETS regionali – per le proprie iniziative e progetti finalizzati al raggiungimento degli interessi generali. La dotazione complessiva del triennio è pari a circa 141,3 milioni di euro di cui 44 milioni per 2025. Nel complesso si tratta di una riduzione di circa 34 milioni di euro rispetto alla precedente programmazione triennale che aveva una dotazione di 175 milioni. Rispetto al solo anno 2025 va rammentato che con un decreto del 30 giugno scorso era stato previsto un incremento di 10 milioni di euro, dotazione che si aggiungerà quindi ai 44 milioni di euro di cui sopra.
La nuova programmazione si inserisce nel solco dalle precedenti ribadendo la promozione del Terzo settore quale strategia di creazione di valore pubblico per la collettività e l’ancoraggio agli obiettivi dell’Agenda 2030. In un passaggio specifico viene richiamata la misurazione e gestione dell’impatto sociale in coerenza con le Linee guida del 2019, un aspetto che sarà oggetto di valutazione in sede di assegnazione delle risorse.
Il sostegno alle attività di interesse generale di rilievo nazionale, come negli anni passati, dovrà essere promosso da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni iscritte nel registro unico nazionale del Terzo settore, singole o in partenariato tra loro, anche attraverso le reti associative. Le attività dovranno prevedere lo svolgimento in almeno 10 Regioni e dovranno essere di importo non inferiore a 250.000 euro e non inferiore a 500.000 euro: la quota di finanziamento ministeriale non potrà superare l’80% del costo totale (50% nel caso di progetto presentato da una fondazione).
L’atto pubblicato fornisce anche indicazioni per l’anno in corso: ai progetti di rilevanza nazionale sono stanziati 14.329.634,71 euro. Tale importo è comprensivo di 3,5 mln di euro destinati a progetti riguardanti interventi sul tema “intelligenza artificiale” (misura che viene rafforzata rispetto alla precedente dotazione di 1 mln); pertanto per i progetti nazionali lo stanziamento rimasto è di soli 10.829.634 euro mentre nelle annuali passate l’importo destinato solitamente superava i 20 mln di euro.
L’atto di indirizzo definisce inoltre la ripartizione regionale delle risorse, assegnate per il 30% del totale a titolo di quota fissa, per il 20% sulla base della popolazione residente al primo gennaio 2025, come da rilevazione Istat e per il 50% sulla base del numero degli ETS iscritti al RUNTS a inizio anno. La Lombardia con 8,4 mln è la prima regione per importo disponibile, a seguire il Lazio con poco più di 6 mln di euro e l’Emilia Romagna con 5,3 mln di euro.
La novità più rilevante dell’atto di indirizzo riguarda l’obbligo di introdurre per tutti i progetti di rilevanza nazionale l’obbligo della redazione di un rapporto di valutazione dell’impatto sociale dei risultati conseguiti dalle attività del progetto finanziato. Recita infatti così il testo del decreto: “Il rafforzamento della capacità organizzativa degli ETS e la costante crescita del loro coinvolgimento nelle politiche pubbliche, rendono quanto mai opportuno introdurre, in relazione alle attività di interesse generale sussidiate a livello nazionale, meccanismi applicativi della misurazione dell’impatto sociale generato sulle comunità di riferimento dall’implementazione di dette attività, in linea con quanto previsto dal D.M. 23 luglio 2019, recante “ Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore”, adottato in attuazione della previsione contenuta nell’articolo 7, comma 3, della legge 6 giugno 2016, n. 106. L’importanza della gestione e della misurazione dell’impatto sociale è stata peraltro ripresa anche a livello europeo, in quanto a tale tematica è dedicato spazio significativo nella Raccomandazione 13287/23 del Consiglio UE sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale. La valutazione di impatto sociale costituisce un elemento di grande importanza: da un lato, infatti, ogni organizzazione genera nel breve, medio e lungo periodo effetti di cambiamento capaci di incidere sulle condizioni delle persone e delle comunità; dall’altro, questo discorso assume pregnanza particolare per gli ETS, in quanto, per espressa previsione legislativa, compartecipi, assieme ai soggetti pubblici, nella realizzazione dell’interesse generale.” Come indicato nelle linee guida, la valutazione d’impatto dovrà essere prodotta per i soli interventi di durata di almeno 18 mesi e con un valore superiore a un milione di euro, se sviluppati in ambito interregionale, nazionale o internazionale.
L’emanazione dei bandi di rilevanza nazionale è presumibilmente prevista a partire dalla metà del prossimo mese di ottobre, mentre quelli regionali seguiranno a partire dal 2026.
Scarica il decreto
L’atto pubblicato fornisce anche indicazioni per l’anno in corso: ai progetti di rilevanza nazionale sono stanziati 14.329.634,71 euro. Tale importo è comprensivo di 3,5 mln di euro destinati a progetti riguardanti interventi sul tema “intelligenza artificiale” (misura che viene rafforzata rispetto alla precedente dotazione di 1 mln); pertanto per i progetti nazionali lo stanziamento rimasto è di soli 10.829.634 euro mentre nelle annuali passate l’importo destinato solitamente superava i 20 mln di euro.
L’atto di indirizzo definisce inoltre la ripartizione regionale delle risorse, assegnate per il 30% del totale a titolo di quota fissa, per il 20% sulla base della popolazione residente al primo gennaio 2025, come da rilevazione Istat e per il 50% sulla base del numero degli ETS iscritti al RUNTS a inizio anno. La Lombardia con 8,4 mln è la prima regione per importo disponibile, a seguire il Lazio con poco più di 6 mln di euro e l’Emilia Romagna con 5,3 mln di euro.
La novità più rilevante dell’atto di indirizzo riguarda l’obbligo di introdurre per tutti i progetti di rilevanza nazionale l’obbligo della redazione di un rapporto di valutazione dell’impatto sociale dei risultati conseguiti dalle attività del progetto finanziato. Recita infatti così il testo del decreto: “Il rafforzamento della capacità organizzativa degli ETS e la costante crescita del loro coinvolgimento nelle politiche pubbliche, rendono quanto mai opportuno introdurre, in relazione alle attività di interesse generale sussidiate a livello nazionale, meccanismi applicativi della misurazione dell’impatto sociale generato sulle comunità di riferimento dall’implementazione di dette attività, in linea con quanto previsto dal D.M. 23 luglio 2019, recante “ Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore”, adottato in attuazione della previsione contenuta nell’articolo 7, comma 3, della legge 6 giugno 2016, n. 106. L’importanza della gestione e della misurazione dell’impatto sociale è stata peraltro ripresa anche a livello europeo, in quanto a tale tematica è dedicato spazio significativo nella Raccomandazione 13287/23 del Consiglio UE sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale. La valutazione di impatto sociale costituisce un elemento di grande importanza: da un lato, infatti, ogni organizzazione genera nel breve, medio e lungo periodo effetti di cambiamento capaci di incidere sulle condizioni delle persone e delle comunità; dall’altro, questo discorso assume pregnanza particolare per gli ETS, in quanto, per espressa previsione legislativa, compartecipi, assieme ai soggetti pubblici, nella realizzazione dell’interesse generale.” Come indicato nelle linee guida, la valutazione d’impatto dovrà essere prodotta per i soli interventi di durata di almeno 18 mesi e con un valore superiore a un milione di euro, se sviluppati in ambito interregionale, nazionale o internazionale.
L’emanazione dei bandi di rilevanza nazionale è presumibilmente prevista a partire dalla metà del prossimo mese di ottobre, mentre quelli regionali seguiranno a partire dal 2026.
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