Come funziona il Fondo Regioni
La delibera del Comitato Congiunto n. 141 dello scorso 10 dicembre chiarisce alcuni punti sul funzionamento del cosiddetto Fondo Regioni istituito ad aprile scorso dal MAECI. Il Comitato ha previsto infatti l’istituzione di un Fondo fino a 40 milioni di euro per la “Promozione di partenariati territoriali da parte delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano con il coordinamento della DGCS e il supporto tecnico di AICS” a valere sull’anno 2025.
Si tratta di una nuova modalità con la quale verranno finanziati i progetti di cooperazione delle regioni italiane che vengono sottoposti alla DGCS e successivamente finanziati attraverso una convenzione con la regione assegnataria. Le fonti di finanziamento del Fondo, la sua ripartizione in annualità e la sua disponibilità residua saranno determinate in occasione dell’approvazione delle singole progettualità che esso finanzierà. Indiscrezioni dicono che il fondo sarà rifinanziato nel 2026 con ulteriori 60 milioni di euro.
La procedura prevede che le proposte progettuali sottoposte dalle Regioni saranno valutate dal Direttore Generale e dai Capi degli uffici competenti della DGCS, con il parere tecnico dell’AICS. L’analisi delle proposte verrà effettuata in base all’ordine di arrivo e verranno individuate quelle che presentano coerenza rispetto ai criteri indicati e sarà subordinata alla disponibilità delle risorse sul Fondo. Gli esiti dell’esame verranno comunicati per iscritto dai Capi degli uffici competenti della DGCS all’AICS.
Con una nota attuativa di indirizzo presentata dalla DGCS al Comitato, è stato richiesto infatti all’Agenzia di fornire i chiarimenti di carattere tecnico utili alla formulazione e allo sviluppo di iniziative proposte dalle Regioni, sotto la supervisione e indirizzo della DGCS. Sarà quindi l’Agenzia, a seguito delle verifiche tecniche, a sottoporre per approvazione al Comitato Congiunto le iniziative corrispondenti alle proposte progettuali positivamente valutate.
Il Comitato Congiunto, nella sua ultima riunione di dicembre, ha deliberato inoltre i requisiti fondamentali che le iniziative presentate da Regioni e Province Autonome dovranno avere:
- essere conformi alle priorità di intervento indicate dal Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo 2024-2026 e dal Piano Mattei;
- essere presentate dagli Enti Esecutori nel rispetto degli elementi del documento semplificato di progetto (predisposto da AICS);
- formale sostegno delle Autorità governative dei Paesi partner (al riguardo, dovrà essere attivato ogni utile coordinamento tra DGCS, Ambasciate e Sedi AICS per facilitare la formalizzazione del sostegno delle Autorità e la promozione dei partenariati);
- partenariati territoriali con i Paesi partner e con soggetti pubblici e privati del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, istituiti tramite accordi di partenariato che saranno sottoscritti prima della stipula della Convenzione tra gli Enti Esecutori e AICS;
- il co-finanziamento da parte dell’Ente Esecutori e/o dei suoi partner.
- Regione Calabria: “Hub formativo Tunisi” (Tunisia);
- Regione Lombardia: “Italia-Africa Joint STI Campus” (Tanzania, Uganda e, in prospettiva, in altri Paesi Prioritari);
- Regione Lombardia: Approccio della Regione Lombardia nel settore agroalimentare (due componenti) (Kenya);
- Regione Marche: “Formazione, eccellenza e lavoro nel settore della pelle e delle calzature in Etiopia” (Etiopia);
- Regione Veneto: “HELP Rafforzamento dei servizi di emergenza urgenza medica nelle città di Maputo e Nampula” (Mozambico);
- Provincia Autonoma di Trento: MOZAGRI+: “MOZAGRI+: Centro di servizi agricoli integrati nella Provincia di Sofala” (Mozambico).