Lettera aperta del personale AICS al ministro Tajani
Trecento operatori e operatrici deIl’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) hanno sottoscritto una lettera aperta al ministro Tajani. Pur accogliendo con sollievo la notizia del raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e, auspicando che esso rappresenti un passo concreto verso la fine delle ostilità, esprimono profonda preoccupazione per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e chiede un intervento deciso del Governo italiano per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
Di seguito il testo sottoscritto dai firmatari:
Onorevole Ministro,
noi, membri del personale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Le scriviamo con profonda preoccupazione e senso di responsabilità per richiedere il Suo autorevole intervento volto ad assicurare che l’Italia adempia pienamente ai propri obblighi in materia di tutela e promozione dei diritti umani, conformemente ai principi sanciti dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale.
Condanniamo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, così come il regime di apartheid che Israele ha imposto al popolo palestinese ormai da decenni. Riteniamo che nessuna azione armata, seppure esercitata a titolo di autodifesa, possa ritenersi legittima qualora non rispetti i principi fondamentali del diritto internazionale, tra cui quelli di necessità, distinzione, proporzionalità e precauzione.
Le operazioni militari condotte da Israele nella Striscia di Gaza, protratte ormai da due anni, hanno, infatti, provocato una catastrofe umanitaria senza precedenti: decine di migliaia di vittime civili, in larga parte donne e bambini; distruzione estesa e sistematica di abitazioni, ospedali, scuole, campi profughi, infrastrutture idriche ed elettriche; e un assedio totale che impone sfollamenti forzati di massa e ostacoli deliberati all’accesso degli aiuti umanitari. Queste condizioni hanno condotto ad una privazione prolungata e intenzionale di mezzi essenziali di sussistenza, generando fame diffusa e carestia, proclamata ufficialmente dalle Nazioni Unite lo scorso 22 agosto.
A livello internazionale, numerosi organismi delle Nazioni Unite hanno già espresso con chiarezza la gravità della situazione in Gaza e le responsabilità giuridiche che ne derivano.
La Corte Internazionale di Giustizia, con ordinanza del 26 gennaio 2024, ha riconosciuto la plausibilità delle accuse di genocidio mosse dal Sud Africa contro Israele, respingendo la richiesta di archiviazione e ordinando misure cautelari vincolanti ai sensi dell’art. 41 dello Statuto, per prevenire un “préjudice irréparable”.
La Commissione d’Inchiesta Internazionale Indipendente dell’ONU, nel rapporto presentato al Consiglio per i Diritti Umani il 16 settembre 2025, ha concluso che Israele ha commesso atti costitutivi di genocidio nella Striscia di Gaza, confermando le analisi della Relatrice Speciale sui Territori Palestinesi Occupati.
La Corte Penale Internazionale, il 21 novembre 2024, ha emesso mandati di arresto contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tra cui l’uso della fame come metodo bellico e attacchi deliberati contro civili.
Infine, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, nel rapporto del 3 giugno 2024, ha inserito le forze armate israeliane e Hamas nella lista delle parti responsabili di gravi violazioni dei diritti dei bambini, tra cui uccisioni, mutilazioni, attacchi a scuole e ospedali e sequestri.
Alla luce di tali pronunce internazionali e degli obblighi giuridici da esse derivanti, riteniamo imprescindibile che l’Italia dia piena attuazione ai propri impegni costituzionali e legislativi.
In particolare, l’azione del nostro Governo deve rispettare:
- L’art 1 l della nostra Costituzione in base al quale: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”,
- l’art. 117 della nostra Costituzione che, in combinato con l’art 11, vincola l’Italia al rispetto degli obblighi internazionali, tra cui la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948;
- e l’art. 1 della legge 125/2014 secondo cui“La cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace, di seguito denominata «cooperazfone allo sviluppo», è parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia. Essa si ispira ai principi della Carta delle Nazioni Unite ed alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione La sua azione, conformemente al principio df‘ cui all’articolo 11 della Costituzione, contribuisce alla promozione della pace e della giustizia e mira a promuovere relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondate sui principi di interdipendenza e partenariafo”.