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The Smaritans e gli altri sberleffi virali sulle ONG

I luoghi comuni sono tanti e tutti portati all’eccesso nei trailer del mockumentary The Samaritans, ma in fondo qualche spunto di riflessione c’è. The Samaritans, serie televisiva pilota sul mondo delle ONG, è diventato un fenomeno virale proprio nella comunità che cinicamente sbeffeggia. Non è un caso che si tratti di una produzione keniota, paese dove sono registrate oltre 4000 ONG tra quelle locali e quelle internazionali. Hussein Kurji, regista e ideatore della serie dice di essersi ispirato a storie vere condivise a Nairobi con amici che operano nel settore della cooperazione internazionale.

 

Quelli che si vedono nei brevi episodi disponibili in rete sono personaggi spinti all’estremo, come il neo direttore della finta ONG Aid for Aid che si presenta allo staff locale dicendo: “Non sono inesperto come pensate, lavoro per la ONG di mia mamma da quando avevo sei anni”. Poi le storie di stagisti sfruttati, cooperanti fannulloni e improvvisati che passano le loro serate tra feste e ubriacature e discussioni su come sconfiggere la povertà fatte a cena nei migliori ristoranti della capitale. E poi il delirio della comunicazione e del fundraising, le giornate spese a cercare l’Hashtag giusto per la nuova campagna come richiesto dalla sede di Londra o la riunione di progettazione che si concentra solo sull’acronimo sexy per il prossimo progetto da presentare alla call for proposal.

 


Per ora The Samaritans è una start up, il gruppo di produttori ha girato i primi episodi grazie ad un crowdfunding in rete ed ha vinto un premio al Dioscop in Sud Africa. Se diventerà una serie televisiva vera e propria lo vedremo più avanti e lo decreteranno i donatori che contribuiscono online per vedere i primi episodi.

Di sicuro non si tratta del primo prodotto di fiction virale che prende di mira le ONG e le charity soprattutto quelle made in UK. Guardate cosa era passato in rete negli anni scorsi:

 

Il cartone animato che prende in giro gli operatori umanitari in Sudan

 

La canzone Development Boy, remake di American Boy

 

Il duo Tripp e Tyler che promuovono la campagna “One for One” per distribuire frullatori nei villaggi africani

 

La canzone della campagna “Africa for Norway” che diventò virale nel 2012


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  1. Benché grossolano, il ritratto che viene fatto della cooperazione non è affatto irrealista, anzi … A volte se ne vedono e se ne sentono di peggiori. Del resto un carrozzone che muove una massa enorme di denaro non potrebbe essere un party di fate.

  2. il trailer e’ molto realistico,ho potuto constatarlo in piu’ di dieci anni di lavoro sul campo.
    Il cinismo di talune sedi centrali assetate di “fatturine” e soldi contanti , l’ignoranza totale ed offensiva dei componenti delle cosiddette missioni ispettive dovrebbero essere oggetto di piu’ di un film.

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