8x1000 statale, risorse importanti gestite male
Si avvicina il 30 settembre, la scadenza annua per la presentazione dei progetti a valere sull’otto per mille a gestione statale, una dotazione di fondi importante che supera i 60 milioni annui provenienti dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani che potrebbero finanziare importanti attività nelle sei categorie previste dalle legge: Fame nel mondo, Calamità naturali, Assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati, Conservazione dei beni culturali, Edilizia scolastica e Recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche.
C’è qualcosa che non va
Nonostante le risorse siano destinate a progetti da realizzare in ambiti per i quali esistono amministrazioni ed enti dello stato preposti e specializzati, queste risorse sono gestite direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri che ha una apposita struttura denominata Dipartimento per il coordinamento amministrativo, che opera nel settore dell’attuazione, in via amministrativa, delle politiche del Governo. Una struttura esigua che si trova a gestire, oltre al processo di valutazione e selezione delle istanze annuali, la realizzazione e la rendicontazione di centinaia di progetti (spesso pluriennali) che ogni anno vengono finanziati per le categorie sopra citate. Inevitabilmente da anni raccogliamo lamentele e criticità sollevate dalle organizzazioni e dagli enti dello stato che hanno avuto finanziamenti per realizzare i progetti. Mancanza di coordinamento, contatti difficili con tempistiche bibliche, procedure farraginose, mancata conoscenza dei contesti specifici rendono la gestione di questi progetti una odissea amministrativa che spesso danneggia gli esisti dei progetti stessi e costringe gli enti a sopportare costi di gestione elevatissimi.Nulla di personale
Ovviamente non c’è nulla di personale nei confronti di chi opera all’interno della struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri. Semplicemente siamo di fronte a una clamorosa sottovalutazione del carico di lavoro e della necessità di competenze specifiche che comporta la gestione di un meccanismo come quello dell’otto per mille a gestione statale. La domanda che da diversi anni abbiamo posto e che molti si fanno intorno a questo strumento è: Perché queste risorse non possono essere semplicemente trasferite alle amministrazioni dello stato competenti nei diversi ambiti? Amministrazioni che tra l’altro gestiscono decine di altri procedimenti simili con procedure e personale specializzati nelle diverse materie? Perché i fondi della Fame nel mondo non possono essere gestiti dall’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo, quelli sulle Calamità naturali dalla Protezione Civile, quelli sull’Assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati dal Ministero dell’Interno, quelli sulla Conservazione dei beni culturali dal Ministero della Cultura, e quelli sul Recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche dal Ministero della Salute?Meglio rinunciare?
Dopo gli esiti della valutazione delle proposte progettuali dello scorso anno si sono intensificati i dubbi sul senso di questo meccanismo di finanziamento. La valutazione delle istanze effettuata con nuovi requisiti formali richiesti ha fortemente penalizzato le organizzazioni e gli enti richiedenti portando all’esclusione dal finanziamento del 70% delle istanze presentate su tutte le categorie. Particolarmente pesante il bilancio per le categorie Assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati e Fame nel mondo per le quali rispettivamente sono stati rigettate il 90% e l’80% delle istanze. Per quanto riguarda la categoria «Fame nel mondo» solo 28 progetti sono stati finanziati per un totale di 7.832.297 € sulle 134 istanze presentate nel settembre 2023. Per la categoria «Assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati», finanziati 7 progetti per un totale di 952.121 € delle 65 istanze presentate. Molte organizzazioni hanno già deciso lo scorso anno di non ripresentare loro proposte progettuali, oggi molte altre si chiedono se valga la pena di sottoporre nuove istanze con requisiti di selezione cavillosi e sempre più restrittivi.I progetti sulla Fame nel mondo allineati al Piano Mattei
Per le organizzazioni che si occupano di cooperazione e aiuto umanitario si aggiungono una serie di restrizioni inedite che sono state inserite a seguito della pubblicazione dei criteri di valutazione lo scorso mese di gennaio. I progetti dovranno essere localizzati nel continente africano, nei Paesi con i quali il Governo ha inteso concludere accordi di cooperazione allo sviluppo di cui alla legge 11 gennaio 2024, n. 2, c.d. “Piano Mattei”, ovvero Costa d’Avorio, Algeria, Egitto, Mozambico, Tunisia, Etiopia, Congo, Kenya e Marocco. Il richiedente dovrà possedere capacità operativa in loco. Cambiano i parametri di valutazione delle istanze rispetto all’anno scorso, ai fini dell’ammissione alla ripartizione della quota dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2025, sarà dato un punteggio maggiore ai seguenti elementi:- Rilevanza dell’intervento in termini di autosufficienza alimentare e impatto sui beneficiari
- Qualità tecnica dell’intervento intesa come valutazione della congruità, della completezza, del grado di dettaglio, dell’accuratezza nella descrizione della soluzione tecnica da adottare
- Possono essere ammessi al finanziamento i costi diretti del personale anche “espatriato” e così detto “nazionale”, nella misura massima del 20% oltre a spese generali e costi diretti ed indiretti di gestione nel limite del 7%. Non sono ammessi l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili, l’acquisto di autoveicoli e ciclomotori. I beni durevoli ammessi a contributo dovranno restare nella disponibilità definitiva dei beneficiari.
- Avere un numero massimo di interventi ancora da concludere non superiore a due. Nel caso di presentazione di più domande si procederà esclusivamente alla valutazione della prima istanza regolarmente pervenuta.
- I progetti di importo superiore a cinquecentomila euro dovranno essere articolati per lotti funzionali e funzionanti.
- È ammessa la presenza di un partner di progetto, con affidamento di una quota di budget, solo nel caso in cui il partner non abbia presentato altra domanda di finanziamento ovvero non abbia in gestione altri progetti a valere sulla quota IRPEF otto per mille.
- Il beneficiario ammesso al finanziamento deve presentare, a pena di decadenza, contestualmente all’accettazione del finanziamento, un contratto autonomo di garanzia, a prima richiesta per l’intero importo dell’intervento. Il contratto è prestato a garanzia fino ad approvazione della rendicontazione finale ed alla restituzione degli eventuali risparmi di spesa.