Peer Review dell'aiuto europeo: ecco le raccomandazioni dell'OCSE

Peer Review dell'aiuto europeo: ecco le raccomandazioni dell'OCSE

Il Comitato per l'Assistenza allo Sviluppo (DAC) dell'OCSE ha pubblicato la sua Peer Review sull'Unione Europea, condotta da Norvegia e Svizzera nel corso del 2025. Il rapporto, basato su auto-valutazioni, consultazioni con oltre 21 partner (tra cui governi di Angola, Colombia e Ucraina) e visite sul campo, analizza l'evoluzione della cooperazione allo sviluppo UE in un contesto geopolitico mutevole. Nel 2024, le istituzioni UE hanno erogato 27,7 miliardi di USD in aiuto pubblico (dati preliminari), con aumenti trainati dal sostegno all'Ucraina, posizionandosi come attore leader in diritti umani, multilateralismo e sostenibilità.

Il nuovo paradigma del Global Gateway

L'UE sta ridefinendo la sua azione esterna, enfatizzando sicurezza economica, difesa e interessi reciproci, con l'ODA come catalizzatore per investimenti pubblici e privati. Il Global Gateway, lanciato nel 2021 con ambizione di 300 miliardi di EUR entro il 2027, si concentra su connettività digitale, energia sostenibile, trasporti, salute ed educazione. Il rapporto elogia il cosiddetto 360-degree approach formalizzato nel 2024, che integra prestiti concessionali, prestiti policy-based, budget support e garanzie per promuovere riforme strutturali e sviluppo umano, specie in servizi base colpiti da tagli dell'aiuto globale.L'EFSD+ (40 miliardi di garanzie) è lo strumento chiave che dovrebbe incentivare investimenti in settori rischiosi. Tuttavia, il DAC raccomanda di semplificare i processi, preservare il focus sul settore privato locale e comunicare meglio l'addizionalità degli investimenti per massimizzare l'impatto.

Sfide nei contesti più fragili

Con un paradigma orientato a benefici reciproci e flessibilità geografica nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, l'UE deve salvaguardare l'accesso alla finanza concessionale per i Paesi Meno Sviluppati (LDC) e contesti fragili, dove la finanza privata è molto limitata. Il Team Europe viene apprezzato nel rapporto come approccio pragmatico per il coordinamento tra UE, Stati Membri, agenzie e partner, senza un'armonizzazione forzata ma persistono sfide su inclusività e visibilità degli Stati Membri e attività di M&E delle iniziative.La presenza paese dell'UE è un punto di forza chiave soprattutto per il dialogo con gli attori locali, ma deve essere nutrita inserendo l'expertise di sviluppo nelle Delegazioni e accompagnando lo staff con attività formative su tematiche trasversali.

Le raccomandazioni chiave del DAC

Il rapporto della Peer Review contiene una serie di raccomandazioni, la cui applicazione viene monitorata con lo strumento della mid-term review, ecco di seguito i principali punti attenzionati:
  1. Salvaguardare la finanza concessionale nei paesi LDC e fragili.
  2. Nutrire la presenza paese con expertise di sviluppo nelle Delegazioni.
  3. Migliorare i meccanismi di M&E nel Team Europe e promuovere il finanziamento diretto delle realtà locali.
  4. Aumentare la trasparenza dello strumento Global Gateway (progetti, outcomes, financing).
  5. Promuovere gli standard ESG nelle filiere e la coerenza delle politiche.
  6. Sottolineare il valore della cooperazione allo sviluppo per prevenire le crisi e mantenere la pace attraverso il nesso Umanitario-Sviluppo-Pace.

Questa Peer Review del DAC coglie l'UE in una fase di transizione verso il nuovo settennato europeo e si configura come una roadmap per l'aiuto europeo dei prossimi anni in una stagione di forte instabilità e riconfigurazione dell'auto allo sviluppo globale.

Scarica il rapporto della Peer Review




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