Cooperazione tedesca, solo tagli senza strategia
A pochi giorni dal lancio della North-South Commission, le principali organizzazioni umanitarie tedesche hanno lanciato un appello al governo federale per invertire la rotta sui tagli miliardari alla cooperazione allo sviluppo. Terre des Hommes e Welthungerhilfe hanno presentato a Berlino il rapporto annuale "Kompass 2026", un'analisi durissima dello stato della politica di sviluppo tedesca. «Un fallimento del sostegno politico, un drastico calo dei finanziamenti e una crescente noncuranza verso il diritto umanitario internazionale stanno rendendo più difficile raggiungere le persone bisognose, minando l'efficacia e l'affidabilità degli aiuti umanitari», si legge nel rapporto.
I numeri del crollo
I bilanci del Ministero federale per la Cooperazione economica e lo Sviluppo e per gli aiuti umanitari sono stati tagliati ogni anno a partire dal 2022. Nel complesso, i finanziamenti sono stati ridotti di un terzo. Quello che resta è circa 10 miliardi di euro per la cooperazione allo sviluppo e 1 miliardo di euro per gli aiuti umanitari — cifre destinate a scendere ulteriormente nei prossimi esercizi di bilancio.
Non sono solo tagli, manca una strategia
Le organizzazioni della società civile non si limitano a denunciare l'entità dei tagli, la vera criticità non è solo finanziaria, manca è una vera strategia. La critica è rivolta al piano di riforma presentato a gennaio dalla ministra dello Sviluppo Reem Alabali-Radovan, che più una riforma sembra essere un mero progetto di riorganizzazione amministrativa.
Nel rapporto, le organizzazioni chiedono un maggiore coinvolgimento degli attori della società civile del Sud globale, con un'attenzione specifica ai giovani: «Devono essere coinvolti lungo tutto il processo di formulazione, attuazione e valutazione delle strategie di politica di sviluppo», sottolineando che queste prospettive sono cruciali per la legittimità, l'efficacia e la sostenibilità delle decisioni politiche.
Una tendenza globale: più armi, meno sviluppo
I tagli tedeschi si inseriscono in una tendenza globale che coincide con un numero crescente di guerre e crisi: quasi tutti i Paesi rispondono nello stesso modo, con investimenti militari sempre più alti e tagli drastici alla politica di sviluppo globale e agli aiuti umanitari. Le organizzazioni ritengono però che la Germania stia compromettendo la propria credibilità e affidabilità con tagli di questa portata, e chiedono al governo federale di integrare meglio cooperazione allo sviluppo, mantenimento della pace e aiuti umanitari, garantendo finanziamenti pluriennali.
Il rapporto raccomanda inoltre al governo tedesco di usare i canali diplomatici per proteggere i principi umanitari e prevenire la strumentalizzazione politica degli aiuti, oltre a sostenere con più efficacia il rispetto del diritto umanitario internazionale — anche affrontando sistematicamente le violazioni nei forum delle Nazioni Unite e chiedendo accesso umanitario alle zone di crisi.
La nuova North-South Commission
Per le organizzazioni umanitarie, la nuova North-South Commission potrebbe rappresentare un segnale positivo. La commissione riunirà circa 20 esperti provenienti dal Sud e dal Nord globale, in rappresentanza di politica, mondo accademico, settore privato, sindacati, società civile e organizzazioni internazionali. L'evento di lancio si terrà oggi ad Amburgo.
«L'ordine globale sta cambiando — verso centri di potere più multipolari», ha dichiarato la ministra Alabali-Radovan. «Se la Germania vuole continuare a contribuire all'agenda globale, abbiamo bisogno di partenariati stabili con i Paesi del Sud globale». Secondo la ministra, la commissione servirà a «rafforzare ulteriormente i nostri partenariati con i Paesi del Sud globale e ad ampliare e consolidare una rete globale».
Dai partiti di opposizione non mancano le critiche. L'accusa è che il governo federale, con il pretesto di promuovere partenariati equi, sia fondamentalmente interessato ad accedere a nuovi mercati, manodopera a basso costo e materie prime, mentre i finanziamenti tedeschi per la lotta alla fame, gli ospedali, le scuole e i sistemi di sicurezza sociale nel Sud globale vengono tagliati progressivamente.