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Migrazioni e SDGs, le ONG chiedono un impegno a Gentiloni

I ministri dello sviluppo dell’UE si riuniscono oggi a Lussemburgo nel Consiglio “Affari esteri”. All’ordine del giorno ci sono le questioni umanitarie, l’emergenza migratoria e lo sviluppo delle relazioni fra l’Ue e i Paesi Acp (Africa, Caraibi e Pacifico). Si prevede inoltre che i ministri adottino delle conclusioni sul piano d’azione dell’UE sulla parità di genere e l’emancipazione femminile nella cooperazione allo sviluppo. Ma il tema ancora caldo sarà sempre quello delle migrazioni. I ministri dovranno valutare i progressi compiuti nella creazione del “fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare in Africa”, fondo che dovrebbe promuovere opportunità sociali ed economiche nei paesi africani per gestire meglio la migrazione. In occasione di questo consiglio Concord, insieme alle rappresentanze italiane delle ONG, ha inviato una lettera al Ministro Gentiloni chiedendo un impegno importante dell’Italia sui temi in discussione.

 

Queste le principali richieste inoltrate al ministro:

 

  • La definizione e l’adozione di un Piano nazionale per raggiungere gli SDGs che preveda la creazione di uno strumento interistituzionale per il loro monitoraggio, e che coinvolga la società civile;
  • Avviare il lavoro del Consiglio Nazionale per la cooperazione allo sviluppo sulla coerenza delle politiche affinché si definisca al più presto un piano nazionale tuttora assente;
  • Rispettare gli impegni ad aumentare le risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo evitando di deviarle per coprire i costi di gestione del flusso di rifugiati;
  • Non subordinare gli aiuti allo sviluppo e gli accordi commerciali con i paesi di origine e transito all’accettazione, da parte di questi ultimi, di controlli restrittivi alle frontiere, accordi di riammissione o altre misure di controllo della migrazione;
  • Intensificare gli sforzi per contribuire alla prevenzione e alla risoluzione pacifica dei conflitti causa di esodo dai confini nazionali e internazionali, e realizzare politiche per una migliore gestione delle crisi umanitarie e ambientali.

 

Leggi la lettera

 


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