Agroecologia e sistemi alimentari, ecco le opportunità di Horizon Europe
Horizon Europe è il Programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027, il successore di Horizon 2020. Ha una durata di sette anni – corrispondente al bilancio di lungo termine dell’UE – e una dotazione finanziaria complessiva di 95,5 miliardi suddivisa in sei cluster tematici. Il programma è sempre più aperto alla partecipazione di attori di diversi mondi, non più solo quello accademico. Qualsiasi soggetto giuridico, indipendentemente dal luogo in cui ha sede, compresi i soggetti giuridici dei Paesi terzi non associati al programma o le organizzazioni internazionali, può prendere parte a un progetto che deve essere presentato da un consorzio composto da almeno tre soggetti giuridici indipendenti, ognuno dei quali stabilito in uno Stato membro o in un Paese associato diverso (almeno uno dei soggetti deve essere stabilito in uno Stato membro).
Per il mondo della cooperazione internazionale è particolarmente interessante il Cluster 6 che è volto a far avanzare e bilanciare gli obiettivi ambientali, sociali ed economici dell’Europa, impostando le attività economiche umane su un percorso di sostenibilità. Il paradigma alla base del Cluster è la necessità di un cambiamento trasformativo dell’economia e della società volto a ridurre il degrado ambientale, arrestare ed invertire il declino della biodiversità e gestire meglio le risorse naturali, servendo i target climatici dell’UE e garantendo cibo e acqua sicuri.
Un elemento peculiare del Piano di Lavoro del Cluster 6 è il richiamo ad un “approccio multi-attore“, in grado di orientare l’attività di R&I alla domanda ed ai bisogni della società. In base a tale approccio, i portatori di interesse devono essere direttamente coinvolti nel processo, dalla pianificazione dell’azione all’implementazione della stessa, in un’ottica di co-creazione.
All’interno del Cluster 6 è importante la cooperazione internazionale, che si sostanzia in azioni di carattere globale che coinvolgano Università, Centri di Ricerca pubblici e privati, organizzazioni della società civile, ONG, Pubbliche amministrazioni, Operatori del settore e imprese con particolare attenzione alle Piccole e Medie Imprese ad alto valore tecnologico.
Le attività nell’ambito del cluster “Food, bioeconomy, natural resources, agriculture and environment” contribuiranno a costruire una base di conoscenze e a sviluppare soluzioni per: proteggere le risorse naturali e migliorarne la gestione in chiave sostenibile, proteggere la biodiversità, garantire i servizi ecosistemici, la sicurezza alimentare e una nutrizione sana; contenere le emissioni di gas serra e altre emissioni, i rifiuti e l’inquinamento dalla produzione primaria; ridurre l’utilizzo di sostanze pericolose. Le attività stimoleranno gli investimenti e la transizione a un’economia circolare, a una bioeconomia sostenibile e alla blue economy proteggendo l’integrità e la salute ambientale.
Inoltre, le azioni proposte dovranno sviluppare sistemi di conoscenza e innovazione a livello locale, regionale, nazionale ed europeo con il coinvolgimento dei cittadini e la loro fiducia sarà cruciale per incoraggiare una nuova governance e nuove tendenze e capacità nella produzione e nei consumi.
Le attività dovranno rientrare nelle seguenti aree di intervento:
- Osservazione Terrestre / Environmental Observation
- Biodiversità e Risorse Naturali / Biodiversity and Natural Resources
- Agricoltura, Foreste e Aree Rurali / Agriculture, Forestry and Rural Areas
- Mari, Oceani e Acque Interne / Seas, Oceans and Inland Waters
- Sistemi Alimentari / Food Systems
- Sistemi di Innovazione Bio-Based nell’economia europea / Bio-based Innovation Systems in the EU Bioeconomy
- Sistemi Circolari / Circular Systems