AOI sul Piano Mattei, criticità e raccomandazioni per una prospettiva inclusiva e sostenibile

AOI sul Piano Mattei, criticità e raccomandazioni per una prospettiva inclusiva e sostenibile

L’Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI) ha recentemente presentato un policy paper sul Piano Mattei per l’Africa che evidenzia la necessità di un approccio più strutturato e coerente con i principi di equità, sostenibilità e rispetto delle diversità, per trasformare le intenzioni del Piano in un reale cambiamento positivo. Il Piano Mattei ha il potenziale per rappresentare una svolta nella cooperazione tra Italia e Africa, ma il successo dipende dalla capacità di affrontare criticità strutturali, promuovere partenariati equi e garantire risorse adeguate. Solo un approccio inclusivo e sostenibile potrà tradurre queste intenzioni in benefici tangibili per le popolazioni africane. Una visione inclusiva per affrontare la complessità del continente africano L’Africa è descritta come un continente plurale, con profonde diversità culturali, sociali ed economiche. AOI sottolinea che ogni intervento deve tenere conto di questa eterogeneità, evitando approcci univoci e promuovendo strategie che rispettino le peculiarità locali. È indispensabile affrontare i problemi strutturali, come il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali e l’instabilità politica, adottando un approccio di partenariato paritario, in cui i Paesi africani siano protagonisti dello sviluppo. Criticità del Piano Mattei
  • Limitazioni nelle risorse: Le risorse destinate al Piano Mattei, pari a 5,5 miliardi di euro, derivano principalmente da fondi già esistenti. AOI denuncia la mancanza di investimenti addizionali e richiama l’importanza di destinare risorse significative per affrontare le sfide africane.
  • Riduzione degli aiuti: Nel 2023, l’Italia ha tagliato del 32% i fondi bilaterali per i Paesi africani e del 36% gli aiuti umanitari, in netto contrasto con le crescenti esigenze del continente.
  • Migrazioni: AOI mette in discussione lo slogan “più sviluppo meno migrazioni”, sottolineando che le migrazioni non si riducono automaticamente con la crescita economica. Invece, è necessario promuovere percorsi di migrazione regolare e ben gestita, valorizzando le diaspore e le rimesse come strumenti per lo sviluppo.
Proposte strategiche
  1. Centralità delle comunità locali Ogni progetto deve essere co-progettato con le comunità locali, coinvolgendo organizzazioni di donne, giovani, agricoltori e imprenditori, per garantire interventi radicati e sostenibili.
  2. Uguaglianza di genere e empowerment AOI propone un approccio trasformativo per affrontare le disuguaglianze di genere. Ciò include:
    • Promozione dei diritti delle donne e delle ragazze, con particolare attenzione alla salute sessuale e riproduttiva.
    • Contrasto alla violenza di genere e alle pratiche dannose come i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili.
  3. Gestione delle risorse idriche ed energetiche AOI sottolinea l’importanza di:
    • Investire in energie rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
    • Migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, cruciali per la salute e lo sviluppo sostenibile.
  4. Formazione e occupazione giovanile Con una popolazione africana in cui il 40% sarà composta da giovani entro il 2030, AOI enfatizza la necessità di programmi formativi accessibili, capaci di colmare il divario di competenze e creare opportunità di lavoro dignitoso.
  5. Coerenza delle politiche AOI raccomanda una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse finanziarie, evitando azioni che possano essere percepite come neocolonialiste o predatorie.
Il ruolo delle OSC italiane Le Organizzazioni della Società Civile (OSC) italiane rappresentano un ponte strategico tra Italia e Africa, grazie alla loro esperienza nel promuovere partenariati paritari e orizzontali. AOI chiede quindi di:
  • Istituire tavoli di lavoro nei Paesi africani per coordinare gli interventi.
  • Rafforzare il ruolo delle OSC nella gestione del “primo miglio” delle azioni di cooperazione.
Scarica il paper di AOI




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