Una roadmap per sistemi alimentari resilienti: la guida operativa UE sull’agroecologia
La Commissione europea ha pubblicato la nuova Operational Guide on Agroecology, un documento teorico e metodologico pensato per integrare, implementare e valutare approcci agroecologici nei programmi di cooperazione allo sviluppo. La guida si rivolge a decisori politici, delegazioni UE, partner di sviluppo e organizzazioni attive nei sistemi agroalimentari, offrendo strumenti concreti per accompagnare le transizioni verso modelli più resilienti, equi e sostenibili.
Un concetto in evoluzione
L’agroecologia è un concetto polisemico, evolutosi nel tempo da disciplina scientifica a paradigma sistemico. Se nel 2016 l’HLPE la definiva come applicazione dei principi ecologici ai sistemi agricoli, oggi il suo raggio d’azione si è ampliato fino a comprendere l’intero sistema agroalimentare, includendo dimensioni sociali, economiche, culturali e politiche. La guida riconosce questa evoluzione e presenta l’agroecologia come scienza transdisciplinare, insieme di pratiche e movimento sociale orientato alla trasformazione.
Al centro del documento vi è un framework concettuale fondato sui 13 principi HLPE, in coerenza con i 10 elementi FAO. Diversità, sinergie, riciclo, co-creazione della conoscenza, equità e governance responsabile sono alcuni dei pilastri dell’approccio. La guida chiarisce anche quali pratiche non sono compatibili con l’agroecologia, come le monoculture intensive ad alto uso di input chimici o politiche che indeboliscono i sistemi sementieri gestiti dagli agricoltori.
Risposte concrete alle sfide globali
Un intero capitolo è dedicato al contributo dell’agroecologia alle grandi sfide globali: cambiamento climatico, perdita di biodiversità, insicurezza alimentare, bassi redditi agricoli, disuguaglianze di genere, crisi idrica e malnutrizione. L’approccio agroecologico rafforza la resilienza climatica attraverso agroforestazione, copertura vegetale e sequestro del carbonio; migliora la sicurezza alimentare grazie alla diversificazione produttiva; promuove l’uguaglianza di genere e la partecipazione inclusiva; tutela gli ecosistemi riducendo la dipendenza da input sintetici. Particolare rilievo è attribuito agli approcci territoriali, che valorizzano la gestione condivisa delle risorse, la governance locale e il coinvolgimento delle comunità.
Integrazione nei programmi UE
La guida fornisce indicazioni operative per integrare l’agroecologia nella programmazione pluriennale, in particolare nell’ambito dello strumento NDICI (2021–2027). Gli obiettivi quantitativi del quadro finanziario europeo risultano coerenti con i principi agroecologici: almeno il 30% dei fondi destinato all’azione climatica, target progressivi per la biodiversità (fino al 10%), 85% delle azioni con contributo alla parità di genere e 20% delle risorse dedicate a inclusione sociale e sviluppo umano. Il documento invita a evitare “linee rosse” incompatibili con l’approccio, come l’intensificazione mono-colturale, e a garantire coerenza tra politiche commerciali, regolatorie e di cooperazione.
La guida sottolinea l’importanza del dialogo multi-attore con autorità nazionali e locali per costruire consenso e riformare incentivi pubblici, ad esempio riallocando sussidi oggi destinati all’agricoltura ad alto uso di input chimici. Ampio spazio è dedicato anche agli strumenti di valutazione, tra cui TAPE, ACT, B-ACT, AE Assessment Framework ed EFA+, che consentono di misurare le dimensioni ambientali, sociali, economiche e di governance delle transizioni agroecologiche.
Un riferimento operativo per i progetti
Il capitolo finale propone indicazioni per costruire quadri logici coerenti con l’approccio agroecologico, assicurando allineamento tra obiettivi, risultati e sistemi di monitoraggio. Numerosi esempi mostrano come adattare gli interventi ai contesti locali, confermando che non esiste un unico percorso di transizione, ma una pluralità di traiettorie radicate nei territori. Per gli operatori della cooperazione internazionale, la guida rappresenta uno strumento strategico: non solo un riferimento teorico, ma una vera roadmap operativa per programmare, finanziare e valutare interventi capaci di trasformare i sistemi agroalimentari in chiave sostenibile e inclusiva.