agroecology

Verso una strategia nazionale per l'agroecologia

Come trasformare i sistemi agroalimentari italiani di fronte alla crisi climatica, all'instabilità geopolitica e alle pressioni economiche sul mondo agricolo? È questa la domanda al centro di una proposta presentata a Roma durante l'evento "La via agroecologica per il futuro", ospitato presso la sede della Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia: una Strategia nazionale per la transizione agroecologica dell'agricoltura e dell'alimentazione, frutto del lavoro congiunto di WWF Italia, Lipu, Rete Semi Rurali e AIDA (Associazione Italiana di Agroecologia), con il supporto di Fondazione Cariplo nell'ambito del programma AgriEco 2.0.

Alla base della proposta c'è un processo di confronto ampio e strutturato che ha coinvolto 115 esperti e attori del sistema agroalimentare, chiamati ad analizzare le criticità strutturali del settore e a individuare possibili soluzioni condivise. Produzione agricola, modelli di consumo, gestione delle risorse naturali, relazioni tra gli attori della filiera e la necessità di un approccio One Health — capace di connettere salute umana, animale e ambientale — sono stati i temi al centro del dialogo.

Il contesto europeo: tra Green Deal e resistenze

Il progetto si inserisce in un momento cruciale per le politiche agricole europee. Le strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030 del Green Deal hanno incontrato resistenze significative da parte delle associazioni agricole italiane, che hanno sfruttato il diffuso malessere economico del settore per criticare le politiche ambientali di Bruxelles. Il risultato è stato il ritiro o il rallentamento di normative chiave, come il Regolamento SUR sull'uso sostenibile dei fitosanitari.

In risposta, la Commissione Europea aveva avviato un Dialogo Strategico sul futuro dell'agricoltura, coinvolgendo 29 rappresentanti di stakeholder della filiera, società civile, ONG, mondo accademico e istituzioni finanziarie. La relazione finale, approvata nel settembre 2024, ha proposto cinque pilastri strategici: lavorare per un futuro sostenibile e competitivo; promuovere pratiche agroecologiche e benessere animale; rafforzare la resilienza del settore alle crisi climatiche ed economiche; rendere il settore attraente con attenzione al ricambio generazionale e alla parità di genere; migliorare l'accesso a conoscenze e innovazione, con particolare focus sulla digitalizzazione.

Tuttavia, nel febbraio 2025 la nuova Commissione europea ha presentato la sua "Vision" per l'agricoltura europea al 2040 senza citare esplicitamente né la Farm to Fork né la Biodiversità 2030, recependo solo in parte le conclusioni del Dialogo Strategico. Un passo indietro che le associazioni ambientaliste considerano preoccupante e che ha reso ancora più urgente aprire un confronto strutturato a livello nazionale.

L'agroecologia come risposta sistemica

Secondo i promotori l'agroecologia rappresenta la chiave per affrontare le sfide del settore agroalimentare in modo sistemico. Non si tratta di una semplice tecnica produttiva, ma di un cambio di paradigma: modelli produttivi basati su conoscenze condivise, riduzione degli input esterni, equilibri ambientali e sociali più sani, e relazioni più eque lungo tutta la filiera. Un approccio che, in un contesto di crescente dipendenza da risorse esterne e vulnerabilità ai mercati globali, viene indicato come strumento fondamentale per rafforzare la resilienza dei sistemi agricoli locali. La strategia mette in evidenza come molte delle difficoltà del settore agricolo derivino da problemi strutturali legati ai modelli produttivi e commerciali dominanti — considerati insostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale — e dalla progressiva concentrazione delle risorse in mano a grandi operatori a scapito delle piccole aziende agricole.

Un Forum nazionale dell'agroecologia

Il cuore operativo dell'iniziativa è la creazione di un Forum nazionale dell'agroecologia, uno spazio di dialogo permanente che coinvolgerà associazioni agricole, ambientaliste e di consumatori, reti di aziende agroecologiche ed esperti accademici, tutti accomunati dalla condivisione dei 13 principi dell'agroecologia. Il processo sarà strutturato attraverso incontri online e almeno un incontro in presenza, con il supporto di un facilitatore esterno, e porterà alla redazione di un documento strategico con visione, obiettivi e azioni prioritarie da sottoscrivere e diffondere tra tutti gli attori interessati.

Per la definizione della Strategia nazionale — con orizzonte temporale fissato al 2040 — sono state individuate cinque aree di lavoro tematiche e due temi trasversali. Per ciascuna area saranno definiti tre obiettivi strategici di lungo periodo e un set di obiettivi operativi, costruiti secondo i criteri di specificità, misurabilità, realizzabilità, rilevanza e temporalità. Il riferimento metodologico è l'insieme dei documenti europei e nazionali più rilevanti in materia di transizione ecologica agroalimentare, dalle strategie del Green Deal alle politiche sulla biodiversità, fino alle proposte di riforma della PAC.

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