Bando AICS per l'emergenza Ebola in RDC
La Sede di Nairobi dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha pubblicato un bando di primissima emergenza per la Repubblica Democratica del Congo, nell'ambito di due iniziative di aiuto umanitario dedicate alla risposta regionale alla crisi dei Grandi Laghi.
La call nasce dalla convergenza di due emergenze sovrapposte. Da un lato, le province orientali della RDC — Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu — sono da anni teatro di conflitti armati, sfollamenti di massa e fragilità strutturale: al 31 marzo 2026, OCHA contava 5,77 milioni di sfollati interni nel Paese, di cui 4,3 milioni nelle sole province orientali. Dall'altro, il 15 maggio 2026 le autorità sanitarie congolesi hanno dichiarato un'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo — la 17ª nella storia della RDC dal 1976 — classificata dall'OMS come Emergenza di Sanità Pubblica di Rilevanza Internazionale (PHEIC) due giorni dopo. Al 26 maggio, il CDC statunitense registrava 906 casi sospetti, 105 confermati e 223 decessi, con una curva epidemiologica in rapida e critica ascesa e casi già confermati in Uganda.
Obiettivi e aree di intervento
Il bando finanzia interventi in due settori prioritari: salute e prima emergenza, distribuzione e trasporti. I progetti selezionati dovranno contribuire a due risultati principali: rafforzare il sistema di rilevamento precoce e prevenzione della trasmissione dell'Ebola — attraverso sorveglianza epidemiologica, controllo delle infezioni, sepolture sicure e continuità dei servizi sanitari essenziali — e garantire la catena di approvvigionamento e distribuzione dei materiali essenziali verso strutture sanitarie, punti di controllo e comunità colpite.
Le attività ammissibili comprendono: squadre di ricerca attiva dei casi; tracciamento dei contatti; fornitura di kit PCI e WASH alle strutture sanitarie; formazione del personale sanitario; comunicazione del rischio con coinvolgimento di leader religiosi e tradizionali; gestione di magazzini e punti di stoccaggio con stock di sicurezza di almeno 30 giorni; trasporto sicuro di pazienti, campioni e personale. Tutti i progetti devono integrare trasversalmente un approccio sensibile al genere — le donne sono storicamente sovrarappresentate tra i decessi da Ebola nelle province orientali — e prevedere misure specifiche per minori, persone con disabilità e sfollati interni.
Struttura e dotazione finanziaria
Il bando è suddiviso in due lotti. Il Lotto 1, nell'ambito dell'iniziativa AID 012982/01/0 (budget totale 2,5 milioni di euro), mette a disposizione 800.000 euro con un contributo massimo per proposta di 400.000 euro. Il Lotto 2, nell'ambito dell'iniziativa AID 013323/01/0 (budget totale 3 milioni di euro), mette a disposizione 350.000 euro con un contributo massimo per proposta di 350.000 euro. La durata massima delle attività progettuali è di quattro mesi. Non è previsto co-finanziamento obbligatorio da parte del proponente.
Chi può candidarsi
Possono partecipare i soggetti non profit iscritti all'elenco AICS ex art. 26 comma 3 della Legge 125/2014, con comprovata esperienza in interventi di aiuto umanitario nelle province orientali della RDC in ambito sanitario e capacità operativa in loco. Sono ammesse anche le ONG internazionali e locali prive di sede in Italia, a condizione che abbiano un accordo preesistente con un soggetto iscritto all'elenco AICS e dimostrino analoga esperienza operativa nel contesto. Le proposte possono essere presentate singolarmente o in Associazione Temporanea di Scopo (ATS), con la specificità che — in caso di ATS con ONG locali del Paese ricevente l'aiuto — queste devono assumere il ruolo di mandataria (capofila). Ogni soggetto può presentare una sola proposta per lotto in qualità di proponente.
Le proposte devono essere presentate entro le ore 11:00 del 10 giugno 2026, esclusivamente via PEC.