Bando “Our Rights, Our Future!” per reti e coalizioni della società civile
Sostenere le organizzazioni che difendono i diritti fondamentali e contrastare il progressivo restringimento dello spazio civico in molte aree del mondo. È questo l'obiettivo del nuovo bando promosso nell'ambito del progetto “Our Rights, Our Future!”, finanziato dall'Unione Europea e realizzato da un partenariato composto da ForumCiv, COSPE e Centre for Civil and Political Rights (CCPR). L'iniziativa nasce in risposta a una tendenza globale che vede un crescente numero di governi adottare misure legislative, amministrative e politiche che limitano la libertà di associazione, la partecipazione civica e il diritto alla protesta pacifica. Secondo i dati richiamati dal programma, una larga parte della popolazione mondiale vive oggi in contesti caratterizzati da spazi civici ristretti o repressi.
Obiettivi del bando
La call intende rafforzare il ruolo delle reti regionali della società civile impegnate nella promozione e nella difesa delle libertà di associazione e di riunione pacifica. L'obiettivo specifico è favorire attività di advocacy e incidere sui processi decisionali regionali, promuovendo cambiamenti nelle politiche pubbliche e una maggiore accountability rispetto alle violazioni dei diritti civili e politici. In particolare, il bando punta a:
- amplificare la voce dei movimenti nazionali nei processi decisionali regionali;
- rafforzare le connessioni tra organizzazioni, alleati e stakeholder strategici;
- aumentare la capacità di rappresentanza, visibilità e impatto delle reti regionali.
Chi può partecipare
Il bando è rivolto a reti e coalizioni regionali guidate da giovani o focalizzate sui giovani, impegnate nella promozione della libertà di associazione e della libertà di riunione pacifica. Sono ammissibili organizzazioni che operano in ambiti quali: diritti umani; uguaglianza e inclusione; giustizia climatica; diritti del lavoro; stato di diritto; diritti digitali; libertà dei media.
Le reti candidate devono possedere una personalità giuridica o un riconoscimento equivalente in almeno uno dei Paesi della propria area di attività, operare in una delle regioni coperte dal bando, rispettare i criteri di eleggibilità previsti dalla normativa dell'Unione Europea.
I contributi potranno sostenere un'ampia gamma di iniziative, tra cui:
- campagne di sensibilizzazione, lobbying e advocacy;
- organizzazione e partecipazione a conferenze, seminari, workshop e scambi giovanili;
- eventi pubblici e piattaforme digitali;
- partecipazione a processi decisionali regionali e internazionali;
- attività di dialogo con meccanismi regionali e internazionali per la tutela dei diritti umani.
Aree geografiche interessate
La call è articolata in quattro lotti regionali:
- America Latina;
- Medio Oriente e Nord Africa (MENA);
- Sud-Est Asiatico;
- Africa Sub-sahariana.
L'iniziativa è attiva in nove Paesi prioritari: Brasile, Colombia, Tunisia, Palestina, Indonesia, Sri Lanka, Kenya, Senegal ed Eswatini.
Per ciascun lotto regionale è prevista una dotazione indicativa di 30.000 euro. I progetti potranno richiedere un contributo compreso tra: 20.000 euro e 30.000 euro. Non è richiesto alcun cofinanziamento da parte dei beneficiari. La durata delle iniziative dovrà essere compresa tra 6 e 10 mesi, cui si aggiunge un mese dedicato alla rendicontazione finale.
Le proposte devono essere presentate entro il 3 luglio 2026. Le candidature potranno essere inviate in inglese, francese, spagnolo o portoghese. I risultati della selezione saranno comunicati indicativamente il 24 luglio 2026.