Aperto il bando 2020 del fondo nazionale per il terzo settore

18 milioni al Fondo per il Terzo Settore, taglio del 41% sui progetti nazionali

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato l'Atto di indirizzo 2026 per il Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore, istituito dagli articoli 72 e 73 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017). Le risorse complessivamente disponibili per l'anno in corso ammontano a 18.357.195,90 euro, distribuite su tre linee di intervento distinte. Un dato che ha immediatamente suscitato reazioni critiche dal mondo del non profit, soprattutto per quanto riguarda la quota destinata ai progetti di rilevanza nazionale.

Come sono distribuite le risorse

La dotazione 2026 si articola in tre componenti. La quota più consistente — 7.580.000 euro — è destinata ai contributi annui alle associazioni nazionali rappresentative delle persone con disabilità e degli invalidi: Anmic, Anmil, Ens, Uici e Unms. Di questa somma, circa 1 milione è già stato parzialmente erogato.

La seconda voce ammonta a 2.350.000 euro ed è destinata all'acquisto di autoambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali — un canale di sostegno diretto alle organizzazioni di volontariato che svolgono servizi di trasporto sanitario e soccorso.

La terza e più controversa componente è quella dei progetti e attività di interesse generale di rilevanza nazionale: 8.427.195,90 euro, rispetto ai 14.329.634,71 euro stanziati per lo stesso capitolo nel 2025. Un taglio del 41% in un solo anno, che arriva dopo un biennio 2023-2024 in cui le risorse per i progetti nazionali si attestavano tra i 22 e i 25 milioni annui.

Come funzionano i finanziamenti per i progetti nazionali

I finanziamenti per i progetti di rilevanza nazionale vengono erogati attraverso specifici Avvisi pubblici, che seguiranno la pubblicazione dell'Atto di indirizzo. Possono partecipare — singolarmente o in partenariato — le Organizzazioni di Volontariato (ODV), le Associazioni di Promozione Sociale (APS) e le Fondazioni del Terzo Settore iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), anche attraverso le reti associative di cui all'art. 41 del Codice.

I contributi sono compresi tra 250.000 e 500.000 euro per progetto, da realizzare obbligatoriamente in almeno 10 Regioni italiane. La copertura massima è dell'80% del costo complessivo per ODV e APS, e del 50% per le Fondazioni del Terzo Settore.

Facendo i calcoli: con 8,4 milioni di euro disponibili e contributi tra 250.000 e 500.000 euro a progetto, potranno essere finanziati al massimo tra 16 e 33 progetti su tutto il territorio nazionale. Un numero che contrasta nettamente con il 2025, quando a fronte di circa 150 domande presentate ne furono finanziate 57. Anche ipotizzando lo stesso livello di domande, la percentuale di successo si ridurrebbe drasticamente.

Le reazioni del Terzo Settore

La riduzione non è passata inosservata. Il Forum del Terzo Settore ha reagito con toni molto critici, attraverso il portavoce nazionale denunciando il taglio è avvenuto senza un confronto nel Consiglio Nazionale del Terzo Settore, l'organismo previsto dal Codice proprio per il confronto istituzionale tra Ministero ed enti del settore sulle politiche di riferimento. Una mancanza di consultazione che rappresenta, secondo il Forum, una violazione dello spirito stesso del Codice.

La viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci ha cercato di contenere le preoccupazioni del settore, spiegando che l'Atto di indirizzo «rappresenta solo le risorse attualmente disponibili e non l'ammontare definitivo». Come negli anni precedenti, il Ministero lavorerà per reperire ulteriori fondi: nel 2025, lo stanziamento iniziale di 13,5 milioni era salito a 27,2 milioni in fase di concessione effettiva. «Lavoriamo per incrementare le risorse, come già avvenuto negli anni precedenti», ha dichiarato la viceministra. Una rassicurazione che il Terzo Settore accoglie con comprensibile cautela: la storia dei rimpinguamenti in corso d'anno è reale, ma affidarsi a risorse non ancora definite e non programmate rende difficile per le organizzazioni pianificare attività, costruire partenariati e preparare candidature competitive.





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