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Quanto ha raccolto la campagna Crescita? Come sono stati impiegati i fondi?

Lo scorso ottobre, all’interno delle manifestazioni per la Giornata Mondiale dell’alimentazione, la DGCS del Ministero degli Affari Esteri aveva lanciato la seconda edizione della campagna di raccolta fondi via SMS solidale “Crescita: dall’emergenza alla sostenibilità” con l’obiettivo di sostenere la popolazione femminile di Mwingi in Kenya, distretto gravemente colpito dalla siccità del 2011. Con i fondi raccolti Fao, Wfp e Ifad (con il coordinamento Onu della Dgcs) daranno a queste popolazioni gli strumenti per affrontare l’emergenza, ma soprattutto per costruire il proprio futuro, così si legge nel sito della Cooperazione Italiana.

 

La prima edizione della raccolta fondi Crescita, datata ottobre 2011, aveva fruttato circa 127.000 euro. In quel caso la destinazione dei fondi era più generica, si parlava di progetti per rispondere all’emergenza siccità nel Corno d’Africa. Su nostra sollecitazione dal ministero ci avevano informato che i fondi sarebbero stati canalizzati attraverso le organizzazioni dell’ONU alle ONG italiane attive nell’area geografica interessata. In un secondo momento ci è stato detto che sarebbero stati destinati a supportare progetti di Fao, Wfp e Ifad, niente più.
A sei mesi dall’edizione 2012 non è noto ancora il risultato economico dell’ultima campagna di SMS solidali lanciata con il sostegno di diversi testimonial tra cui la campionessa di scherma Valentina Vezzali.

 

L’iniziativa di raccolta fondi della DGCS non era passata inosservata e aveva suscitato diverse critiche da parte delle ONG italiane. Cini, Link 2007 e Colomba avevano sollevato forti preplessità rispetto all’attivazione della DGCS nella raccolta fondi da privati, una modalità discutibile secondo le ONG per rilanciare la cooperazione internazionale del nostro paese.
Altre critiche erano arrivate sulla modalità con cui la DGCS ha attivato questa campagna, ovvero attraverso l’affidamento ad una agenzia privata esterna tramite bando pubblico. Contro quel bando si era mobilitata la Assorel (Associazione italiana delle Agenzie di Relazioni Pubbliche) che aveva presentato un esposto all’Antitrust per denunciare la presunta scorrettezza del MAE nello svolgimento della gara.

 

E’ ragionevole chiedere che un’istituzione pubblica come il Ministero degli Esteri dopo sei mesi renda pubblici i risultati e la destinazione di un’iniziativa di raccolta fondi che ha coinvolto migliaia di cittadini?

 


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