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SDGs, in arrivo il draft finale tra critiche e ottimismo

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile che guideranno i prossimi 15 anni di lavoro per lo sviluppo globale continuano il loro cammino verso la finalizzazione a suon di drafts, position papers, campagne di sensibilizzazione, lavoro di gruppo e negoziazioni. Nel frattempo la tanto attesa bozza di documento finale per il vertice post-2015 è finalmente disponibile e si intitola “Zero Draft: TRANSFORMING OUR WORLD BY 2030: A NEW AGENDA FOR GLOBAL ACTION”. Questa bozza preliminare verrà discussa nella prossima sessione dei negoziati intergovernativi post-2015 che si terranno dal 22 al 25 giugno prossimi. La redazione del documento finale continuerà poi fino al vertice sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite fissato per settembre 2015, quando i leader mondiali dovranno adottare l’Agenda post-2015 per lo sviluppo.

 

Eppure importanti opinion maker del settore continuano a sollevare gravi preoccupazioni sulla variabilità di questi nuovi obiettivi, sulle potenziali omissioni e il presunto scollamento tra le proposte dei goals e le condizioni esistenti nei diversi paesi target. Dall’altra ci sono gli ottimisti, quelli che comunque apprezzano l’ambizione degli SDGs e sono convinti che si troveranno strumenti e regole perché siano un successo.

 

Le critiche
La maggior parte delle critiche si riferiscono all’efficacia degli SDGs che a oggi sono descritti attraverso 17 goals principali e 169 sotto-obiettivi. Un nome tra tutti, quello del Prof. Bill Easterly della New York University che nutre dubbi sulla reale sostenibilità degli obiettivi. Il suo commento è stato lapidario “Non cambierebbe molto se al posto del termine sustainable sostituissimo il termine buono”. Come dire che di sostenibile questi obiettivi hanno solo il nome.

 

Altri commenti sono più puntuali su specifici obiettivi e temi. Un esempio è il commento allo zero draft da parte di Bond – la rete delle ONG internazionali del Regno Unito. “Nonostante la necessità di affrontare i cambiamenti climatici così presente nel documento, la bozza non specifica la necessità di fonti rinnovabili di energia”, un’omissione che basterebbe per bollare come deludente il documento finale. Oltre a questo Bond sottolinea che sono stati identificati solo 100 indicatori globali per misurare i 169 obiettivi e che nessun meccanismo ad oggi è stato ideato per misurare l’accoutability dei governi sulla realizzazione degli obiettivi.

 

Alcune organizzazioni umanitarie temono invece che le priorità si vadano a perdere dentro un mare di obiettivi e indicatori. E’ il caso di WaterAid che ha osservato: “mentre l’igiene e i servizi igienico-sanitari sono ampiamente contemplati degli SDGs, non ci sono indicatori che fissino quale è il livello ritenuto soddisfacente per il raggiungimento”. “Senza questi indicatori, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, non riusciranno a raggiungere l’obiettivo di non lasciare nessuno dietro”.

 

Da International Rescue Committee sottolineano la grave preoccupazione sul fatto che il SDGs non aiuterà le popolazioni che vivono in zone di conflitto – a oggi il 43 per cento dei poveri del mondo. “Tra gli SDGs – a parte l’obiettivo 16, che si concentra sul sostegno a “società pacifiche e inclusive”, “accesso alla giustizia” e “istituzioni responsabili e inclusive” – le popolazioni civili in zone di conflitto non sono contemplate tra gli obiettivi.

 

Gli ottimisti
Le reazioni positive sugli obiettivi sono sicuaramente meno puntuali delle critiche. I grandi sostenitori della nuova Agenda spesso si limitano a lodarne l’ambizione e le potenzialità. Ne è un esempio il commento della Fondazione delle Nazioni Unite: “Per noi gli SDGs sono un punto di partenza, la nostra grande domanda è che cosa fare dopo, come organizzarne l’implementazione, è inutile criticare a prescindere uno strumento come questo”.

La maggior parte dei supporter degli SGDs ne sottolineano poi la portata universale che permette all’agenda post 2015 di andare oltre le priorità di sviluppo tradizionalmente stabilite da grandi istituzioni di governo.

 

 


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