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Bill Gates, filantropo o promotore delle multinazionali?

Alla vigilia del forum di Davos un report controverso della ONG inglese Global Justice Now accusa la Gates Foundation di manipolare le priorità dell’aiuto internazionale promuovendo di fatto la globalizzazione delle multinazionali. L’ex patron di Microsoft è tra le persone più ricche della terra, in vetta a quella lista presentata ieri da Oxfam dei 62 ricchi che detengono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, ossia la metà più povera della popolazione mondiale. La sua attività filantropica per debellare le malattie killer, educare e nutrire i più poveri del pianeta gli hanno fatto guadagnare applausi e consenso a livello globale. Nonostante questo, Bill e Melinda Gates si trovano ad affrontare una serie di critiche importanti che riguardano la loro fondazione filantropica, attraverso la quale hanno donato miliardi di dollari in tutto il mondo. Un rapporto recentemente pubblicato chiede che l’attività della Gates Foundation sia oggetto di un’indagine internazionale da parte di OCSE e parlamento inglese.

 

Lungi dall’essere una “strategia caritatevole neutrale”, la Fondazione Gates sta promuovendo i grandi business globali, in particolare in agricoltura e salute, attraverso il suo “impegno ideologico per promuovere politiche economiche neoliberiste e la globalizzazione delle corporations”, secondo il rapporto, la sua influenza può “inclinare pericolosamente” le priorità dell’aiuto e mettere a tacere gli esperti di sviluppo internazionale e i gruppi di pressione e advocacy. Bill Gates infatti “ha accesso regolare ai tutti i leader mondiali e finanzia direttamente centinaia di università, organizzazioni internazionali, ONG e media, in pratica è diventata la sola voce influente nello sviluppo internazionale.”

 

Secondo gli autori del rapporto, la Fondazione Gates “spesso sembra essere un enorme, multinazionale integrata verticalmente, che riesce a controllare ogni anello di una catena di fornitura che arriva dalla sala del consiglio con sede a Seattle … a milioni di utenti finali nei villaggi Africa e Asia del Sud.” Sotto accusa ci sono le campagne e i finanziamenti ingenti per la sanità privata e la promozione di un ruolo maggiore per i fornitori privati oltre agli stretti rapporti di lavoro tra la Fondazione e le grandi aziende farmaceutiche internazionali.

 

La Fondazione Gates promuove priorità specifiche, attraverso sovvenzioni agricole, alcune delle quali minano gli interessi dei piccoli agricoltori. Queste includono la promozione agricoltura industriale, l’uso di fertilizzanti chimici e costosi, sementi brevettate, e un focus sulle sementi geneticamente modificate. “Gran parte del lavoro della Fondazione sembra bypassare completamente le conoscenze locali proponendo solo soluzioni tecnologiche importate dall’esterno.”

 

Il report si conclude con la richiesta all’OCSE e al parlamento britannico di svolgere un’indagine indipendente sul lavoro della fondazione Gates.

 

Non si è fatta attendere la reazione della Fondazione Gates che respinge le accuse contenute nel rapporto che avrebbe “travisato” il suo lavoro. “La nostra missione è quella di migliorare la qualità della vita per le persone più povere del mondo. Si tratta di una sfida complessa, che richiede una serie di approcci, nonché la collaborazione dei governi, delle organizzazioni non governative, istituzioni accademiche, aziende for-profit e le organizzazioni filantropiche. I governi sono nella posizione ideale per fornire la leadership e le risorse necessarie per affrontare le disuguaglianze strutturali e garantire che le giuste soluzioni raggiungano i più bisognosi. Il settore privato ha accesso alle innovazioni – per esempio, nel campo della scienza, della medicina e della tecnologia – è in grado di salvare molte vite umane. Crediamo che il ruolo della filantropia sia quello di prendere dei rischi che altri non possono o non vogliono prendersi.”

 

Gabriella Stern, portavoce della fondazione, ha dichiarato: “Per noi, i risultati sono misurati in vite salvate e quindi continueremo a lavorare con i governi, non-profit, aziende e altri filantropi per affrontare i complessi problemi della povertà estrema. “La Fondazione Gates ha speso circa 34,5 miliardi di dollari sin dal suo inizio, con la sola missione di aiutare le persone in tutto il mondo a sollevarsi dalla fame e dalla povertà estrema. Questo rapporto manipola una serie di affermazioni infondate che sono state fatte da altri e non trovano riscontri dimostrabili.”

 

Leggi il rapporto Gated Development

 


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  1. Bill Gates Foundation, meglio averla o non averla?

    Uno studio di Global Justice Now ha messo in evidenza i limiti di un così potente trust, così ho letto il pamphlet <> , ma……che dire?….non mi ha convinto del tutto .
    E’ abbastanza poco confutabile che la Fondazione Gates ha speso circa 34,5 miliardi di dollari sin dal suo inizio, <> mentre sono piuttosto inconsistenti e velleitarie le accuse al trust di volere tirare la volata agli interessi della Microsoft, che, per amore di verità, non ne ha davvero bisogno, visto che nel solo 2013 ha prodotto ben 31 miliardi di dollari di utile, una parte dei quali alimenta il trust (e non viceversa). Forse qualcuno di noi avrebbe speso in altro modo quella gran mole di soldi, probabilmente meglio, ma posso dire, con sincerità, di aver visto interventi di contrasto alla malaria finanziati ad associazioni locali dalla fondazione di Bill e Melinda Gates e non ho potuto che dire <> !

    Oddio, si può sempre trovare il modo di cavillare, ma il sentimento di onestà e giustizia deve venire prima di tutto, e dobbiamo riconoscere i meriti a chi spettano, anche se toccano a persone che possono non suscitare simpatie.
    Aggiungo qualche altra considerazione: molte delle fondazioni private di casa nostra non impiegano risorse proprie, ma le vanno attingere alla stessa fonte che alimenta anche le ong, le associazioni, la cooperazione in generale….e allora forse è meglio riconoscere una pacca sulla spalla a Bill e a Melissa Gates e fare forti autocritiche sul nostro sistema di cooperazione, in procinto di alimentare la corsa di aziende profit a fare investimenti nel Sud del mondo, per propri interessi e sotto le false spoglie della cooperazione .

    Ancora: qualche giorno fa il rapporto di Oxfam ha denunciato che 62 «Paperoni» possiedono la stessa ricchezza di metà della popolazione più povera.
    Ma chi deve finire sulla graticola? Bill Gates, numero 1 della lista dei piu’ ricchi al mondo, ma che ha speso 34,5 miliardi di dollari di aiuti in 15 anni (senza obblighi di farlo) o l’Italia che nello stesso periodo ne ha spesi meno, pur essendosi impegnata pubblicamente a spenderne 5 volte tanto?
    O magari il numero 2 della lista, il messicano Carlos Slim, l’uomo più ricco del mondo fino al 2013, con un patrimonio stimato di circa 76 miliardi di dollari e che invece di dollari per gli aiuti al Sud del Mondo non ne ha mai speso neanche uno?
    E che dire dei 2 Italiani piu’ ricchi e presenti in quella lista?
    Forse che Maria Franca Fissolo, vedova di Michele Ferrero papà della Nutella, la più ricca d’Italia e al 32° posto della classifica dei paperoni mondiali, spende o ha mai speso uno straccio di euro per l’Africa?
    O forse che Leonardo Del Vecchio di Luxottica, al 40° posto dei piu’ ricchi al mondo, ha promosso fondazioni o campagne contro malattie e povertà?
    No, nulla di nulla, in buona compagnia di tutti gli altri 40 ricconi del pianeta, a parte Bill Gates.
    E allora diamo a Cesare quel che è di Cesare, auguriamoci che tutti gli altri facciano altrettanto, e che la sua fondazione possa collaborare anche con qualche ong o associazione italiana, visto che sulle fondazioni di casa nostra si può contare un po’ pochino….

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