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Tre candidati ancora in lizza per la direzione dell’AICS

Venerdì scorso è stato pubblicato sul sito web del MAECI l’esito della procedura di selezione per la nomina a Direttore dell’Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppo (AICS). La commissione esaminatrice ha consegnato nelle mani della vice Ministra del Re la rosa di tre nomi che saranno presentati al Ministro affinché ne proponga uno al Presidente del Consiglio per la nomina. La terna finalista è composta da altrettanti autorevoli candidati attualmente già in servizio presso DGCS e AICS. Si tratta di Emilio Ciarlo (dirigente degli Uffici II e III dell’AICS), Flavio Lovisolo (responsabile della sede regionale (Tunisia, Libia, Marocco e Mauritania) dell’AICS) e Luca Maestripieri (Vice Direttore della DGCS e Direttore Centrale per le questioni generali e di indirizzo della cooperazione allo sviluppo).

 

Le uniche certezze quindi sono che il nuovo direttore sarà un uomo e non dovrà fare molta strada per raggiungere Via Contarini. I tre candidati restati in lizza sono tutti di casa alla Farnesina. Maestripieri inizia la carriera diplomatica nel 1989, Lovisolo inizia a collaborare come esperto alla DGCS nel 1990.

 

Emilio Ciarlo ci arriva invece dalla politica, dagli anni 2000 nei gruppi parlamentari, poi come consigliere di Lapo Pistelli e infine come dirigente all’AICS dopo l’approvazione della 125/2014 che lui stesso aveva contribuito a disegnare. Presso l’AICS ricopre dapprima il ruolo di dirigente dell’ufficio Relazioni istituzionali e comunicazione per poi aggiunger ad interim quello Opportunità e sviluppo economico. Il suo curriculum è disponibile online in quanto dirigente della pubblica amministrazione sul sito AICS >> QUI

 

Una sintesi delle esperienze di Flavio Lovisolo sono pubblicate sul sito dell’AICS di Tunisi presso la quale è responsabile della sede regionale (Tunisia, Libia, Marocco e Mauritania) dal 2016. Dopo la Laurea in Scienze Agrarie all’Università degli Studi di Milano con indirizzo di Economia agraria ottenuta nel 1980, si è interessato subito ai problemi dello sviluppo e  della cooperazione  internazionale. Ha avuto una prima opportunità di lavoro nel 1981 in un campo profughi in Somalia ed in seguito come esperto della FAO in Gabon. Ha continuato queste esperienze come capo progetto in Mauritania, poi come consulente ed infine dal 1990 come esperto in cooperazione allo sviluppo presso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano. Con l’entrata in vigore della nuova legge italiana sulla Cooperazione allo Sviluppo, dal gennaio 2016 fa parte dei funzionari dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo (AICS). Il dottor Lovisolo ha diretto gli Uffici di Cooperazione allo sviluppo presso le Ambasciate di Nairobi (1996 -1999) con competenza regionale (Kenya, Somalia, Sud Sudan), del Marocco (1999 – 2001), dell’Albania (2006 – 2010) ed è stato il responsabile della risposta italiana alla crisi siriana presso l’Ufficio regionale di Beirut (20012 – 2016) con competenza per Libano, Siria, Turchia, Iraq (Kurdistan) e Giordania. Nel corso degli anni ha anche collaborato con Istituti di Ricerca, Centri Studi, Organizzazioni Internazionali ed Università su temi riguardanti la sicurezza alimentare, lo sviluppo rurale e lo sviluppo territoriale e locale. In questo ambito ha avuto modo, tra l’altro, dal 2001 al 2006 di essere il rappresentante italiano presso il gruppo di esperti dell’OCSE/DAC a Parigi che ha analizzato il contributo dell’agricoltura nei processi di sviluppo (Promoting Pro Poor Growth, Agricolture) ed è stato l’esperto italiano che ha partecipato ai lavori preparatori del G20 (Francia)  e del G8 (USA) per il tema della sicurezza alimentare (2010 – 2012) e, nello steso periodo, è stato rappresentante italiano presso il gruppo di lavoro sullo sviluppo rurale e agricolo della EU.

 

Di Luca Maestripieri è reperibile questo sunto della sua carriera diplomatica in un annuario del MAECI.Dal 2012 rientra a Roma dopo 4 anni all’ambasciata di Parigi per assumere nel 2013 l’incarico presso la DGCS.

 

Inutile dire che si tratta di tre profili qualificati seppur tutti “interni” al mondo MAECI. Ma l’esito di questa seconda selezione per la nomina del vertice dell’AICS è completamente ribaltato rispetto alla selezione del 2015. In quel caso per guidare la nuova Agenzia fu scelta Laura Frigenti, donna ed “esterna” rispetto al mondo della Farnesina. Ora la scelta tocca al Ministro Moavero Milanesi che a breve dovrebbe sottoporre la sua scelta finale per una nomina che possa garantire un rilancio del lavoro dell’AICS e la ripresa di diversi processi che hanno subito da marzo ad oggi un’importante battuta d’arresto.

 


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  1. “Plus ça change, plus c’est la même chose” (A. Karr, 1849 “Les Guêpes”). Totalmente d’accordo con il dott. Missoni, tanto che io ammesso al colloquio, tra i 39 candidati … fortunati (ahimè), ho deciso di NON parteciparvi (risparmiando soldi, tempo e sintomi di “frustrazione nazionale protratta”…). A tale proposito, è doveroso segnalare che la metà dei candidati sono stati “ammessi con riserva”, nonostante l’evidenza della pluriennale esperienza concreta di gestione, vissuto diretto ecc. a contatto con i bisogni delle popolazioni dei paesi partner di cooperazione allo sviluppo. Sembra che gli addetti ai lavori preliminari (diplomatici) non avessero copiato la quantità di anni nel management ecc., secondo i casi. Quindi, già all’inizio si sfoltiva la lista… a beneficio della DGCS e naturalmente del MAECI (insomma dei candidati diplomatico/politici, anche se di alto livello)! Era evidente, sin dalla pubblicazione della lista degli “ammessi al colloquio” (incluso “riservisti”), chi sarebbe “entrato”. Io avrei già potuto indicare allora esattamente i nomi (dei 3 o 5, poco importa) papabili. Bastava analizzare più profondamente l’excursus delle “dimissioni” della Frigenti (che stimo tantissimo, e che negli States avrà sicuramente l’autonomia professionale richiesta per migliorare le cose di cui si occupa, glielo auguro) . La separazione tra il MAECI-DGCS e l’AICS, per l’indipendenza di quest’ultima, come nei Paesi più evoluti, è solo scritta nello Statuto. Le altre questioni al riguardo sono state ben dettagliate dal dott. Missoni. Il nome del prossimo Direttore AICS è inutile rivelarlo ora… ciò potrebbe solo danneggiare gli sprovveduti “chiaroveggenti”.

    Più in generale, in questo ns Belpaese la maggior parte delle “garanzie” ecc. restano SOLO scritte. La Trasparenza è un’altra utopia programmatica (o programmata) italiana. NON basta aver cambiato il Governo… bisogna che cambino velocemente, anche solo nello spirito della messa in opera, i burocrati italiani di ogni livello, ed in primis quelli dirigenziali. “I leader coscienti sono importanti, perché solo loro possono trasformare le Istituzioni/Strutture dall’interno per il vero benessere di TUTTI”… altrimenti si assisterà alle storiche… ma inutili… rivolte e rivoluzioni di “Plus ça change, plus…”. Prendere coscienza non è facile, ma è sicuramente possibile assumendosi la “response-habilis” (responsabilità = non “senso di colpa” ma dare “risposte capaci”).

    INfine, se il MAECI aveva deciso (da sempre) di riappropriarsi dell’AICS, percHé fare una tale simulazione di concorso? Avrebbe potuto faRe la nomina (scelta dal Ministro ecc.) direttamente ex auctoritate (non so se “secondo legge” ma poco importa vista l’evidenza!). NON credo che per soddisfare i criteri e le leggi sulla trasparenza ecc. si debbano SPRECARE RISORSE NAZIONALI…(il concorso). Si, è vero lo Stato potrebbe essere tacciato di “dittatura”! Ma pensate bene un po’: cos’è meglio una dittatura palese o una finta democrazia? Per lo meno, in una dittature palese le persone di valore e qualità possono rifugiarsi in esilio altrove (come nel ventennio…) e/o chiedere “asilo politico”… a qualche stato più democratico del proprio.

    Auguri a tutti noi
    M.A.M.K.

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