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In Trentino finisce l’era della cooperazione: contributi tagliati da 12 a 3 milioni

E’ l’effetto atteso della nuova giunta Fugatti che già da alcuni mesi aveva fatto trapelare l’intenzione di cancellare la norma locale che prevedeva, ogni anno, di destinare a cooperazione e solidarietà internazionale lo 0,25 del bilancio provinciale. Dal palazzo della provincia assicurano però che il Trentino continuerà a finanziare la solidarietà internazionale ma con una dotazione economica asciugata fino a circa un quinto di quella attuale, passando da 10-12 milioni a 2-3 milioni di euro, ci si attesterebbe allo 0,05 del medesimo bilancio.

Il condizionale è d’obbligo perché la giunta è intenzionata a eliminare un percentuale “obbligatoria” per legge da destinare a questo settore e dunque il paragone è solo a livello di curiosità statistica. Il governatore Fugatti durante l’esposizione della manovra in prima commissione ha annunciato inoltre la volontà di mettere in campo nuove modalità di finanziamento, legate alla compartecipazione dei privati e a specifici progetti, diversi da quelli del mondo non profit.

Con una dotazione che non sarà superiore ai 2/3 milioni di euro, una cernita sarà obbligatoria. Secondo la prima bozza dei criteri resa nota di recente dall’Assessore Spinelli la prima a saltare sarebbe l’Educazione alla cittadinanza globale, non a caso un tema su cui la giunta precedente si era distinta e posizionata anche a livello nazionale con un ruolo importante nell’elaborazione del documento strategico nazionale.

I progetti di solidarietà internazionale saranno finanziati spazio solo in territori “controllabili”, dando la preferenza ad idee in grado di trascinare le imprese trentine nel mondo. In questi giorni Spinelli starebbe ripensando anche le soglie d’accesso ai progetti con un focus sugli interventi minori, quelli con una ridotta richiesta di compartecipazione privata.  Assieme alla cifra stanziata saranno definiti gli ambiti di maggiore interesse. A questo proposito l’esecutivo a trazione Lega starebbe ragionando su un progetto di difesa dei cristiani nel mondo attraverso aiuti a chiese e missionari in territori difficili.

Inutili per ora le pressioni e manifestazioni di malcontento da parte delle organizzazioni della società civile trentina. Le misure proposte dalla giunta destano grande preoccupazione perché si vuole togliere una legge riconosciuta a livello nazionale come tra le più innovative in materia, che rende evidente questa solidarietà e impegna tutta la società trentina a essere concreta nel metterla in pratica.

Un modello rivendicato a gran voce dalle organizzazioni, che ha creato un immagine solidale del Trentino. Volontari, cittadini e operatori che hanno acquisto competenze specifiche anche grazie al polo di formazione che la PAT ha creato e sostenuto, oggi diventato il Centro per la Cooperazione Internazionale. Un mondo non profit che è stato in grado di raddoppiare le risorse messe a disposizione in termini economici (più del 50% dei fondi raccolti provengono dalla società civile trentina) e aggiungendo l’incommensurabile contributo di idee, tempo, progettualità, passione messe a disposizione volontariamente e gratuitamente da migliaia di trentini.


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