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Ecco le dieci crisi umanitarie più ignorate dai media

Si sono verificate nel continente africano nove su dieci delle cosiddette crisi dimenticate, eventi drammatici che hanno coinvolto milioni di persone che vanno dalla siccità, ai conflitti, alle epidemie e all’insicurezza alimentare. In molti paesi i cambiamenti climatici stanno trasformando emergenze occasionali in eventi quasi “quotidiani”, rischiando così che il focus della comunicazione si sposti altrove nonostante la crisi continui ad esserci, ormai inascoltata.

Succede così che sui nostri media questi drammi di intere popolazioni sia raccontati con un trafiletto di dieci righe o con la citazione di un comunicato stampa mentre si consumino fiumi di inchiostro per fomentare un inutile dibattito sulla presunta crisi migratoria. Sarebbe invece più utile parlare di più e meglio di questi eventi avversi e dei drammi che milioni di persone stanno affrontando per capire le ragioni profonde dei flussi migratori, in particolare quelli provenienti dall’Africa.

Non sorprendono quindi i risultati del rapporto “Suffering in Silence: the 10 most under-reported humanitarian crises of 2019” che analizza le dieci crisi che hanno ricevuto meno attenzione (o non hanno ricevuta affatto) da parte dei media nel 2019. L’analisi dell’organizzazione internazionale CARE si riferisce alla copertura mediatica online globale e mostra una tendenza relativa ad alcuni Paesi che ricorrono ogni anno nell’elenco, il rapporto infatti è arrivato alla sua quarta edizione ed è stato arricchito includendo fonti di media online spagnole e arabe oltre che quelle inglesi, francesi e tedesche precedentemente analizzate. Le ricerche e le analisi hanno prodotto un database di oltre 2,4 milioni di articoli pubblicati nel 2019 che hanno permesso di identificare quali crisi umanitarie hanno avuto minor attenzione mediatica a livello globale.

Si rileva inoltre una crescita dei collegamenti tra gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall’uomo e la longevità e la complessità delle crisi umanitarie; dal Madagascar al Lago Ciad alla Corea del Nord, la maggior parte delle crisi classificate sono in parte conseguenza della mancata gestione delle risorse naturali, dell’aumento degli eventi meteorologici estremi e del riscaldamento globale in senso più ampio. Ecco di seguito l’elenco stilato nel rapporto:

1.      Madagascar: colpito dalla crisi climatica, oltre 2,6 milioni di persone colpite dalla siccitàAlla fine del 2019, oltre 2,6 milioni di persone sono state colpite dagli effetti della siccità, e più di 916.000 persone hanno avuto bisogno immediato di assistenza alimentare. Il Madagascar ha il quarto tasso più alto al mondo di malnutrizione cronica, con un ogni due bambini al di sotto dei cinque anni soffrono di arresto della crescita. 

2.      Repubblica Centrafricana: un brutale conflitto nel cuore dell’Africa, circa 2,6 milioni di persone hanno un disperato bisogno di assistenza umanitariaViolenti scontri e attacchi contro i civili hanno costretto un cittadino su quattro della Repubblica Centrafricana a fuggire dalle proprie case. Più di 600.000 persone sono sfollate all’interno del proprio paese e quasi 594.000 persone hanno cercato rifugio nei paesi vicini come il Camerun, la Repubblica Democratica del Congo e il Ciad, tutti Paesi che lottano con alti tassi di povertà.  

3.      Zambia: sul fronte del cambiamento climatico, circa 2,3 milioni di persone nel paese hanno urgente bisogno di assistenza alimentareIn Zambia, gli effetti del cambiamento climatico sono innegabili. Si stima che 2,3 milioni di persone nel paese abbiano urgente bisogno di assistenza alimentare a causa di ricorrenti e prolungate siccità. L’insicurezza alimentare dovuta a eventi meteorologici estremi, a parassiti o epidemie non è una novità per le nazioni senza sbocco sul mare nell’Africa meridionale. Tuttavia, le temperature nella regione stanno aumentando a circa il doppio del tasso globale, secondo il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici.  

4.    Burundi: instabilità che alimenta una crisi umanitaria, 1,7 milioni di persone lottano cronicamente per nutrire le loro famiglieCon una prolungata insicurezza politica, alti livelli di povertà e significative preoccupazioni in materia di diritti umani, la situazione umanitaria in Burundi rimane fragile. Catastrofi naturali, movimenti della popolazione, epidemie di malaria e il rischio che l’Ebola attraversano il Paese aggravando una situazione già precaria.

5.      Eritrea: in fuga dalla siccità e dalla repressione, la metà di tutti i bambini sotto i cinque anni è stata stentata a causa della malnutrizione
Una grave siccità nel 2019 dopo un anno secco sopra la media nel 2018 ora peggiora la situazione poiché ulteriori insuccessi colturali portano all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione in ampie parti della popolazione. Le comunità nomadi sono particolarmente vulnerabili alle catastrofi naturali come la siccità e le inondazioni durante le stagioni delle piogge.

6.     Corea del Nord: fame dietro porte chiuse a chiave, circa 10,9 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria per soddisfare le loro esigenze alimentari, sanitarie, idriche, igieniche e igieniche
Le Nazioni Unite stimano che circa 10,9 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria per soddisfare le loro esigenze alimentari, sanitarie, idriche, igieniche e igieniche. Si stima che il 43% della popolazione sia denutrita in quanto la produzione di alimenti agricoli non soddisfa le proprie esigenze a causa della mancanza di attrezzature moderne, aggravate da ondate di calore, siccità e inondazioni.

7.     Kenya: intrappolati nel mezzo di inondazioni e siccità, oltre 1,1 milioni di persone vivono senza regolare accesso al cibo
Più di 1,1 milioni di persone vivono senza un regolare accesso al cibo e oltre 500.000 bambini sotto i cinque anni hanno bisogno di cure per la malnutrizione. Le condizioni secche in tutto il Kenya hanno portato al deterioramento della produttività del bestiame e delle colture, all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e alla riduzione di acqua. Secondo le stime la produzione agricola si è dimezzata. Quando non c’è troppo poca pioggia, ce n’è troppa.

8.     Burkina Faso: una catastrofe umanitaria silenziosa, circa 5,2 milioni di persone – oltre un quarto della popolazione – colpite dall’escalation di violenza nel Sahel centrale
Il Burkina Faso è stato caratterizzato da anni di prolungata instabilità politica derivante da sfide alla sicurezza, un vuoto di potere, una governance debole e la presenza di gruppi armati. Inoltre, il paese è estremamente povero e soffre di elevati livelli di disuguaglianza economica e disavanzi agricoli in gran parte dovuti all’insicurezza.

9.     Etiopia: un circolo vizioso di disastri, fame e sfollamenti, circa 7,9 milioni di persone soffrono di un grave livello di malnutrizione, in particolare donne in gravidanza e in allattamento, neonati e anziani
L’Etiopia ha dovuto affrontare molteplici sfide nel 2019: si è verificata una siccità nelle parti orientale e sud-orientale del Paese, inondazioni localizzate, nonché le significative esigenze umanitarie e di recupero di sfollati interni, rifugiati, rimpatriati e comunità di accoglienza.

10.     Bacino del Lago Ciad: conflitti armati, sfollamenti e fame, quasi 10 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria
La crisi nel bacino del Lago Ciad ha molte facce: 10 anni di conflitti e violenze, povertà, fame, sfollamenti e il livello delle acque che affondano nel lago hanno portato a quasi 10 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria. In Ciad, circa 657.000 gli sfollati hanno bisogno di aiuto. Inoltre, migliaia di rifugiati dalla Repubblica Centrafricana e dal Sudan hanno cercato rifugio in Ciad.

Scarica il rapporto


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