Coltivare valore, al via il bando su agricoltura sostenibile e sociale della Fondazione Cariplo
E’ fissata per aprile la scadenza della prima fase del bando della Fondazione Cariplo dal titolo “Coltivare valore” finalizzato alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo economico locale attraverso pratiche di agricoltura sostenibile e sociale. Il bando intende promuovere un’agricoltura sostenibile, multifunzionale e ispirata ai principi dell’agroecologia che oggi rappresenta un’opportunità sia dal punto di vista delle positive ricadute ambientali, sia per il contributo alla crescita occupazionale ed economica delle comunità.
Il budget a disposizione è pari a 2.750.000 Euro. Eventuali costi ammortizzabili non potranno essere superiori al 50% dei costi totali di progetto. La richiesta di contributo dovrà essere compresa tra 50.000 e 350.000 € e non potrà superare il 60% dei costi totali. Scadenza per le idee progettuali 16 aprile 2020.
Agendo contemporaneamente su aspetti ambientali e sociali, il bando mira a:
- incidere positivamente sulla tutela della biodiversità negli ambiti agricoli e sulla diversificazione del paesaggio agricolo e degli ecosistemi;
- rafforzare il ruolo dell’agricoltura nelle strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e ad altri rischi di carattere ambientale, tra cui il rischio idrogeologico;
- incentivare l’adozione di sistemi di produzione dal ridotto impatto ambientale e meno dipendenti da input esterni, in grado di conservare le risorse naturali, tra cui il suolo e la sua fertilità;
- contrastare i fenomeni di abbandono delle aree coltivabili e di frammentazione dei paesaggi agrari;
- stimolare la fruizione sostenibile dei territori, valorizzando l’accoglienza e le produzioni tipiche e di qualità;
- rafforzare il carattere multifunzionale dell’agricoltura favorendo un suo maggior ruolo nel rispondere ai bisogni sociali del territorio e al contempo nel contribuire al rilancio socioeconomico delle aree rurali;
- promuovere la creazione di nuove opportunità occupazionali per le fasce deboli;
- promuovere percorsi specifici di inserimento lavorativo con definizione dei compiti e delle mansioni delle persone inserite il più possibile qualificati e compatibili con il grado di svantaggio.