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Come cambia il Programma DEAR: nuovo nome e primo bando nel 2022

Sono passati ormai più di tre anni dall’ultimo bando europeo dedicato alla sensibilizzazione ed educazione sui temi della cooperazione, quel programma DEAR (Raising public awareness of development issues and promoting development education in European Union) che ha consentito alla società civile europea di attivare compagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su temi chiave come migrazioni e cambiamenti climatici. E’ stata proprio l’opinione pubblica, in particolare i giovani, il target privilegiato dell’ultima call del 2018 che richiedeva alle OSC e alle autorità locali di concentrarsi su campagne di comunicazione pan-europee e minimizzare altre attività più strettamente legate all’educazione alla cittadinanza globale. Con quasi 80 milioni di dotazione finanziaria la Commissione ha finanziato 10 progetti di cui 3 hanno capofila italiano. 

Nel frattempo è partito il nuovo settennato europeo che comporta una rielaborazione dei programmi tematici sulla base di una processo di review delle fasi precedenti, quello che in inglese viene definito MEL (Monitoring, Evaluation & Learning). E’ questo il percorso che si sta compiendo a livello europeo per disegnare il nuovo DEAR, orientare le nuove priorità e definire le linee guida per i futuri bandi. Il team di supporto al programma ha messo in campo nei mesi scorsi una serie di attività a questo scopo tra le quali una consultazione online per raccogliere pareri e riflessioni da parte di vari soggetti coinvolti nell’Educazione allo Sviluppo e nell’Educazione alla Cittadinanza Globale (DE/GCE): organizzazioni della società civile, autorità locali, istituzioni nazionali, studiosi, educatori e singoli individui che sono stati coinvolti in  progetti DEAR o eventi correlati.

La maggior parte degli intervistati vorrebbe che il futuro programma fosse fortemente orientato al  sostegno di un’istruzione di qualità e al raggiungimento dell’obiettivo SDG 4.7 (“Entro il 2030, assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, attraverso l’educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e non-violenza , cittadinanza globale e l’apprezzamento della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”), con una rilevanza data principalmente a due aspetti: sostenere progetti che integrano le attività in corso svolte nelle scuole e supportare l’integrazione delle metodologie connesse a DE/GCE intervenendo in tutti i contesti educativi (formale, non formale, informale).

Una parte importante del campione ha evidenziato la necessità di promuovere la comprensione pubblica e l’azione dei cittadini sulle sfide globali verso un cambiamento sistemico, espresso con risposte spesso articolate che menzionano la promozione di valori democratici, voci critiche, società plurali e diversificate, politiche trasformative-sostenibili e il contrasto a modelli discriminatori. Un’altra domanda del survey ha esplorato le opinioni sulle priorità del futuro programma DEAR che per la maggioranza restano ancorate agli SDGs e alla loro natura integrata globale e interconnessa, la maggior parte delle risposte sottolineano la necessità di una prospettiva globale su questioni e politiche e menzionano concetti come solidarietà globale, soluzioni globali a problemi globali, coerenza delle politiche per lo sviluppo e aiuto allo sviluppo. Circa la metà dei rispondenti sostiene che il programma DEAR non si integra sufficientemente con altre iniziative esistenti a livello nazionale ma sottolinea la necessità di abbracciare la diversità alla base del settore DEAR coinvolgendo di più i diversi attori che la compongono. 

Diviso il campione sul tema dei partenariati che la Commissione aveva progressivamente allargato bando dopo bando. Nonostante si chieda di rafforzare la natura paneuropea dei progetti una buona metà degli intervistati vorrebbe ridurre le dimensioni dei consorzi. La consapevolezza che la dimensione eccessiva dei consorzi abbia ha portato a compromessi in termini di efficienza ed efficacia è comunque consolidata anche a livello DEVCO (ora INTPA). Tutti concordano invece sulla necessità di raccogliere e aggregare i dati di impatto a livello di programma mettendo a punto un modello specifico di monitoraggio, valutazione e apprendimento, che identifichi indicatori standard e consenta una raccolta e analisi dei dati “semplici e su misura”.

Infine, il sondaggio ha cercato di raccogliere suggerimenti per un eventuale nuovo nome del programma DEAR, una questione che può sembrare solo di forma ma racchiude invece l’orizzonte verso il quale ci si muove. La maggioranza degli intervistati ritiene necessario un cambiamento che vada verso il concetto di “Educazione alla cittadinanza globale” (o variazioni su questo). Una proposta più volte menzionata è GEAR “Global Education & Awareness Raising”.

Dopo all’indagine nel mese di giugno scorso è stato organizzato un incontro di scambio (Exchange Hub) tra 72 operatori provenienti da 24 progetti che si è concentrato appunto sul monitoraggio, la valutazione e l’apprendimento (MEL). I gruppi di lavoro si sono concentrati sulla gestione dei dati, sull’engagement giovanile e sullo storytelling.

Tra gli spunti emersi alcuni sembrano particolarmente interessanti:

  • Mettere in campo una strategia di apprendimento multi-stakeholder che consenta di co-creare e innovare costantemente
  • Tenere in considerazione e valorizzare l’alto tasso di diversità di progetti, approcci, parti interessate e paesi che interagiscono con il DEAR  mantenendo il MEL semplice e applicabile a tutti
  • Utilizzare l’approccio della logica di intervento (o teoria del cambiamento a livello di progetto) per promuovere un approccio partecipativo
  • Focalizzare il monitoraggio e la valutazione sui cambiamenti e consentire agli attuatori di personalizzare MEL e indicatori 
  • Sostenere e sviluppare sistematicamente le capacità degli attuatori e dei gruppi target 
  • Massimizzare l’automazione della raccolta e analisi dei dati
  • Coinvolgere partner strategici per monitorare il contesto e i cambiamenti a lungo termine

I risultati dell’indagine e quanto raccolto nell’incontro di giugno sono ora allo studio per la futura pianificazione del Programma che dovrebbe essere presentato in autunno per arrivare alla pubblicazione del primo bando già nei primi mesi del 2022Dalla DG INTPA promettono un nuovo programma più mirato e meglio collegato alle priorità della Commissione, un miglior sistema di monitoraggio basato sulla teoria del cambiamento, uno scambio maggiore tra gli stakeholder e confermano un forte focus (non esclusivo) sui giovani.


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